Dodicenne picchiato per gli spiccioli dai maranza

V
By V marzo 8, 2026 00:03

Dodicenne picchiato per gli spiccioli dai maranza

**Baby gang di immigrati di seconda generazione: dodicenne massacrato di botte per un euro. E l’Italia continua a far finta di niente**

MONSELICE – Non è più cronaca nera. È un’aggressione annunciata, l’ennesima prova che l’esperimento dell’integrazione è fallito miseramente e che i figli degli immigrati, cresciuti tra le nostre scuole e i nostri quartieri, stanno diventando una minaccia concreta per i nostri figli.

Venerdì 12 aprile, poco dopo le 16, nel parcheggio del Lidl di via Colombo a Monselice, due ragazzini italiani di 12 e 13 anni – semplici studenti in bicicletta, usciti per comprarsi una bibita – sono stati circondati da un branco di giovani con carnagione olivastra e capelli lunghi. Tre contro due. Il più aggressivo, quello con la pelle più scura, ha preteso soldi: «Un euro per la corriera», ha detto, sostenendo che l’altro fosse un cugino arrivato dalla Svizzera. Poi, senza alcun motivo, si è avventato sul dodicenne, lo ha scaraventato a terra, gli ha strappato il marsupio e, quando il bambino ha avuto il coraggio di reagire, lo ha pestato con una furia bestiale: schiaffi e pugni al volto, uno dopo l’altro, fino a incrinargli il setto nasale.

Sangue ovunque. Il piccolo non riusciva nemmeno ad alzarsi. Solo l’intervento provvidenziale di un docente della vicina scuola media Zanellato, che ha suonato il clacson e messo in fuga i vigliacchi, ha evitato il peggio. Il 12enne è finito al pronto soccorso di Schiavonia con una frattura giudicata guaribile in 15 giorni, ma con lo spavento e il dolore che non passeranno tanto presto. I carabinieri di Monselice stanno indagando: uno degli aggressori è già noto, un nordafricano residente sul posto, uno di quelli che “bazzicano” il centro tutti i giorni.

Ecco la realtà che troppi si ostinano a negare: non si tratta di “ragazzini italiani che sbagliano”. Le descrizioni parlano chiaro: carnagione olivastra, origini straniere, un residente nordafricano. Sono immigrati di seconda generazione, nati o cresciuti qui, che invece di ringraziare il Paese che li ha accolti, ripagano la nostra generosità con violenza, furti e arroganza. Sono i frutti avvelenati di decenni di immigrazione incontrollata, di politiche buoniste che hanno riempito le nostre città di comunità parallele dove la legge italiana vale meno di zero.

VERIFICA NOTIZIA


E non è un episodio isolato. Monselice non è una banlieue francese: è un tranquillo comune veneto. Eppure anche qui le baby gang di origine immigrata stanno diventando padroni delle strade, dei parcheggi, dei giardini. Rubano, picchiano, spadroneggiano. I nostri figli non possono più fare due passi in bici senza rischiare di finire in ospedale. Le famiglie italiane vivono nel terrore mentre i responsabili di questa invasione – quelli che hanno aperto le porte senza regole e senza controlli – continuano a predicare “accoglienza” e “diversità”.

Basta. È ora di dire la verità senza giri di parole: l’integrazione è fallita. Questi giovani non si sentono italiani, non rispettano le nostre regole, non condividono i nostri valori. Crescono con il rancore nel cuore e la convinzione che tutto gli sia dovuto. E noi paghiamo il conto: con il sangue dei nostri bambini, con la paura delle nostre famiglie, con la sicurezza delle nostre città che viene distrutta giorno dopo giorno.

I carabinieri faranno il loro dovere e identificheranno i responsabili. Ma non basta arrestarli per qualche ora e rimetterli in strada. Servono misure serie: espulsione immediata delle famiglie che non integrano e producono criminali, revoca della cittadinanza per chi delinque, chiusura delle frontiere e fine dell’illusione multiculturalista che sta trasformando l’Italia in un campo di battaglia.

Perché il prossimo dodicenne massacrato per un euro potrebbe essere vostro figlio. E allora non basterà più un articolo per indignarsi. Sarà troppo tardi.

Dodicenne picchiato per gli spiccioli dai maranza ultima modifica: 2026-03-08T00:03:56+00:00 da V
V
By V marzo 8, 2026 00:03
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie