Attacco con drone ad altra base italiana, stavolta in Kuwait

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By V marzo 15, 2026 13:37

Attacco con drone ad altra base italiana, stavolta in Kuwait

**Attacco drone iraniano alla base italiana di Ali Al Salem in Kuwait: “Personale in sicurezza, ma un nostro velivolo distrutto”. La solita domanda torna prepotente: cosa diavolo ci fanno ancora basi e soldati italiani in Kuwait? Non sono i nostri interessi.**

**Roma / Kuwait, 11 marzo 2026** – Un altro attacco. Un altro allarme. Un altro nostro velivolo distrutto.

Questa mattina un drone iraniano ha colpito la base di **Ali Al Salem** in Kuwait, struttura che ospita personale e asset sia americani che italiani. Lo ha confermato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale **Luciano Portolano**:

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«Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita capacità e personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone che ha colpito uno shelter, all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, andato distrutto».

Portolano ha immediatamente contattato il colonnello Mangini, comandante sul posto: tutto il personale italiano era al riparo e **nessun militare è rimasto ferito**. Il velivolo colpito era uno dei pochi rimasti dopo che la Task Force era stata “preventivamente alleggerita” nei giorni scorsi. Crosetto è stato informato in tempo reale e tiene sotto controllo la situazione.

La notizia è grave, ma la vera domanda che nessuno vuole farsi ad alta voce è sempre la stessa che ci siamo posti dopo l’attacco a Erbil:

**Cosa ci fanno basi e soldati italiani in Kuwait nel 2026?**

### Non è una base “italiana”. È una base americana con bandiera tricolore

Ali Al Salem non è un avamposto umanitario o di peacekeeping. È una delle principali basi della coalizione occidentale nel Golfo, utilizzata per operazioni di intelligence, sorveglianza e supporto logistico alle missioni americane. Ufficialmente fa parte della “Task Force Air” italiana. Nella pratica è un pezzo della macchina da guerra USA contro l’Iran.

I nostri soldati e i nostri droni sono lì non per difendere l’Italia, non per proteggere i nostri interessi energetici o commerciali, ma perché l’Italia ha accettato di fare da **supporto logistico** alla strategia americana e israeliana nel Medio Oriente.

Mentre l’Iran risponde agli attacchi con droni e missili, le nostre basi diventano bersagli automatici. Prima Erbil. Ora Ali Al Salem. Domani chissà quale altra “base italiana” finirà sotto tiro.

### L’Italia paga due volte: con i soldati e con le bollette

Questa presenza militare ha un costo doppio e osceno:

1. **Costo umano** – I nostri militari rischiano la vita in una guerra che non abbiamo dichiarato e che non ci riguarda.
2. **Costo economico** – La stessa guerra ha chiuso di fatto lo Stretto di Hormuz, fatto esplodere il prezzo del gas (TTF oltre 64 €/MWh) e della benzina (già oltre 2,29 €/L al self). Abbiamo buttato via il gas russo via tubo per dipendere dal Golfo che oggi è in fiamme.

Risultato? Fabbriche che chiudono, bollette insostenibili, inflazione galoppante. E intanto i nostri soldati sono sotto tiro in Kuwait.

Abbiamo chiuso i gasdotti russi – energia stabile, pulita e a basso costo – per seguire la linea atlantista. Abbiamo permesso che Sigonella, Aviano e ora anche le basi in Kuwait diventassero trampolini di lancio per una guerra decisa a Washington e Tel Aviv. Abbiamo accettato di essere “alleati di seconda classe” in operazioni che ci costano sangue e soldi.

### Basta ipocrisia. L’Italia deve scegliere

Crosetto può continuare a dire che “il personale è in sicurezza” e Tajani può mandare messaggi di solidarietà. Ma la domanda vera resta senza risposta da anni:

**Perché l’Italia mantiene ancora basi militari in Iraq, in Kuwait, nel Golfo?**
Perché continuiamo a fare gli utili idioti per guerre decise altrove?

L’unica via d’uscita razionale è una sola:

– Ritirare immediatamente i nostri contingenti da teatri di guerra non vitali per l’Italia
– Vietare l’uso di basi italiane per operazioni offensive contro l’Iran o chiunque altro
– **Riaprire subito i gasdotti russi** per avere energia stabile e a basso costo

L’Italia non è la polizia del mondo.
L’Italia non deve rischiare i suoi soldati e distruggere la sua economia per difendere gli interessi altrui.

**L’Italia prima di tutto.**
I nostri soldati prima di tutto.
La nostra energia e la nostra pace prima di tutto.

Prima che il prossimo drone non sia più “senza vittime”.
Prima che la prossima bolletta diventi insostenibile.
Prima che sia troppo tardi.

La domanda non può più essere ignorata:
**Cosa ci fanno i soldati italiani in Kuwait?**
La risposta è semplice: niente che serva all’Italia. È ora di riportarli a casa.

Attacco con drone ad altra base italiana, stavolta in Kuwait ultima modifica: 2026-03-15T13:37:19+00:00 da V
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By V marzo 15, 2026 13:37
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