Poliziotti fermano scippatore ma vengono circondati dalla folla nel quartiere africano di Torino
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Il problema non era il poliziotto di Milano.
**Torino ostaggio dell’immigrazione selvaggia: scippatore nordafricano protetto da una folla ostile, polizia circondata e minacciata**
Momenti di vera e propria guerriglia urbana si sono vissuti questo pomeriggio alla periferia nord di Torino, in un quartiere che da anni grida vendetta per il degrado e l’insicurezza provocati dall’immigrazione incontrollata. Una volante della Polizia di Stato è stata letteralmente assediata da una decina di persone decise a impedire l’arresto di uno scippatore. Solo il sangue freddo degli agenti ha evitato il peggio, ma il segnale è chiaro e allarmante: in certe zone d’Italia la legge non vale più per tutti.
Tutto è accaduto intorno alle 17 in via Martorelli, nel cuore della Barriera di Milano, uno dei quartieri simbolo del fallimento dell’integrazione. Poco prima, in corso Grosseto, due uomini di origine nordafricana avevano aggredito un anziano strappandogli con violenza una catenina dal collo. Un gesto vile, tipico di chi considera le nostre strade un terreno di caccia e i nostri anziani prede facili. Uno dei due rapinatori è stato fermato subito, mentre il complice è stato individuato in largo Giulio Cesare. Ma quando gli agenti hanno tentato di far salire l’uomo sulla volante per portarlo in questura, è scattata la trappola.
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Una decina di individui – chiaramente solidali con il delinquente – ha circondato la macchina di servizio, insultando pesantemente i poliziotti e minacciandoli apertamente per costringerli a mollare la presa. Grida, spintoni verbali, un muro umano ostile: la classica scena che si ripete ormai troppo spesso nelle nostre città, dove bande di immigrati e loro parenti o amici si sentono autorizzati a ostacolare il lavoro delle forze dell’ordine. Fonti qualificate confermano che non ci sono stati contatti fisici, ma solo perché gli agenti hanno mantenuto i nervi saldi. La polizia è riuscita comunque a concludere l’operazione e a portare via il fermato. Ma la domanda sorge spontanea e inquietante: fino a quando dovremo assistere a queste umiliazioni?
Barriera di Milano non è un caso isolato. È l’ennesima prova di come l’immigrazione di massa, soprattutto da certi paesi nordafricani, stia trasformando interi quartieri in zone franche dove la criminalità prospera e la Polizia opera con le mani legate. Un anziano derubato in pieno giorno, agenti circondati come in territorio nemico, cittadini costretti a vivere nella paura: questo è il prezzo che paghiamo da anni per una politica immigrazionista cieca e irresponsabile. Mentre i nostri nonni vengono aggrediti per una catenina, chi dovrebbe difenderci viene ostacolato da chi difende il delinquente invece della vittima.
Basta. Non possiamo più accettare che nelle nostre città si creino sacche di illegalità dove la legge italiana viene calpestata da chi è arrivato qui solo per delinquere o per proteggere chi delinque. È ora di dire basta a questa invasione che sta distruggendo la sicurezza dei torinesi e di tutti gli italiani. Servono espulsioni immediate, controlli veri alle frontiere e tolleranza zero per chi crede di poter importare la propria violenza nelle nostre strade. Altrimenti, episodi come quello di oggi non saranno più notizie: diventeranno la norma. E l’Italia non può permetterselo.


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