Parrocchie diventano moschee, solo 89 fedeli d’accordo coi parroci pro-Maometto
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**Islamizzazione a Monfalcone e Staranzano: parroci aprono le chiese alle preghiere islamiche, ma solo 89 fedeli cattolici firmano «siamo con voi». L’ennesimo passo verso la resa della Chiesa locale.**
Monfalcone/Staranzano, 9 marzo 2026 – Mentre il Ramadan infuria e migliaia di fedeli musulmani (soprattutto bengalesi) cercano spazi per prostrarsi verso La Mecca, due parroci della zona – con il plauso dell’Arcivescovado – continuano a cedere terreni e strutture parrocchiali alla comunità islamica. L’iniziativa, già denunciata nei nostri precedenti articoli sull’islamizzazione del Friuli Venezia Giulia, stavolta viene “difesa” da una lettera aperta firmata da appena **89 fedeli cattolici** (il titolo del pezzo su Il Piccolo parla di 86, ma il conteggio reale delle adesioni, tra Staranzano e Monfalcone, arriva a 89). Una goccia nel mare rispetto alle migliaia di parrocchiani che, in silenzio o apertamente, vivono con disagio questa occupazione simbolica e concreta delle chiese.
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L’articolo di Laura Borsani su Il Piccolo di oggi titola trionfalmente: «Preghiera islamica accolta dai parroci, 86 fedeli favorevoli: «Siamo con voi»». I firmatari – un manipolo di parrocchiani di Staranzano e Monfalcone – dichiarano di voler «far sentire anche la loro voce» e testimoniare che «il dissenso non è l’unico sentimento diffuso». Il focus, come sempre, è sugli «spazi parrocchiali» messi a disposizione per i musulmani durante il mese sacro. Peccato che quei 89 firmatari rappresentino una minoranza ridicola: meno dell’1% dei cattolici praticanti della zona, se si considera che Monfalcone conta oltre 6.000 residenti di origine musulmana e una popolazione totale dove gli italiani sono ormai minoranza relativa.
**Richiamo ai nostri precedenti articoli sulla stessa vicenda**
Non è la prima volta che lo denunciamo.
Nel febbraio 2026, proprio all’inizio del Ramadan, avevamo titolato «Rieccoci: è Ramadan e vicino Monfalcone gli imam snobbano la Quaresima e la Chiesa dona spazi per la preghiera islamica. Fedeli sgomenti». Già allora le stesse parrocchie avevano aperto campi e saloni, ignorando il fatto che gli imam locali rifiutavano ogni forma di reciprocità durante la Quaresima cattolica.
Nel giugno 2025, durante la Festa del Sacrificio (Eid al-Adha), 4.000 musulmani avevano pregato sui prati parrocchiali della Marcelliana: una statua di Gesù era stata coperta con un telo per non «offendere» i fedeli di Allah. Ne avevamo scritto in «“Allah Akbar”. E gli islamici in preghiera al santuario coprono una statua di Gesù con un telo». La sindaca leghista Anna Maria Cisint aveva scritto al Papa. Silenzio assordante da Roma.
Oggi, marzo 2026, il copione si ripete identico. La comunità musulmana – rimasta senza moschee ufficiali grazie alle ordinanze coraggiose del Comune – usa le chiese come “moschee di riserva”. I parroci parlano di «dialogo» e «superamento delle paure». I 89 firmatari cattolici ripetono lo stesso mantra: «Vogliamo farci sentire, non ci sono solo voci contrarie».
Ma la realtà è un’altra. Monfalcone è diventata il laboratorio italiano dell’islamizzazione silenziosa: un residente su tre è straniero, prevalentemente bengalese musulmano. Le preghiere del venerdì radunano migliaia di persone senza un luogo dedicato, e la risposta della Chiesa non è evangelizzazione, ma resa: campi, saloni, parrocchie trasformate in luoghi di culto islamico temporanei. E tutto questo con l’appoggio di una sparuta minoranza di 89 fedeli su migliaia.
**Il dato che nessuno vuole vedere**
89 firme. Solo 89.
In una diocesi che conta decine di migliaia di battezzati, in due parrocchie storiche di un territorio sotto assedio demografico, solo 89 cattolici si espongono pubblicamente a favore. Il resto? O tace per paura di essere etichettato «razzista», o dissente ma viene sistematicamente ignorato dai media mainstream e, purtroppo, da parte di una gerarchia ecclesiastica che sembra aver dimenticato la propria missione.
Come abbiamo ripetuto in tutti i nostri articoli precedenti su questa islamizzazione strisciante – da quelli del 2023 sul divieto di preghiera in piazza imposto dalla sindaca Cisint, fino agli ultimi del 2026 – non si tratta di «accoglienza» o «fratellanza». Si tratta di sostituzione: spazi cattolici che diventano islamici, croci che vengono velate, statue coperte, campanili che tacciono mentre il muezzin (anche se non ancora ufficiale) avanza.
I 89 firmatari possono pure gridare «siamo con voi». La stragrande maggioranza dei fedeli cattolici – e soprattutto la storia, la cultura e la demografia di Monfalcone – stanno dicendo altro. E lo stanno dicendo con i fatti: allontanamento progressivo dalle messe, chiese sempre più vuote, quartieri sempre più islamizzati.
L’islamizzazione non avanza grazie a milioni di voti. Avanza grazie a 89 firme, a parroci “dialoganti” e a un silenzio complice. Fino a quando?


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