Dopo la visita di Landini i migranti danno fuoco alla baraccopoli abusiva
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Il **Foggiano** è diventato una vera e propria **terra di nessuno**, invasa da orde di immigrati clandestini che trasformano campi e periferie in **ghetti puzzolenti** di degrado, violenza e distruzione. Due fatti sanguinosi, avvenuti proprio in queste ore, squarciano il velo dell’ipocrisia e gridano l’urgenza di fermare questa follia.
Il segretario della Cgil Landini va in visita alla baraccopoli di Borgo Mezzanotte, poi gli immigrati incendiano le baracche.
Nel frattempo, sempre nel foggiano, all’interno del nel ghetto L’Arena, un 20enne gambiano è stato ucciso a colpi di martello da un connazionale. pic.twitter.com/BJu9doETbq
— Francesca Totolo (@fratotolo2) March 14, 2026
Il segretario della **CGIL** Maurizio Landini si presenta nel **ghetto di Borgo Mezzanone** – quel covo di baracche fatiscenti dove si ammassano centinaia di stranieri irregolari – per fare la solita sceneggiata: denuncia le “condizioni inaccettabili” e blatera di tutele, investimenti e di come questi immigrati siano una “grande risorsa” per l’agricoltura italiana. Appena se ne va, quattro baracche vanno in fiamme lungo l’ex pista, ridotte in cenere in un rogo che richiede l’intervento dei Vigili del Fuoco. Nessun ferito, ma la tempistica urla vendetta: Landini passa, e subito dopo scoppia l’incendio. Non è un caso isolato in questi tuguri dove il fuoco divampa regolarmente, alimentato dal caos e dall’incuria di chi vive ai margini della legge.
Questa è la verità che Landini e la sua cricca di sinistra fingono di non vedere: ghetti che esplodono in violenza e autodistruzione perché infestati da immigrati senza regole, senza integrazione, senza rispetto per nulla. Invece di urlare per rimpatri immediati, confini blindati e stop all’invasione clandestina, preferiscono versare lacrime crocodile e pretendere milioni di euro pubblici per “migliorare” questi campi di sfruttamento. E infatti, la Regione Puglia è pronta a buttare via 13,7 milioni per trasformare Borgo Mezzanone in un paradiso per irregolari, con appartamenti e servizi – soldi nostri per coccolare chi non dovrebbe nemmeno essere qui!
Ma il peggio arriva a pochi chilometri, nel **ghetto L’Arena** di **San Severo**, un altro buco nero di illegalità: un 20enne gambiano è stato massacrato a colpi di martello da un suo connazionale, al culmine di una lite bestiale. La vittima, un bracciante stagionale regolare (ma sempre straniero), è morta sul colpo in quel letamaio che ospita decine di immigrati. La Polizia ha bloccato l’assassino – un altro gambiano, anche lui regolare e bracciante – e sequestrato il martello insanguinato. Motivo? Una banale lite degenerata in barbarie primitiva, come succede troppo spesso in questi covi dove lo Stato non esiste e la legge è carta straccia.
Questi non sono incidenti: sono il veleno diretto di politiche suicide che da anni scaricano sul Sud Italia migliaia di immigrati irregolari, destinati a marcire nei campi senza controlli, senza futuro, senza civiltà. Risultato? Baracche che bruciano, omicidi feroci tra connazionali, caporalato che strozza gli imprenditori onesti e italiani costretti a subire questo inferno quotidiano.
Basta con le visite ipocrite, le chiacchiere vuote e le richieste di soldi per “accogliere” di più. È ora di azioni dure: blocco totale dei flussi clandestini, sgomberi forzati dei ghetti, rimpatri lampo per delinquenti e parassiti, galera pesante per sfruttatori e criminali. Il Foggiano non può essere il laboratorio del fallimento multiculturale che sta divorando l’Italia. La sicurezza degli italiani viene prima di tutto: sveglia, o sarà troppo tardi!


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