Ai musulmani non basta una moschea: ne vogliono due in ogni città italiana

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By V marzo 15, 2026 22:38

Ai musulmani non basta una moschea: ne vogliono due in ogni città italiana

Vi rendete conto che questi si stanno prendendo casa nostra un pezzo alla volta? Con la complicità di magistrati, politici e pennivendoli.

**Pordenone sotto assedio islamico: una moschea non basta, ne vogliono un’altra. La seconda moschea a Roveredo in Piano accelera l’islamizzazione del Friuli**

Pordenone, 16 marzo 2026. Mentre l’Italia celebra il Ramadan con migliaia di fedeli che affollano i centri di preghiera, nella provincia friulana si consuma un nuovo capitolo dell’avanzata islamica: **una moschea non basta più**. Le comunità africane e bengalesi, separate da insormontabili “scogli linguistici”, hanno deciso di staccarsi e fondare un secondo luogo di culto a pochi chilometri dal centro, nella zona industriale di Roveredo in Piano, a ridosso della storica moschea di Comina.

L’immobile è già nelle mani dei fedeli. I lavori di riqualificazione sono in corso e la trattativa per l’acquisto di un capannone procede a pieno ritmo, con un investimento stimato intorno ai **200.000 euro** raccolti attraverso collette interne e contributi dalle comunità di Bangladesh, Niger e altri Paesi dell’Africa subsahariana. Il nuovo centro diventerà il punto di riferimento esclusivo per asiatici e africani subsahariani, mentre a Comina resteranno prevalentemente i nordafricani (arabi). Una vera e propria **scissione etno-linguistica** dentro la stessa umma islamica.

Già nel 2022 e nel 2023 si erano registrate tensioni tra i due gruppi. Ora la frattura è ufficiale: “Non facciamo guerra alla moschea in Comina – ha dichiarato Mourate Ture, leader del gruppo africano – ma siamo una comunità autonoma”. Parole che suonano come un campanello d’allarme per chi ancora crede nell’integrazione. Perché se nemmeno tra musulmani di diverse origini linguistiche si riesce a convivere sotto lo stesso tetto, come può questa comunità integrarsi nella società italiana, con le sue leggi, la sua lingua e i suoi valori?

Il centro islamico di Comina conta già **circa 3.000 fedeli**. Durante il Ramadan la presenza si moltiplica e la città friulana vede sfilare un esercito di devoti che pregano in arabo, bengali o wolof. La nuova moschea a Roveredo non è un semplice “luogo di culto”: è l’ennesimo tassello di un processo di **islamizzazione silenziosa** che sta trasformando quartieri, zone industriali e periferie in enclave parallele. L’Italia, da anni, assiste impotente alla moltiplicazione di moschee e centri islamici, spesso finanziati da collette “spontanee” o da fondi esteri, mentre le autorità locali si limitano a prendere atto.

### Reazioni politiche: il “no” netto di Fratelli d’Italia

L’annuncio ha subito trasformato la vicenda in un caso politico nazionale. L’europarlamentare **Alessandro Ciriani** (ex sindaco di Pordenone, Fratelli d’Italia) è stato tranchant:
«In tutta Europa abbiamo visto come dietro alcune realtà religiose possano svilupparsi fenomeni di integralismo e radicalizzazione. Non è un tema ideologico, ma una questione concreta di sicurezza. Colpisce che la nascita di una nuova moschea venga motivata da divisioni interne alla stessa comunità islamica. Il rischio è moltiplicare centri difficili da controllare».

Anche il coordinatore provinciale Emanuele Loperfido ha espresso “forte preoccupazione” per il pericolo sociale di due moschee vicine ma “non sempre in assoluta sintonia”. Il Comune di Pordenone ha chiarito con una nota ufficiale: **«Non sosteniamo questa iniziativa»**. Nessun appoggio, nessuna variante urbanistica facilitata. Ma la comunità islamica procede comunque, contando sulla proprietà privata e sulla libertà di culto garantita dalla Costituzione.

### Il segnale chiaro dell’islamizzazione in atto

Questo non è un fatto isolato. È il sintomo di un’Italia che sta perdendo pezzi della propria identità. Mentre le nascite italiane crollano e l’immigrazione extraeuropea continua senza filtro, le comunità islamiche crescono, si frammentano in sottogruppi etnici e pretendono nuovi spazi. Una moschea a Comina non basta più: ne serve un’altra a Roveredo. Domani forse una terza, una quarta. E ogni nuovo centro diventa un micro-territorio dove si parla arabo, si prega verso La Mecca e si vive secondo regole che poco hanno a che fare con quelle italiane.

La separazione per “scogli linguistici” è particolarmente rivelatrice: non si tratta di integrazione con gli italiani, ma di **autosegregazione** tra musulmani stessi. Un segnale che l’obiettivo non è fondersi nella società ospitante, ma replicare qui modelli di convivenza tribale importati dai Paesi d’origine.

Pordenone è solo l’ultimo capitolo. Da Nord a Sud, l’Italia conta centinaia di moschee e centri islamici, molti dei quali nati senza veri controlli. L’islamizzazione non ha bisogno di proclami: avanza con capannoni riqualificati, collette e divisioni interne che rendono sempre più difficile la sorveglianza.

È tempo di alzare la guardia. Prima che “una moschea non basta” diventi il motto di ogni città italiana. Prima che le enclave diventino realtà irreversibili. Il Friuli, terra di confine, non può e non deve arrendersi.

Ai musulmani non basta una moschea: ne vogliono due in ogni città italiana ultima modifica: 2026-03-15T22:38:58+00:00 da V
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By V marzo 15, 2026 22:38
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