Islamici sgozzano 500 agnelli sul Po: “è la nostra tradizione”
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**Islamizzazione anche nel sangue degli innocenti: 500 agnelli sgozzati VIVI e coscienti nel nome di Allah a Cavanella Po. La barbarie halal che trasforma l’Italia in un mattatoio islamico**
ADRIA – Mentre l’Italia si inginocchia all’islamizzazione, la Festa del Sacrificio (Eid al-Adha) torna a ricordarci la vera faccia di questa “religione di pace”: un fiume di sangue animale versato in nome di Allah. Da oggi a domenica a Cavanella Po, frazione di Adria, nel Polesine, 500 agnelli innocenti saranno macellati secondo il rito islamico halal. Non un macello qualunque: un vero e proprio sacrificio rituale autorizzato dallo Stato italiano, che piega le sue leggi per non offendere i musulmani.
La presidente del Coordinamento Tutela diritti animali Rovigo, Gabriella Gibin, ha lanciato la protesta pacifica davanti al macello del pastore Claudio Nardini. «Non è discriminazione religiosa – ha detto – ma questo è un barbaro rituale». Ha ragione. Ma la verità è più dura: non è solo crudeltà sugli animali. È l’ennesima prova che l’islam non si integra: si impone, cambia le nostre regole, le nostre tradizioni, la nostra pietà.
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Descriviamo nei particolari questa pratica che l’Europa continua a tollerare per “libertà di culto”. Nel rito halal l’animale **deve essere perfettamente cosciente**. Niente stordimento elettrico o colpo alla testa, come prevede la legge italiana per ogni altro macello. L’addetto musulmano (autorizzato dall’ULSS e riconosciuto dalla comunità islamica) afferra l’agnello, lo immobilizza a terra o su un piano, pronuncia la formula «Bismillah Allahu Akbar» e con un coltello affilatissimo recide di netto **trachea, esofago, carotidi e giugulari** in un unico taglio profondo.
Il sangue schizza a fiotti. L’animale, ancora vivo e sveglio, sente tutto. Inizia a scalciare disperatamente, gli occhi spalancati dal terrore, la bocca che cerca aria mentre la trachea è tagliata. Il cervello, privato di ossigeno (anossia), impiega dai 10 ai 30 secondi per perdere conoscenza, ma la morte vera arriva dopo minuti di agonia: il cuore continua a pompare mentre il corpo si svuota del sangue. L’agnello soffre, si dibatte, emette rantoli strazianti. A volte, se il taglio non è perfetto (e capita), l’animale rimane cosciente più a lungo, sentendo il dolore lancinante mentre si dissangua lentamente.
E non finisce qui. Questo rito barbaro non è riservato agli adulti: **i bambini musulmani assistono**, imparando che la sofferenza degli “infedeli” (anche animali) è voluta da Allah. Milioni di agnelli ogni anno in Europa subiscono questa tortura solo perché l’islam lo impone. In Italia, la deroga al Regolamento UE 1099/2009 permette tutto questo in nome della Costituzione e della “libertà religiosa”. Risultato? Macelli autorizzati come quello di Cavanella Po diventano enclave dove la sharia detta legge anche sugli animali.
Gibin denuncia anche le macellazioni clandestine negli allevamenti islamici: senza controlli, senza igiene, con sofferenza ancora maggiore. Ha ragione a chiedere ai politici: «Facciano rispettare la legge vigente». Ma la legge vigente è il problema! È la stessa che ha permesso la mega-moschea di Mestre, che ha aperto le porte a Prince Howlader e alle bande islamiche dentro Fratelli d’Italia. È la stessa che piega la testa davanti alla conquista demografica e culturale.
L’islamizzazione non arriva solo con le moschee e i bengalesi. Arriva con l’odore del sangue halal nei nostri supermercati, con le feste che trasformano l’Italia in un immenso mattatoio rituale, con la sofferenza inutile di creature innocenti giustificata da un libro scritto 1400 anni fa nel deserto.
Basta ipocrisie. La libertà di culto non può includere la libertà di torturare. La civiltà occidentale ha abolito da secoli questi spettacoli di crudeltà. L’islam no. E noi continuiamo a inchinarci.
**Fermiamo l’islamizzazione anche per pietà verso gli animali.**
Basta deroghe halal.
Basta sacrifici islamici sul suolo italiano.
Basta sgozzamenti in nome di Allah.
L’Italia non è terra di conquista.
Difendiamo i nostri animali, la nostra pietà, la nostra identità.
Prima che sia troppo tardi.


Fuori dalle palle, a calci nel culo, trogloditi del kaiser! Mi domando quale Dio , che per altro è il Signore della vita, permette questi scempi??? Non si può sentire, fanno schifo e sto pronunciando un complimento….🤬
dizionario-italiano.it/linguamadre/articolo.php?art=290 in fin dei conti glielo abbiamo insegnato noi ai maomettini. Si chiamava politica del carciofo e mi risultava che ai tempi di Cavour fosse ancora nel linguaggio e nella politica dei savoiardi (non i biscotti). Questi invasori autorizzati passo dopo passo rosicchiano (del resto sono sorci) i nostri spazi e piazzano le loro schifezze grazie anche alle complicità istituzionali ma anche quelle personali di chi fa acquisti nei loro minimaket e nei loro kebab e altro…ma anche di chi tollera e si volta dall’altra parte