Stupratore di minori era clandestino ma secondo le toghe poteva vivere in tutta Italia tranne a Roma
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Aveva il ‘divieto di dimora a Roma’. Perché se sei clandestino non ti rimandano a casa, ti danno un bigliettino dove è scritto che puoi vivere ovunque tranne nella città dove hai già stuprato.
**Roma sotto assedio: immigrato irregolare dalla Costa d’Avorio si denuda in metropolitana, tenta di violentare una minorenne e poi ruba – Il sistema lo aveva già lasciato libero**
Roma, 11 marzo 2026 – L’ennesimo episodio di violenza brutale che non può più essere liquidato come “caso isolato”. Un 23enne originario della Costa d’Avorio, irregolare sul territorio nazionale e già destinatario di un divieto di dimora nel Comune di Roma, ha trasformato una normale giornata nella metropolitana della Capitale in un incubo per una ragazza minorenne. L’uomo si è parzialmente spogliato sulla banchina della stazione Cavour, ha aggredito la giovane palpeggiandola e tentando di sopraffarla con l’intento di violenza sessuale aggravata. Solo il coraggio della vittima, che è riuscita a divincolarsi e a dare l’allarme, ha impedito il peggio.
Ma non è finita. Poche ore dopo, lo stesso individuo è tornato in azione alla stazione Piramide, dove ha commesso un furto aggravato. Un doppio colpo in poche ore, segno di una pericolosità evidente e di un totale disprezzo per le regole di chi ha scelto di vivere nel nostro Paese senza alcun diritto di farlo.
A permettere l’identificazione è stato il lavoro degli agenti del Commissariato Viminale, che hanno incrociato le immagini delle telecamere di sorveglianza delle due stazioni. Il volto dell’aggressore era lo stesso: prima il tentativo di stupro, poi il furto. Un particolare inquietante emerso dalle indagini: l’uomo indossava una maglia della Lazio, dettaglio che ha facilitato il riconoscimento. Prima ancora, era stato fermato dai Carabinieri proprio per il furto a Piramide, ma il giudice lo aveva rimesso immediatamente in libertà senza alcuna misura cautelare. Pochi giorni di “libertà” e il 23enne ha colpito di nuovo, questa volta mirando a una minorenne indifesa.
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È intollerabile. Questo migrante irregolare non doveva nemmeno trovarsi a Roma. Il divieto di dimora era già scattato, eppure circolava indisturbato sui nostri mezzi pubblici. Quante volte dobbiamo ripetere che l’immigrazione incontrollata non è un arricchimento, ma un pericolo concreto per la sicurezza delle nostre figlie, delle nostre sorelle, delle nostre donne? Le metropolitane di Roma, un tempo simbolo di modernità e libertà di movimento, stanno diventando zone franche per chi arriva senza documenti, senza rispetto e senza intenzione di integrarsi.
I fatti parlano chiaro: irregolare, già segnalato, rilasciato troppo in fretta dopo un primo reato e subito pronto a commettere un altro, più grave. La presunzione di innocenza vale fino alla sentenza definitiva, ma la realtà sotto i nostri occhi è quella di un sistema che continua a proteggere i delinquenti stranieri a scapito dei cittadini italiani. Quante minorenni dovranno ancora vivere nel terrore sui mezzi pubblici prima che si decida di cambiare rotta?
Basta con la retorica dell’accoglienza indiscriminata. È ora di rimpatri immediati per chi delinque, di controlli reali alle frontiere e di una giustizia che non rilasci in poche ore chi ha già dimostrato di rappresentare un rischio. Le nostre città non possono più permettersi di pagare il prezzo di politiche fallimentari che hanno trasformato l’Italia in un porto aperto per chiunque. Oggi tocca a una ragazza alla stazione Cavour. Domani potrebbe toccare a chiunque di noi. È allarme rosso: svegliamoci prima che sia troppo tardi.


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