Famiglia nel bosco. Garante Infanzia accusa assistenti sociali: “Traumatizzati i bambini”
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**«CON LE BALLE NON SI VA DA NESSUNA PARTE!» – LA GARANTE TERRAGNI SMENTISCE A MUSO DURO I SERVIZI SOCIALI E LI ACCUSA DI AVERLE NASCOSTO IL CONTATTO DELL’ASSISTENTE SOCIALE**
**Marina Terragni replica furiosa alle accuse di Veruska D’Angelo: “L’assistente non si è resa disponibile, ho dovuto trovare il suo numero per altre strade”. E ribadisce: i bambini sono traumatizzati, l’allontanamento è sproporzionato. La guerra tra istituzioni è ormai totale.**
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ROMA / VASTO, 14 MARZO 2026 – La Garante nazionale per l’Infanzia **Marina Terragni** non ci sta più e risponde a muso duro alle accuse lanciate dai servizi sociali e dall’assistente Veruska D’Angelo.
In una dichiarazione netta e senza filtri, Terragni **smentisce categoricamente** le versioni dei servizi sociali sul mancato incontro e attacca senza mezzi termini:
«**Con le balle non si va da nessuna parte** e l’interlocuzione diventa sempre più complicata. L’assistente sociale non si è resa disponibile a un colloquio con me. I servizi sociali non mi hanno nemmeno dato il contatto telefonico, che ho dovuto reperire per altre strade».
Parole pesantissime. La massima autorità italiana sull’infanzia accusa apertamente i servizi sociali di averle messo i bastoni tra le ruote, di averle nascosto informazioni e di aver usato “balle” per screditarla.
Ma Terragni non si limita a difendersi. Ribadisce con forza quello che ha visto e scritto dopo aver incontrato personalmente i tre bambini della Famiglia del Bosco:
«Ho detto e scritto che i bambini stanno fisicamente bene, ma la loro notevole agitazione psicomotoria, insieme a un atteggiamento di paura e diffidenza nei confronti degli estranei, rivela un disagio evidente che non sorprende, visto i ripetuti traumi a cui sono stati sottoposti».
**Tradotto senza ipocrisia**: i piccoli sono traumatizzati. Paura, agitazione, diffidenza. Conseguenza diretta dello sradicamento dal bosco, della separazione dal papà, dell’allontanamento forzato della mamma e di quattro mesi di casa-famiglia. Tutto questo mentre uno dei gemelli è ancora in sciopero della fame.
La Garante nazionale, dopo aver visitato i bambini, aveva già definito l’allontanamento «sproporzionato». Ora, di fronte all’attacco dell’assistente sociale (che ha denunciato anche gli avvocati dei genitori), Terragni alza il livello e smaschera il gioco: i servizi sociali non collaborano, nascondono informazioni e poi accusano chi osa dire la verità.
**È guerra aperta tra istituzioni.**
Da una parte i servizi sociali e il Tribunale dell’Aquila che difendono le loro ordinanze shock. Dall’altra la Garante nazionale che certifica il trauma dei bambini e denuncia ostruzionismo.
Intanto Nathan Trevallion continua a umiliarsi in incontri inutili, i bambini soffrono, uno rifiuta il cibo, e il popolo urla fuori dai tribunali «Giù le mani dai bambini!».
**Basta.**
La Garante ha visto e ha parlato chiaro.
I bambini sono traumatizzati.
L’allontanamento è stato sproporzionato.
I servizi sociali non collaborano e usano le balle.
**Meloni e Nordio: il tempo delle ispezioni è scaduto.**
Intervenite ora.
Annullate le ordinanze.
Sciogliete questo meccanismo infernale.
E restituite immediatamente i tre bambini alla loro mamma e al loro papà.
I figli non sono ostaggi dei servizi sociali.
I figli non sono cavie da sperimentare.
I figli sono di Nathan e Catherine.
La Garante l’ha detto.
L’Italia l’ha capito.
**Restituite i bimbi del bosco. SUBITO.**
Prima che i traumi diventino irreversibili.


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