Richiedente asilo pretende la commessa in nome di Allah

V
By V marzo 12, 2026 11:44

Richiedente asilo pretende la commessa in nome di Allah

**Islamizzazione in atto: stalker tunisino radicalizzato urlava “Allah Akbar” mentre perseguitava una donna italiana. Espulso, ma quanti altri girano liberi tra noi?**

Milano/Robbio (Pavia), 12 marzo 2026 – L’ennesimo segnale di un’Italia che si islamizza giorno dopo giorno, senza freni e senza vergogna. Un 26enne tunisino irregolare, pluripregiudicato, accusato di stalking nei confronti di una commessa italiana e finito nel mirino delle forze dell’ordine per **rischio concreto di radicalizzazione islamica**, è stato finalmente rimpatriato a Tunisi mercoledì mattina. Accompagnato dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Pavia e dalle volanti, è stato scortato all’aeroporto di Milano Linate e imbarcato su un volo diretto in Tunisia.

VERIFICA NOTIZIA


Il giovane – le cui iniziali sono O.F. secondo alcune fonti locali – aveva collezionato una serie di reati: resistenza a pubblico ufficiale, furto, ricettazione e violenza. Aveva presentato più volte domanda di protezione internazionale, sempre respinta. Ma non è bastato. Nel 2024, a Robbio, in provincia di Pavia (nel cuore della Lomellina), aveva preso di mira una giovane cassiera di supermercato che aveva osato rifiutare le sue avances. Pedinamenti, appostamenti fuori dal negozio e davanti a casa, intimidazioni continue. La donna ha denunciato. È arrivato l’ammonimento del Questore e un foglio di via, ma l’uomo ha continuato imperterrito. Risultato: arresto su ordine del Gip e carcere per stalking. Solo dopo, grazie alla sorveglianza per “presunta radicalizzazione religiosa”, è scattato il rimpatrio.

Il dettaglio più inquietante? L’uomo urlava ripetutamente “**Allah Akbar**” (“Allah è il più grande”) in luoghi pubblici. Grida che non sono semplici espressioni di fede: in troppi casi sono il preludio alla violenza jihadista o all’intimidazione verso gli “infedeli”. E qui la vittima era una donna italiana, colpevole solo di dire “no” a un immigrato tunisino. Un copione che si ripete: molestie sessuali, stalking, aggressioni giustificate da una mentalità incompatibile con la nostra cultura.

Questo caso non è un’eccezione. È la norma dell’islamizzazione strisciante che avanza in Lombardia e in tutta Italia. Mentre le nostre città vengono invase da flussi incontrollati dal Nord Africa, migliaia di soggetti come questo tunisino entrano, ottengono permessi, commettono reati e solo dopo – quando il danno è fatto – vengono espulsi. Troppo tardi. La commessa di Robbio ha vissuto mesi di terrore. Quante altre italiane devono subire prima che si dica basta?

Il rimpatrio è un passo giusto, come giustamente ha twittato Francesca Totolo: «Benissimo il rimpatrio ma questi soggetti non devono nemmeno mettere piede sul suolo italiano». Esatto. Ma perché questi individui arrivano? Perché le frontiere sono colabrodo, perché i respingimenti sono insufficienti, perché il “diritto” di asilo viene abusato da chi poi urla “Allah Akbar” e perseguita le nostre donne.

L’Italia non può più permettersi di essere il campo di addestramento per potenziali jihadisti e molestatori seriali travestiti da “migranti”. Ogni tunisino, marocchino o algerino che entra illegalmente rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale, per le nostre figlie, per la nostra civiltà. L’islamizzazione non è un’invenzione: è nei dati, nelle cronache quotidiane, nelle moschee che spuntano e nelle grida di “Allah Akbar” che ormai si sentono anche nei nostri supermercati.

Ora più che mai serve un cambio di rotta radicale: chiusura delle frontiere, rimpatri di massa di irregolari e radicalizzati, stop all’immigrazione islamica. Non possiamo aspettare la prossima vittima. La difesa dell’Italia e delle nostre donne non è razzismo: è buonsenso. È sopravvivenza.

Richiedente asilo pretende la commessa in nome di Allah ultima modifica: 2026-03-12T11:44:49+00:00 da V
V
By V marzo 12, 2026 11:44
Write a comment

No Comments

No Comments Yet!

Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.

Write a comment
View comments

Write a comment

Your e-mail address will not be published.
Required fields are marked*

Immagini a presentazione articoli sono illustrative a meno di specifico termine 'FOTO'

Categorie