Nessun migrante idoneo al Cpr, così i medici rossi hanno liberato tutti

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By V marzo 7, 2026 12:24

Nessun migrante idoneo al Cpr, così i medici rossi hanno liberato tutti

**Nessun migrante idoneo al Cpr da settembre a gennaio a Ravenna: 0 su 64, medici “anarchici e antifascisti” con certificati prestampati per sabotare i rimpatri – l’ennesima beffa dello Stato, mentre i clandestini delinquono e gli italiani pagano il conto**

È l’ennesima vergogna, l’ennesima dimostrazione che in Italia lo Stato è sabotato dall’interno da una rete di medici ideologici pronti a tutto pur di proteggere i clandestini e mandare in tilt le leggi sui rimpatri. Mentre i cittadini onesti pagano le tasse per mantenere un sistema che non funziona e subiscono i reati degli irregolari lasciati liberi, certi camici bianchi trasformano gli ospedali in avamposti no-border al servizio del buonismo più becero.

I fatti sono clamorosi. Nel reparto di Medicina infettiva dell’ospedale di Ravenna, tra il 10 settembre 2025 e il 16 gennaio 2026, **nessun migrante** sottoposto ai controlli è stato ritenuto idoneo al Centro di permanenza per il rimpatrio. Zero su 64. Una statistica assurda e sospetta, soprattutto perché dei 44 dichiarati inidonei, 20 hanno ricevuto nuove contestazioni e 10 hanno commesso nuovi reati. L’inchiesta nasce a luglio, quando in questura arriva un modulo prestampato per la non idoneità. «È arrivato l’ispettore e ora mi vogliono fare un verbale… Ho bisogno di non fare passi falsi, la polizia mi tampina, è un incubo», avrebbe detto una dottoressa indagata.

Secondo l’accusa, nell’ospedale ravennate esiste una vera e propria strategia coordinata, confermata dalle chat. I medici inviavano i certificati di non idoneità a un professionista non indagato in un’altra regione che teneva la “mappatura” di tutto: «Se vi va, mandatemi copia delle certificazioni che sto tenendo una mappatura». Il sistema andava avanti almeno dal maggio 2024. Una delle mediche, che si definiva apertamente **«anarchica e antifascista»**, condivideva articoli e spingeva la linea dura. Un altro scriveva trionfante: «Ho dato la non idoneità per un Cpr e il ragazzo è tornato a ringraziarmi». E ancora: «Gli facciamo il c… agli sbirri maledetti». Un terzo esortava i colleghi: «È una rottura ma la scelta è puramente etica. Dobbiamo essere uniti e non succede nulla».

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Traduzione per i cittadini italiani che pagano le tasse: grazie a questi certificati “eticamente” falsi, i migranti irregolari – spesso recidivi e pericolosi – evitano i Cpr, tornano in libertà e continuano a delinquere. Lo Stato non riesce a rimpatriare chi non ha diritto di stare qui, mentre gli italiani vivono nell’insicurezza e finanziano questa pacchia.

È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte: lo Stato italiano può essere sabotato dall’interno quando si tratta di favorire l’invasione e i clandestini, ma non quando si tratta di proteggere i cittadini onesti. Qui i medici trasformano la burocrazia sanitaria in un’arma contro le forze dell’ordine e contro le leggi sui rimpatri. E se la Procura indaga? Otto medici finiti nel registro degli indagati, ma il danno è già fatto: decine di irregolari liberi di girare e commettere nuovi reati.

Giorgia Meloni ha già commentato casi simili: «Sentenze assurde. Soldi degli italiani regalati a chi viola la legge». Qui è peggio: soldi e sicurezza regalati a chi viola le regole dall’interno delle istituzioni pubbliche.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi premia furbetti e lascia impuniti i violenti e i sabotatori).

Gli ultimi sondaggi (fino all’11 febbraio) danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante.

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a tollerare medici anarchici che fanno il gioco dei clandestini mentre gli italiani subiscono reati e pagano le tasse. Votare Sì è dire basta a chi insulta le forze dell’ordine, accusa di malafede chi difende i confini e condanna l’Italia a pagare chi la deruba e la invade.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini onesti, non chi la prende in giro dall’interno. La pacchia è finita – per i medici rossi e per chi li usa come arma contro i contribuenti! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

Nessun migrante idoneo al Cpr, così i medici rossi hanno liberato tutti ultima modifica: 2026-03-07T12:24:24+00:00 da V
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By V marzo 7, 2026 12:24
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