Noto giornalista arrestato per pedofilia
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**M. arrestato per pedofilia: la doppia morale del giornalismo italiano**
Roma, 15 marzo 2026 – M., ex vicedirettore di S., è stato arrestato venerdì pomeriggio dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma mentre scendeva dal treno in arrivo da Bologna alla stazione Termini. In manette è finita anche la sua ccosiddetta ompagna, un’insegnante di 48 anni residente a Treviso.
Nei telefoni sequestrati sono state trovate foto e video di nudi di minori. Tra le vittime, secondo quanto ricostruito, ci sono la figlia sedicenne della donna e i due nipoti di 5 e 8 anni.
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La carriera di M. è pubblica e documentata: da inviato per M. (con M.C.), A. e R. è diventato **vicedirettore di S. dal 2016 al 2020**. Nel 2020 è passato al settore corporate come **Direttore della Comunicazione di A.** (gruppo energetico a partecipazione pubblica). Oggi ricopre un ruolo simile presso **H.** (settore ferroviario).
La Procura di Roma ha imposto il riserbo totale sull’identità degli arrestati “per non rendere identificabili i minori coinvolti”. È una scelta corretta e doverosa. Peccato sembri più un modo di proteggere altro.
Sarebbe infatti giusto applicare questa regola **sempre e per tutti**, non solo quando l’indagato è un giornalista membro della famosa élite. Di solito i media non esitano un secondo a sbattere in prima pagina nome, cognome, foto e indirizzo del “mostro” quando si tratta di un padre di famiglia qualunque o di un operaio. In questo caso, invece, silenzio assoluto. Una doppia morale che fa capire molto sul sistema dell’informazione italiano.


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