Prete pestato da branco di maranza davanti alla parrocchia
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**Reggio Emilia, Sacrilegio Inaudito: Branco di Maranza Pestano il Prete Davanti alla Chiesa – Nemmeno la Casa di Dio È Più al Sicuro!**
È l’ennesimo segnale che l’Italia sta perdendo ogni angolo di pace.
Martedì pomeriggio, intorno alle 16:30, davanti alla parrocchia di San Giuseppe in via Fratelli Rosselli, un gruppo di **maranza di seconda generazione** ha aggredito selvaggiamente don Daniele Moretto, il parroco. Il sacerdote era uscito solo per difendere una signora delle pulizie che veniva molestata dal branco: alcuni si erano intrufolati nella sua auto, altri erano saliti sul cofano. Don Moretto ha chiesto loro di smetterla. La risposta? Lo hanno buttato a terra e pestato con violenza sotto gli occhi di tutti, per poi fuggire come vigliacchi.
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I Carabinieri sono intervenuti subito, ma dei ragazzini non c’era più traccia. Ora indagano grazie alle descrizioni fornite dalla vittima e dalla donna delle pulizie, e controlleranno le telecamere della zona. Il quartiere è quello delle case popolari Compagnoni-Fenulli: un’area già nota per la presenza di adolescenti “fragili” che si abbandonano a scorribande e violenza. Traduzione: un’altra sacca di seconde generazioni islamiche che la sinistra ha importato e lasciato crescere senza controllo.
Questo non è un episodio di bullismo.
È un **attacco alla Chiesa italiana**.
È la dimostrazione che nemmeno l’abito talare, nemmeno il piazzale di una parrocchia, nemmeno un prete che difende una donna indifesa sono più al riparo dalla furia dei maranza.
Questi ragazzini – nati o cresciuti in Italia grazie ai ricongiungimenti familiari che abbiamo concesso per decenni – non riconoscono più alcuna autorità: né quella dello Stato, né quella della Chiesa, né quella di un semplice adulto italiano. Portano in tasca il nostro passaporto ma nel cuore la stessa cultura della sopraffazione, del branco, del rifiuto totale della nostra civiltà. Oggi pestano un prete. Domani potrebbero fare di peggio.
Don Moretto e il parroco moderatore don Davide Poletti hanno preferito non commentare, forse per non infiammare ulteriormente gli animi. Ma noi non possiamo tacere. Questo è il risultato concreto di un’immigrazione islamica che non si integra, che non vuole integrarsi e che considera la nostra terra e le nostre chiese come territorio di conquista.
Basta.
Non possiamo più accettare che le nostre parrocchie diventino zone di guerra, che i nostri sacerdoti vengano aggrediti mentre fanno il loro dovere, che i nostri quartieri popolari siano ostaggio di branchi di seconde generazioni violente.
**Azzeriamo l’immigrazione dal Nordafrica e dal mondo islamico.**
**Abroghiamo immediatamente i ricongiungimenti familiari** che continuano a produrre queste bombe a orologeria.
**Revoca della cittadinanza** per tutti i minori stranieri che si macchiano di violenza.
**Remigrazione coatta** per questi maranza e per le loro famiglie: rimandiamoli nei Paesi da cui provengono.
La Chiesa di San Giuseppe a Reggio Emilia è stata violata.
Ma l’Italia intera è sotto attacco.
Remigrazione ora.
Prima che non resti più un solo luogo sacro, una sola piazza, una sola strada dove un italiano – prete, padre o semplice cittadino – possa sentirsi al sicuro.
Italia agli italiani.
O tra poco non avremo più nemmeno le chiese.


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