8 Marzo, migranti uccidono le donne ma le femministe marciano contro gli italiani
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**8 Marzo 2026: migranti hanno ucciso quasi cento donne nel 2025. Il patriarcato importato continua a massacrare le italiane mentre il femminismo tace**
Mentre le piazze si riempiono di striscioni rosa e di slogan vuoti sull’8 Marzo, la realtà nuda e cruda ci schiaffeggia in faccia: nel 2025 gli stranieri hanno continuato a seminare morte tra le donne italiane ed europee, con una ferocia che non accenna a diminuire. Secondo dati allarmanti riportati da fonti indipendenti come Il Primato Nazionale, il 30% dei femminicidi in Italia è stato commesso da autori stranieri, che rappresentano il 9-10% della popolazione residente. Una sproporzione spaventosa, una propensione al reato che triplica quella degli italiani.
Non è un caso isolato. È un’invasione silenziosa che si porta dietro culture arcaiche, dove la donna vale meno di zero e il coltello o le mani diventano strumenti di “giustizia” familiare o tribale. Nel 2025, mentre il Ministero dell’Interno registrava decine di omicidi di donne – con l’Osservatorio Non Una di Meno che ne conta almeno 84 solo fino a novembre – una quota sempre più pesante porta firme straniere. Uomini arrivati con barconi, irregolari, richiedenti asilo o “integrati” solo sulla carta, che trasformano l’Italia in un mattatoio per le nostre figlie, sorelle e madri.
Ricordate i nomi? Non sono cambiati. Sono sempre gli stessi: **Khalid Achak**, **Mohamed Naceur Saadi**, **Emilio Gabriel Valdez Velazco**, **Mark Antony Samson**, **Mohammed**, **Ahmed**, **Mamadou**, **Yusef** e soci. Nel 2025 si sono aggiunti altri come Hicham, Zakaria, Taulant, Adil, Omer, Innocent e decine di altri che riempiono le cronache nere. Vittime? Italiane innocenti come **Ilaria Sula**, **Aurora Livoli**, **Zoe Trinchero**, **Laura Papadia**, Iris, Franca, Sofia, Rossella, Liliana, Michelle, Celine, Vanessa, Yana, Jessica, Danjela, Rubina, Mara e tante altre cadute sotto i colpi di chi non condivide i nostri valori.
Questi assassini non sono “poveri disperati”. Sono uomini che portano con sé un bagaglio culturale incompatibile: il concetto che la donna sia una proprietà, che si possa picchiare, stuprare, strangolare o accoltellare se “disobbedisce”. Clandestini che girano liberi grazie alle politiche buoniste, familiari che importano mogli bambine o vicini di casa che trasformano un litigio in tragedia. E mentre le statistiche ufficiali tentano di minimizzare, la quota straniera esplode in proporzione, confermando quello che diciamo da anni: l’immigrazione incontrollata non è solo un problema economico, è una bomba a orologeria per la sicurezza delle donne italiane.
E il femminismo? Quello di sinistra, intendo. Quello che il 8 Marzo sfila contro il “patriarcato bianco” e “l’uomo italiano oppressore”. Silenzio tombale. Nessuna manifestazione contro i veri responsabili. Nessun corteo davanti ai centri di accoglienza. Nessuna richiesta di espulsioni immediate per i violenti stranieri. Anzi: il loro femminismo è diventato un’arma contro le donne europee, un alibi per aprire le frontiere e importare altro dolore. Donna italiana, svegliati! Non farti fregare da chi ti racconta che il pericolo viene dal “maschio bianco”. Il pericolo vero arriva su gommoni, con documenti falsi e un coltello in tasca.
Basta ipocrisia. Basta 8 Marzo di facciata. È ora di proteggere le nostre donne con fatti concreti: espulsioni immediate per gli stranieri violenti, chiusura dei rubinetti dell’immigrazione selvaggia, priorità assoluta alla sicurezza delle italiane. Altrimenti, il prossimo 8 Marzo conteremo altre vittime. E il sangue sarà anche sulle mani di chi ha aperto le porte senza controllo.


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