Liberato dalle toghe perché minore va a cercare una donna italiana da sgozzare
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Con i ricongiungimenti familiari abbiamo importato masse di criminali.
**Pistola in faccia al figlio di 20 anni e coltello alla gola della moglie: 18enne albanese arrestato per brutale rapina in villa a Pieve di Soligo – ma era già stato denunciato per colpo identico quando era minorenne. L’ennesima beffa della giustizia “buonista” che lascia liberi i delinquenti stranieri**
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È la cronaca di un incubo che si ripete, l’ennesima dimostrazione che in Italia la giustizia è diventata un optional per i giovani stranieri recidivi mentre le famiglie italiane pagano con sangue, terrore e soldi rubati. A Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, nella notte tra l’11 e il 12 marzo 2026, tre malviventi travisati, armati di coltelli e di una pistola (probabilmente finta ma non meno terrorizzante), hanno fatto irruzione nella villa del noto dentista Alessandro Bubola, 59 anni, in via Luigi Pederiva a Pantean. Con lui c’erano la moglie Rossella Tramet (avvocata) e i figli di 17 e 19 anni. Il commando ha puntato il coltello alla gola della donna e la pistola in faccia al figlio maggiore, costringendo il padre – che ha tentato una reazione – a essere pestato selvaggiamente: naso rotto, ferite lacero-contuse al capo e al volto. Bottino: circa 15 mila euro in contanti più monili d’oro. Il dentista è finito in ospedale a Conegliano, la famiglia traumatizzata a vita.
Il cerchio si è stretto subito grazie ai Carabinieri di Vittorio Veneto: poche ore dopo, alle 3.30 di notte, hanno arrestato a Follina **Alil Mashkuli**, 18enne di Tovena di Cison di Valmarino (zona Conegliano), con addosso 14 mila euro della refurtiva nascosti nei pantaloni, un coltello da cucina e tumefazioni al viso compatibili con la colluttazione. Due complici sono ancora in fuga. Il giovane si è avvalso della facoltà di non rispondere all’interrogatorio di garanzia davanti al Gip. Ma il vero scandalo emerge dal suo curriculum: **lo scorso anno, ancora minorenne, Alil Mashkuli era già uno dei rapinatori (considerato il basista) che aveva assaltato con modalità fotocopia la villa della famiglia di gelatai Doimo-Merkel a Refrontolo**. Denunciato, sì. Ma – come accade sistematicamente con i minori stranieri – rimesso subito in libertà grazie al garantismo minorile, ai processi lampo e alle misure alternative. Niente carcere, niente vera rieducazione. Appena maggiorenne, è tornato a colpire, più violento e organizzato.
Questa è la regola, non l’eccezione. La giustizia italiana tratta i “ragazzi di seconda generazione” (così li chiama persino la mamma del rapinatore in lacrime sui giornali) con guanti di velluto: denunce archiviate, sconti di pena, scarcerazioni facili. Poi questi stessi soggetti diventano maggiorenni e trasformano le case degli italiani in campi di battaglia. Mentre il dentista Bubola e la sua famiglia vivono l’inferno, i complici girano ancora liberi e il sistema si prepara probabilmente a un altro processo-farsa con attenuanti e benefici. Gli italiani onesti, quelli che lavorano e pagano le tasse, restano senza protezione: vittime di una magistratura che premia la recidiva straniera e abbandona le famiglie perbene.
È esattamente per questo che **è urgente votare SÌ al referendum del 22 e 23 marzo**. Separare le carriere tra pm e giudici, sorteggiare il CSM per spazzare via le correnti rosse, istituire l’Alta Corte disciplinare per punire chi lascia liberi i delinquenti recidivi: solo così si potrà mettere fine a questa pacchia che trasforma i minori stranieri in banditi seriali e lascia le nostre case indifese. Alil Mashkuli è la prova vivente del fallimento: prima rapina da minorenne impunita, oggi terrore in villa da maggiorenne. Quante altre famiglie dovranno subire prima che la giustizia smetta di essere un’arma contro i cittadini?
La pacchia delle toghe buoniste deve finire. Il 22 e 23 marzo **votare SÌ schiacciante** significa difendere i Bubola di oggi e le vittime di domani. Andate alle urne. Tutti. Ora. Per un’Italia che protegge i suoi onesti, non chi li assalta con pistola e coltello.


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