Toghe vietano espulsione stupratore perché “ha chiesto asilo”
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**Marocchino stupratore seriale graziato dai giudici: non si può espellere perché chiede asilo dopo anni di clandestinità – Meloni furiosa: “Dove sono le femministe di Non una di meno?” – ennesima vergogna della giustizia ideologica, mentre le donne italiane pagano il prezzo della sicurezza negata**
È l’ennesima vergogna, l’ennesima dimostrazione che in Italia la giustizia è diventata un’arma al servizio del buonismo ideologico e dell’impunità per i criminali stranieri, mentre i cittadini onesti – e soprattutto le donne – pagano il conto due volte: con le tasse per mantenere questi delinquenti e con la paura di uscire di casa sapendo che stupratori condannati girano liberi. Un marocchino di 38 anni, Fathallah Ouardi (o Fatallah O., come riportato in alcune fonti), con un curriculum criminale da far rabbrividire – spaccio di stupefacenti ripetuto, resistenza a pubblico ufficiale, immigrazione clandestina, furto, violenza sessuale in concorso e violenza sessuale di gruppo – era stato finalmente spedito in Albania per il rimpatrio, ma i giudici della Corte d’Appello di Roma lo hanno “salvato” negando la convalida del trattenimento. Motivo? Ha presentato una richiesta di protezione internazionale, curiosamente dopo anni di clandestinità e reati gravi. Risultato: torna in Italia, libero di circolare, mentre le sue vittime tremano e il governo Meloni si scontra con una magistratura che sembra fare di tutto per sabotare ogni tentativo di garantire sicurezza.
I fatti sono agghiaccianti e risalgono a un’escalation criminale che parte dal 2014. Ouardi, classe 1987, marocchino, ha accumulato reati come spaccio di sostanze stupefacenti nel 2014 e 2015, immigrazione clandestina nel 2015, ingresso e soggiorno illegale sul territorio nazionale nel 2016, furto nel 2017. A questo si aggiungono condanne pesanti: resistenza a pubblico ufficiale, ulteriori spacci, e il peggio del peggio – violenza sessuale in concorso e violenza sessuale di gruppo nel 2018, più un altro spaccio nel 2025. Un soggetto pericoloso per la società, come lo ha definito la premier Giorgia Meloni, che il 17 febbraio 2026 era stato trasferito dal CPR di Palazzo San Gervasio (Potenza) al centro di Gjader in Albania per essere rimpatriato. Ma solo 9 giorni dopo, il 25 febbraio, eccolo di ritorno: la Corte d’Appello di Roma non convalida il trattenimento perché, magicamente, ha chiesto protezione internazionale. Il Marocco è un Paese sicuro secondo l’UE, ma per certi giudici questo non conta – meglio tenere qui un pluricondannato per stupro che rischiare di “violare” i suoi diritti.
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Traduzione per i cittadini italiani che pagano le tasse e vivono nel terrore: se sei un immigrato irregolare con condanne per stupro di gruppo, basta una richiesta di asilo last-minute per bloccare tutto. Non si può rimpatriare, non si può trasferire in Albania, non si può nemmeno trattenere. E quasi quasi gli diamo pure la protezione internazionale, come ha ironizzato Meloni. “Uno che è entrato clandestinamente in Italia, si è messo a spacciare, ha violentato una donna in gruppo, noi non lo possiamo trattenere, non lo possiamo mandare in Albania, non lo possiamo rimpatriare”, ha tuonato la premier ai microfoni di RTL 102.5, snocciolando il “curriculum” di Ouardi e puntando il dito contro una giustizia che incide “non sul lavoro del governo ma sui diritti dei cittadini, primo tra i quali il diritto alla sicurezza”. E poi l’affondo che tutti pensano ma pochi dicono: “Mi chiedo anche dove siano le femministe di ‘Non una di meno’ di fronte a queste vicende”. Già, dove sono? Quelle che scendono in piazza per ogni presunto “patriarcato” italiano, ma tacciono quando gli stupratori sono migranti irregolari?
È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte, e che Meloni ha collegato al recente stupro di gruppo a Firenze da parte di due immigrati: “Quanto accaduto dimostra quanto siano surreali queste decisioni. Che fiducia può avere quella donna che ha subito una violenza sessuale di gruppo se il suo stupratore non può neanche essere espulso?”. Casi come questo non sono isolati. Ricordiamo:
– Il pakistano “cieco assoluto” assolto a Monza nonostante guidasse un SUV e incassasse la pensione INPS.
– Risarcimento di 700 euro a Redouane Laaleg, algerino irregolare con 23 condanne, tra cui pestaggio di donna.
– Risarcimento di 76.000 euro alla Sea Watch di Carola Rackete, che speronò la Guardia di Finanza.
– Risarcimento di 18.000 euro a un pakistano respinto in Slovenia per “trattamenti inumani”.
– Nessun risarcimento per i familiari di Santo Re, ucciso da un irregolare zimbabwese con sei ordini di espulsione ignorati.
– E ora, il pakistano accusato di omicidio in Grecia liberato dalla Corte d’Appello di Firenze perché le carceri elleniche sono “inumane”.
Lo Stato italiano tutela i diritti di stupratori stranieri, ma fallisce nel proteggere le sue donne. E i dati lo confermano: secondo l’Istat, nel 2022 su 5.775 denunciati o arrestati per violenza sessuale, il 42,2% erano stranieri, nonostante rappresentino solo l’8,9% della popolazione. Una sovrarappresentazione clamorosa che Meloni ha evidenziato già nel 2024: “C’è una maggiore incidenza di immigrati negli stupri”, ha detto, rischiando l’accusa di razzismo da chi preferisce chiudere gli occhi. Ma le femministe? “Non una di meno” ha criticato il DDL stupri di Giulia Bongiorno, accusando il governo di “guerra alle donne”, ma sul silenzio assordante riguardo a casi come Ouardi non una parola. Il loro Instagram parla di “cultura dello stupro come tecnica di potere”, ma evita di menzionare quando i perpetratori sono migranti, forse per non urtare l’ideologia pro-immigrazione indiscriminata. Critiche al governo sì, ma difesa delle vittime italiane quando lo stupratore è straniero? Zero. È ipocrisia pura, e Meloni ha ragione a chiederlo: dove sono?
Il governo non molla. Meloni ha ribadito che i centri in Albania “vanno avanti”, nonostante “alcuni magistrati cerchino di impedirlo con scuse”. “Sono determinata a fare quello che i cittadini hanno chiesto: una politica rigida sull’immigrazione irregolare, anche con strumenti nuovi come i centri in Albania, nonostante ci siano alcuni che cercano di fare tutto quello che possono per impedirlo. Però su questo sono determinata e sono disposta a lavorare il triplo, il quadruplo, dieci volte tanto se necessario”. E sul referendum sulla giustizia del 22-23 marzo, il monito è chiaro: “Riformare la giustizia è fondamentale per rendere questa Nazione moderna. Il paradosso è che non ci si è mai riusciti e penso che, se non ci riusciamo stavolta, non avremo un’altra occasione”.
Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi premia delinquenti e lascia impuniti i violenti).
Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a tollerare stupratori graziati mentre le donne italiane subiscono violenze e le femministe tacciono per ideologia. Votare Sì è dire basta a chi insulta (“Topo Gigio”), accusa di malafede, libera stupratori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a pagare chi la deruba e la insanguina.
Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge le sue donne e i suoi cittadini onesti, non chi li violenta e li prende in giro con sentenze surreali. La pacchia è finita – per le toghe rosse, per i buonisti e per chi usa il femminismo come arma selettiva! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!


un governo composto da gente alla Gabriele d’Annunizo toglierebbe la possibilità di chiedere sta puttanata dell ‘asilo…alle proteste del solito accoglione si potrebbe dare l’asilo al negro di turno , ma a patto che andasse ad abitare a cure e spese a casa dell’accoglione, magari gli monta o gli smonta la nonna la moglie e la figlia,,,,, il coglione senza patriarcato magari è pure un guardone che gli piacera’ pure…si ma a casa sua, non in giro per l italia
sta scemarella strilla strilla, ma se hai il potere e non lo sai usare che cazzo strilli a fare??, ma statte zitta aaaa creti’