**Alluminio alle stelle. Italia rischia il collasso industriale per una guerra che non è nostra**

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By V marzo 6, 2026 12:46

**Alluminio alle stelle. Italia rischia il collasso industriale per una guerra che non è nostra**

**Alluminio alle stelle: +5,1% in un giorno, prezzo a 3.418 dollari. L’Italia rischia il collasso industriale per una guerra che non è nostra**

**Londra / Milano / Roma, 5 marzo 2026** – Il prezzo dell’alluminio sul London Metal Exchange è esploso.
+5,1% in un solo giorno, arrivato a **3.418 dollari per tonnellata**, il livello più alto da aprile 2022.
Questa settimana il rialzo è già del **9%**.
E non è finita: Goldman Sachs avverte che se la produzione in Medio Oriente si ferma per un mese (come sta già accadendo a causa degli attacchi USA-Israele e del blocco dello Stretto di Hormuz), il prezzo potrà schizzare fino a **3.600 dollari/tonnellata**.

La causa è chiara e brutale: circa l’**8% della produzione mondiale di alluminio** arriva proprio dal Golfo (QatarEnergy ha fermato anche lo stabilimento Qatalum, joint venture con Norsk Hydro). Con gli attacchi iraniani, lo shutdown di impianti e la paralisi delle rotte marittime, il metallo strategico per eccellenza sta diventando introvabile o proibitivo.

### L’Italia è tra i Paesi più colpiti al mondo

L’alluminio è il sangue dell’industria italiana.
Lo usiamo per:

– **Automotive** (componenti leggeri, telai, batterie delle auto elettriche che l’Europa impone)
– **Edilizia** (infissi, facciate, strutture)
– **Packaging alimentare** (lattine, vaschette, foil)
– **Meccanica e aeronautica** (centinaia di PMI del Nord-Est e del Centro)

Con i prezzi che salgono del 5-9% in pochi giorni, le conseguenze sono immediate e devastanti:

– Le fonderie e le estrusioni italiane (già martoriate dal costo dell’energia) rischiano di fermarsi o di delocalizzare in Paesi che non hanno seguito la follia atlantista.
– Le bollette energetiche già esplose (gas TTF oltre 61 €/MWh) si sommano al rincaro dell’alluminio: un doppio colpo mortale per migliaia di imprese.
– L’inflazione industriale si trasmette a cascata sui prezzi al consumo: auto più care, case più care, cibo confezionato più caro.
– Le grandi aziende del settore (tra cui gruppi come Hydro, che ha impianti anche in Italia) hanno già lanciato allarmi interni: “Se il blocco di Hormuz dura 30 giorni, riduciamo la produzione del 20-30%”.

Abbiamo rinunciato al gas russo via tubo (stabile, pulito, a 15-25 €/MWh) per dipendere dal GNL del Golfo e ora paghiamo anche il conto dell’alluminio che arriva dalla stessa zona in fiamme. Questa è la politica energetica “green” e “atlantista” che ci hanno imposto: dipendere da rotte di guerra invece che da gasdotti sicuri.

### L’oligarchia occidentale ha creato questo disastro

Questa non è una “crisi di mercato”. È il risultato diretto delle scelte criminali di Washington, Tel Aviv e Bruxelles:

– Hanno attaccato l’Iran per impedire qualsiasi accordo nucleare.
– Hanno chiuso i rubinetti con la Russia (Nord Stream sabotato) per “punire Putin”.
– Hanno legato l’Europa mani e piedi al Golfo, gli stessi paesi che ci vendono energia a prezzo di ricatto mentre finanziano moschee radicali e immigrazione di massa.

Ora il conto arriva tutto insieme: gas bloccato, petrolio alle stelle, alluminio in crisi, blackout in Iraq, navi che fuggono dal Golfo. E chi paga? Le fabbriche italiane, le famiglie italiane, gli operai italiani. Non i signori della guerra di Washington e non i burocrati di Bruxelles che continuano a parlare di “solidarietà atlantica” mentre chiudono le nostre industrie.

### Basta con questa follia suicida

L’Italia non può più permettersi di essere la vittima sacrificale di guerre altrui.

Abbiamo permesso che Sigonella e le altre basi americane sul nostro territorio diventassero trampolino di lancio per questa catastrofe. Abbiamo distrutto la nostra sicurezza energetica per compiacere chi ci usa come portaerei nel Mediterraneo. Abbiamo sacrificato la nostra industria sull’altare dell’atlantismo.

Ora l’alluminio – metallo vitale per migliaia di imprese italiane – diventa l’ennesima vittima di questa scelta folle.

**Riaprire immediatamente i gasdotti russi** non è più un’opzione politica.
È una necessità di sopravvivenza nazionale.

Basta ipocrisia.
Basta fare gli utili idioti per guerre decise altrove.
Basta sacrificare il futuro dell’Italia per compiacere l’oligarchia occidentale che ci sta portando alla rovina.

L’Europa sta pagando con la propria carne la follia di chi ha preferito bombardare l’Iran invece di garantire pace, energia e industria ai popoli europei.

**L’Italia prima di tutto.**
L’energia e l’industria per gli italiani prima di tutto.
La pace prima di tutto.

O continuiamo a morire di bollette, di alluminio introvabile e di crisi per guerre che non sono nostre.
La scelta è solo nostra.

**Alluminio alle stelle. Italia rischia il collasso industriale per una guerra che non è nostra** ultima modifica: 2026-03-06T12:46:24+00:00 da V
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By V marzo 6, 2026 12:46
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