Certificati pro-clandestini, medici rossi si avvalgono della facoltà di non rispondere

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By V marzo 12, 2026 20:05

Certificati pro-clandestini, medici rossi si avvalgono della facoltà di non rispondere

**8 medici rossi di Ravenna si avvalgono della facoltà di non rispondere davanti al Gip: “Non parliamo”. Ma hanno firmato certificati per impedire il rimpatrio di clandestini stupratori – l’ennesima beffa dello Stato, mentre gli irregolari restano liberi e gli italiani pagano il conto**

È l’ennesima vergogna, l’ennesima dimostrazione che in Italia una parte della magistratura e della sanità pubblica è diventata un fortino ideologico al servizio dell’impunità dei clandestini e contro le leggi sui rimpatri. Mentre i cittadini onesti pagano le tasse, subiscono reati e vivono nell’insicurezza, otto medici “anarchici e antifascisti” dell’ospedale di Ravenna scelgono il silenzio davanti al Gip Federica Lipovscek. Si avvalgono della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di garanzia, dopo che la Procura ha chiesto l’interdizione per un anno dalla professione per **falso ideologico continuato** e **interruzione di pubblico servizio**.

I fatti sono chiarissimi, come denuncia il post di Francesca Totolo: questi camici bianchi hanno pianificato e falsificato in modo aprioristico certificati medici per impedire il trasferimento nei Centri di permanenza per i rimpatri di clandestini, per lo più arrestati dopo aver commesso reati. Tra settembre 2025 e gennaio 2026: **zero migranti idonei su 64**. Moduli prestampati, chat dove esultavano («Ho dato la non idoneità per un Cpr e il ragazzo è tornato a ringraziarmi», «È una scelta puramente etica! Gli facciamo il c… agli sbirri maledetti!»), una dottoressa con capelli viola che scriveva sul cellulare «Ho impedito il rimpatrio dello stupratore». E oggi? Silenzio omertoso davanti al Gip, proprio come i mafiosi.

La Procura vuole fermarli: interdizione di un anno. Ma il danno è già fatto. I clandestini recidivi – quelli che rubano, spacciano, violentano – restano in libertà grazie a questi certificati “eticamente” falsi. Lo stesso sistema che abbiamo visto in azione: il rapper africano che esce trionfante dall’ospedale urlando «Grazie dottore, sono libero!» mentre il poliziotto si strappa i capelli disperato («Zero su 64?! Ancora tutti liberi?!»). E poi le strade italiane: borse rubate alle anziane, droga, dita medi alla Polizia, mentre l’italiano medio affoga sotto bollette, tasse e moduli Inps gridando «E noi paghiamo tutto!».

È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte:
– Risarcimento di 700 euro all’algerino irregolare con 23 condanne perché trasferito in Albania.
– Risarcimento di 76.000 euro alla Sea Watch di Carola Rackete che speronò la Guardia di Finanza.
– Nessun risarcimento per le vittime italiane di irregolari con ordini di espulsione ignorati.

Lo Stato italiano può essere sabotato dall’interno quando si tratta di favorire l’invasione, ma non quando si tratta di proteggere i cittadini. Qui i medici rossi usano i reparti ospedalieri come base no-border, la magistratura li protegge con interrogatori da cui escono muti, e i clandestini ringraziano.

Giorgia Meloni ha già commentato casi simili: «Sentenze assurde. Soldi degli italiani regalati a chi viola la legge». Qui è peggio: soldi, sicurezza e giustizia regalati a chi viola le regole dall’interno delle istituzioni pubbliche.

Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi premia furbetti e lascia impuniti i sabotatori).

Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a tollerare medici rossi che si avvalgono del silenzio per liberare stupratori e delinquenti mentre gli italiani subiscono reati e pagano le tasse. Votare Sì è dire basta a chi insulta le forze dell’ordine, accusa di malafede chi difende i confini e condanna l’Italia a pagare chi la deruba e la invade.

Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini onesti, non chi la prende in giro dall’interno degli ospedali e delle aule di giustizia. La pacchia è finita – per i medici rossi, per le toghe compiacenti e per chi li usa come arma contro i contribuenti! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!

Certificati pro-clandestini, medici rossi si avvalgono della facoltà di non rispondere ultima modifica: 2026-03-12T20:05:56+00:00 da V
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