“Donna: quanto t’abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato”. Digos indaga

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By V marzo 8, 2026 20:21

“Donna: quanto t’abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato”. Digos indaga

**Striscione a Latina: “Donna: quanto t’abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato”. La sindachessa delirante lo fa strappare, la Digos indaga come fosse un attentato. Benvenuti nella dittatura woke.**

Guardatelo. Un semplice striscione bianco, appeso davanti al parco Falcone e Borsellino, a Latina. Frase ironica, provocatoria, firmata “I nativi”. Niente insulti, niente minacce, niente violenza. Solo una battuta: «Donna: quanto t’abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato».

E subito il panico. Immediata rimozione. Foto virali. Sdegno collettivo. La sindaca Matilde Celentano in prima linea a fare la predica: «Non rappresenta i valori della nostra comunità». In una giornata come l’8 marzo, poi. «Offensivo», «inaccettabile», «non rappresenta la dignità delle donne».

Ma per favore.

La stessa sindachessa che dovrebbe difendere la libertà di espressione e il buon senso adesso si inchina alla dittatura woke e scatena la Digos. La DIGOS. Quella della lotta al terrorismo. Per un cartello ironico. Stanno cercando i “colpevoli” come se avessero piazzato una bomba. Indagini, accertamenti, firme “I nativi” già viste a febbraio su un altro striscione («Ha fatto prima il duce a costruire una città che voi a ristrutturare un parco»). Roba da manicomio.

La CGIL Frosinone-Latina non poteva mancare: «Messaggio gravissimo», «oltraggio alla dignità», «clima regressivo», «stagioni più buie della storia». Sempre la solita solfa: ogni cosa che non è allineata al loro catechismo femminista è fascismo, odio, patriarcato assassino.

Ma la frase è innocente. È una provocazione geniale, sarcastica, che dice l’esatto contrario di quello che urlano da anni: che nel “patriarcato” le donne venivano amate, protette, rispettate, messe al centro della famiglia. Che prima del “femminismo tossico” c’era un’Italia dove le madri erano onorate, i padri responsabili e i matrimoni duravano “per sempre”. Esattamente come ha cantato Sal Da Vinci e come ha dimostrato Lollobrigida con quell’abbraccio al figlio.

Oggi invece? Violenza in aumento, famiglie distrutte, donne sole, figli senza padri, e loro continuano a dare la colpa al “patriarcato” invece di ammettere che il loro modello ha fallito.

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E allora uno striscione fa paura. Fa paura perché ricorda che c’era un tempo in cui le donne non dovevano dimostrare niente, perché erano già tutto. Fa paura perché “I nativi” – quelli veri, quelli di Latina fondata dal duce, quelli che ricordano come si costruiva in fretta invece di chiacchierare – non si sono ancora arresi alla cancellazione della storia e del buon senso.

La sindachessa Celentano può continuare a prendere le distanze, a parlare di “donne di valore” e di “primo sindaco donna”. La Digos può continuare a giocare a poliziotti e ladri per un pezzo di stoffa. La CGIL può continuare a piangere oltraggio.

Il popolo ride. Il popolo capisce la battuta. Il popolo è stufo di questa censura ridicola, di questa caccia alle streghe per frasi innocenti, di questa dittatura del politicamente corretto che trasforma una provocazione ironica in reato.

Lo striscione è stato strappato.
L’idea no.

Forza “I nativi”.
Forza chi non chiede scusa per ricordare che il patriarcato non era un mostro.
E alla sindachessa e alla Digos: andate a indagare sui veri problemi, invece di fare i lacchè del pensiero unico woke.

L’Italia normale ha già scelto da che parte stare. E non è la vostra. 😂

Viva il Patriarcato.

“Donna: quanto t’abbiamo amato ai bei tempi del patriarcato”. Digos indaga ultima modifica: 2026-03-08T20:21:17+00:00 da V
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By V marzo 8, 2026 20:21
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