Parroco caccia gli islamici: non si prega Allah nella mia chiesa

V
By V marzo 11, 2026 23:26

Parroco caccia gli islamici: non si prega Allah nella mia chiesa

**Islamizzazione a Staranzano e Monfalcone: la Chiesa si arrende ancora. Un parroco dice «no» per non tradire Cristo, ma Avvenire e il vescovo benedicono la moschea parrocchiale. **

Staranzano/Monfalcone, 12 marzo 2026 – L’ennesimo autogol della Chiesa friulana sull’islamizzazione del territorio. Mentre il Ramadan trasforma le parrocchie in succursali di moschea, un sacerdote coraggioso alza la voce e smaschera la truffa: «Non è carità, è ipocrisia». Parola di don Francesco Fragiacomo, ex parroco di Staranzano, oggi a San Canzian d’Isonzo. Lo ha detto chiaro alla Bussola Quotidiana in un articolo che fa a pezzi la propaganda buonista di Avvenire e del parroco attuale don Matteo Marega. Ma la resa continua: le “Stalle Rosse” parrocchiali sono state cedute agli islamici di Monfalcone, con la benedizione del vescovo Carlo Roberto Maria Redaelli (in procinto di volare a Roma, promosso da Papa Leone XIV). E tutto questo mentre, come abbiamo documentato solo tre giorni fa, solo **89 fedeli cattolici** su migliaia hanno avuto il coraggio di firmare la lettera «Siamo con voi».

VERIFICA NOTIZIA


Lo avevamo scritto il 9 marzo: «Preghiera islamica accolta dai parroci, 86 fedeli favorevoli: «Siamo con voi»» (Il Piccolo). Titolo trionfale, realtà minuscola. Oggi La Bussola conferma il nostro allarme e lo eleva a livello teologico. Don Fragiacomo non usa giri di parole: distinguere per unire (e per convertire) è il principio di Maritain. Dare le strutture parrocchiali agli islamici non è carità cristiana, è confusione e ipocrisia. «Le nostre chiese e i nostri centri sono lì per annunciare Cristo risorto – spiega – non per rendere sacro un luogo agli occhi di Allah». E aggiunge il dettaglio che i media mainstream nascondono: per i musulmani pregare in un posto lo rende “loro proprietà”. Esattamente ciò che sta accadendo a Staranzano da fine febbraio 2026.

Ricordiamo i fatti, come nei nostri articoli precedenti. Monfalcone ha chiuso le moschee abusive per irregolarità (grazie alla sindaca leghista Anna Maria Cisint). Gli islamici bengalesi – un residente su tre in città, migliaia solo per il Ramadan – bussano alla porta della vicina Staranzano. Il sindaco dice no, la parrocchia dice sì. Don Marega, su Avvenire, parla di «testimoniare la carità di Cristo che ci spinge a riconoscere nell’altro un fratello». Don Fragiacomo, che era parroco prima di lui e ha detto no alla stessa richiesta, replica con la verità: la prima carità è l’annuncio del Vangelo, non la consegna delle chiavi. «Sarebbe rispettoso per uno sposo invitare al pranzo di nozze la sua ex fidanzata?». E ricorda i cristiani perseguitati nei paesi islamici: cedere spazi è una pugnalata anche a loro.

**Il richiamo ai nostri precedenti articoli: il copione dell’islamizzazione non cambia**
Ne abbiamo scritto per anni, e il meccanismo è sempre lo stesso:
– Febbraio 2026: «Rieccoci: è Ramadan e vicino Monfalcone gli imam snobbano la Quaresima e la Chiesa dona spazi per la preghiera islamica. Fedeli sgomenti».
– Giugno 2025: «“Allah Akbar”. E gli islamici in preghiera al santuario coprono una statua di Gesù con un telo». 4.000 musulmani sui prati parrocchiali, croce velata.
– 2023: le ordinanze della sindaca Cisint contro la preghiera in piazza, ignorate dalla gerarchia ecclesiastica.

Oggi il vescovo Redaelli benedice l’iniziativa e parte per Roma. Avvenire, quotidiano dei vescovi, scende in campo per difendere la “carità” malintesa. E intanto, come denunciato nel nostro ultimo pezzo, solo **89 fedeli** firmano a favore. Novanta persone su due parrocchie storiche, su una diocesi di decine di migliaia di battezzati, su una popolazione dove i cattolici italiani sono ormai minoranza relativa. Il resto tace, o dissente in silenzio, mentre le “Stalle Rosse” diventano moschea del venerdì.

Don Fragiacomo chiude con San Paolo: «Fratelli lo siamo propriamente solo in Cristo». Dare le strutture senza annunciare Cristo non è fraternità, è ipocrisia. Esattamente quello che ripetiamo da anni nei nostri articoli sull’islamizzazione strisciante del Friuli Venezia Giulia: non è dialogo, è sostituzione. Spazi cattolici che diventano islamici, statue coperte, campanili muti, quartieri che cambiano faccia. La Fincantieri assume, il Comune resiste, la Chiesa capitola.

89 firme. Un ex parroco che dice no. Un vescovo che dice sì e sale in Vaticano. Avvenire che applaude. Il copione è chiaro: l’islamizzazione avanza non grazie a milioni di fedeli, ma grazie al silenzio di migliaia e al cedimento di pochi “dialoganti”. Fino a quando la Chiesa locale continuerà a tradire la propria missione? Fino a quando i parroci coraggiosi come don Fragiacomo resteranno voci isolate? Monfalcone e Staranzano non sono un caso: sono il laboratorio italiano della resa. E noi continueremo a denunciarlo, articolo dopo articolo.

Parroco caccia gli islamici: non si prega Allah nella mia chiesa ultima modifica: 2026-03-11T23:26:20+00:00 da V
V
By V marzo 11, 2026 23:26
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie