TOGHE LIBERANO A ANCHE IL MANIACO DEI TRENI
Related Articles
**TOGHE ROSSE: LIBERANO STUPRATORI DALL’ALBANIA E LASCIANO LIBERO IL “MANIACO DEL TRENO” PAKISTANO – Sei aggressioni sessuali su ragazze e minorenni, due condanne, tre processi… ma grazie alla protezione internazionale e ai “problemi mentali” gira ancora sui regionali a terrorizzare le italiane**
È l’ennesima, intollerabile vergogna. Non bastavano i criminali seriali rimandati in Italia dai Cpr di Gjadër dalle stesse toghe della Corte d’Appello di Roma con la scusa della “protezione internazionale”. Ora le stesse toghe lasciano a piede libero un altro predatore straniero che violenta indisturbato sulle nostre linee ferroviarie. Si chiama “**maniaco del treno**” il pakistano di 33 anni residente nel centro storico di Reggio Emilia, titolare di protezione internazionale e seguito dal Centro di salute mentale dell’Ausl. Questo mostro ha già commesso **sei aggressioni sessuali** su treni regionali tra Modena, Reggio Emilia e Mantova: palpeggiamenti, molestie e violenze su ragazze che viaggiavano sole, comprese minorenni. Due condanne definitive – un anno e quattro mesi a Modena per violenza sessuale aggravata, minorata difesa e recidiva, più un anno e tre mesi a Reggio – e ancora tre processi in corso. Risultato? È **completamente libero**. Perché? “Problemi mentali”. Traduzione per le donne italiane che prendono il treno ogni giorno: se sei un immigrato con protezione internazionale puoi molestare e violentare le nostre figlie e sorelle sui regionali, e lo Stato ti lascia circolare a spese nostre con la scusa della psichiatria.
VERIFICA NOTIZIA
Lo denuncia oggi con durezza Francesca Totolo sul **Il Tempo** nel suo articolo “Il ‘maniaco del treno’ e i predatori sessuali. Tutti liberati dai Cpr e tornati a delinquere”. E collega perfettamente questo caso alla lista infinita di stupratori fatti rientrare dall’Albania, come documentato nell’immagine che circola in queste ore: **Moustapha Lachger**, marocchino di 49 anni con precedenti per stupro di gruppo, estorsione aggravata, spaccio, sequestro di persona, rapina, lesioni, resistenza, evasione e violenza sessuale. Era stato blindato nel Cpr di Gjadër dopo il trasferimento dal Cpr di Caltanissetta, ma il 9 marzo la Corte d’Appello di Roma ha annullato tutto: basta una richiesta di protezione internazionale e il mostro torna in Italia a piede libero.
La stessa sentenza-fotocopia che ha già liberato:
– Fatallah Ouardi, condannato per spaccio, resistenza, violenza sessuale in concorso e di gruppo;
– Abdelkrim Chahine, violenza sessuale su minore di 14 anni;
– Mehdi El Antaky, omicidio riqualificato in lesioni gravissime;
– Ahmed Aittorka, violenza sessuale e furto aggravato;
– Mohamed Errami e altri violentatori seriali.
È la doppia beffa delle toghe rosse: da una parte smontano i rimpatri voluti dal governo Meloni con cavilli ideologici, dall’altra concedono protezione internazionale o “cure psichiatriche” come scudo per chi continua a violentare. E intanto le vittime italiane restano sole, terrorizzate ogni volta che salgono su un treno o camminano per strada.
È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte:
– Il pakistano “cieco assoluto” assolto a Monza perché guidava SUV e gestiva negozi nonostante la pensione per cecità totale: «Il fatto non sussiste».
– Risarcimento di 700 euro all’algerino irregolare con 23 condanne trasferito in Albania.
– 76.000 euro alla Sea Watch di Carola Rackete.
– 18.000 euro al pakistano respinto in Slovenia per “trattamenti inumani”.
– Nessun risarcimento per i familiari di Santo Re, ucciso da un irregolare zimbabwese con sei espulsioni ignorate.
La magistratura può riportare in patria stupratori seriali e lasciare liberi maniaci sui treni, ma non riesce a proteggere le italiane. E chi paga? Sempre noi, con le tasse, con la paura, con le nostre donne che non possono più viaggiare tranquille.
Giorgia Meloni ha tuonato più volte contro queste sentenze assurde: «Soldi degli italiani regalati a chi viola la legge». Qui è peggio: si regalano libertà ai predatori che stuprano l’Italia sui treni e nelle strade.
Il referendum del **22 e 23 marzo** è l’unica via per spezzare questa catena di impunità: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni immediate per chi libera stupratori e maniaci). Gli ultimi sondaggi danno il Sì tra il 58% e il 63% tra i votanti probabili, affluenza stimata 54-57%. Il Sì è avanti, ma serve una vittoria schiacciante.
Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a tollerare toghe che riportano in Italia marocchini stupratori dall’Albania e lasciano liberi pakistani maniaci sui treni mentre le nostre ragazze vivono nel terrore. Votare Sì è dire basta a chi insulta, accusa di malafede, libera predatori sessuali e condanna l’Italia a subire.
Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge le sue donne, non chi le violenta sui treni. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per i maniaci stranieri che usano come arma contro di noi! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment