Spacciatore scarcerato dai magistrati cerca di ammazzare donna e carabinieri
Related Articles
**Nigeriano spacciatore ferisce due carabinieri, rimesso subito in libertà: torna a delinquere, fugge in contromano, travolge gazzella e auto di una donna – l’ennesima porta girevole della magistratura buonista**
È l’ennesima vergogna, l’ennesima dimostrazione che in Italia la giustizia è diventata uno strumento al servizio dell’impunità per gli irregolari e del buonismo ideologico, mentre i cittadini onesti, i carabinieri e le forze dell’ordine pagano il conto due volte: con le tasse e con il sangue. Il 37enne nigeriano Sylusero Ihimire, residente a Montebelluna (Treviso), il 26 gennaio aveva aggredito violentemente due carabinieri durante un arresto per spaccio – uno con frattura al piede e 30 giorni di prognosi, l’altro ferito – ma era stato rimesso subito in libertà dal giudice “perché senza precedenti” ed era tornato tranquillamente a spacciare cocaina, eroina e hashish. Venerdì 13 marzo, dopo un breve inseguimento dei carabinieri in borghese che lo avevano sorpreso a cedere droga nel parcheggio del supermercato Prix, il nigeriano ha imboccato via Ferratine in contromano, travolgendo prima una gazzella dei militari (danneggiata) e poi l’auto Dacia di una donna italiana di 44 anni, rimasta per miracolo illesa. Come si vede nelle immagini del video e delle foto diffuse (auto schiantate, inseguimento da film, arresto a terra), ha rischiato di ammazzare militari e cittadini per sfuggire alla giustizia.
VERIFICA NOTIZIA
Risultato? Arrestato per violenza, resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio (in casa e auto trovati oltre 10 grammi di cocaina, eroina, hashish e soldi), con il PM Michele Permunian che ha chiesto la custodia cautelare in carcere. E invece? Il giudice ha accolto la tesi della difesa (avvocato Stefano Di Pasquale) e lo ha spedito agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Traduzione per i contribuenti italiani che pagano le tasse: se sei un nigeriano che ferisce due volte i carabinieri, torna a spacciare e guida in contromano mettendo a rischio la vita di tutti, lo Stato non ti mette in cella. Basta avere una famiglia (moglie incinta e due figli piccoli, come ha sottolineato la difesa) e il giudice ti regala i domiciliari. Non importa se metti in pericolo chi ti arresta: la pacchia continua.
È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte:
– Risarcimento di 700 euro a Redouane Laaleg, algerino irregolare con 23 condanne (tra cui pestaggio di donna), perché trasferito in Albania.
– Risarcimento di 76.000 euro alla Sea Watch di Carola Rackete, che speronò la Guardia di Finanza.
– Risarcimento di 18.000 euro a un pakistano respinto in Slovenia per “trattamenti inumani”.
– Nessun risarcimento per i familiari di Santo Re, ucciso da un irregolare zimbabwese con sei ordini di espulsione non eseguiti.
Lo Stato italiano può essere chiamato a pagare quando favorisce l’invasione (Ong, clandestini, spacciatori nigeriani con la mafia dietro), ma non quando fallisce nel proteggere i carabinieri e i cittadini onesti. Qui è peggio: un pusher violento recidivo che ferisce chi indossa la divisa e rischia di ammazzare una donna italiana finisce ai domiciliari, mentre i veri italiani vittime di queste “porte girevoli” restano senza giustizia e i contribuenti pagano per il braccialetto e per tutto il circo.
Giorgia Meloni ha già commentato casi simili: «Sentenze assurde. Soldi degli italiani regalati a chi viola la legge». Qui è peggio: soldi e libertà dati a chi mette a repentaglio la sicurezza pubblica, mentre i carabinieri feriti due volte e la donna travolta restano a leccarsi le ferite.
Il referendum del 22-23 marzo è l’unica via per spezzare questa catena: Sì per separare le carriere (pm non più padroni dei giudici), sorteggiare il CSM (basta correnti rosse), istituire l’Alta Corte disciplinare (punizioni per chi premia pusher recidivi e lascia impuniti i violenti).
Andate a votare in massa il **22 e 23 marzo**. Portate familiari, amici, vicini. Fate vedere che il popolo non è disposto a vedere liberi con braccialetto i nigeriani spacciatori che feriscono carabinieri e travolgono donne italiane mentre i veri cittadini e le forze dell’ordine restano senza protezione. Votare Sì è dire basta a chi insulta, accusa di malafede, libera stupratori, spacciatori e clandestini pericolosi, e condanna l’Italia a pagare chi la deruba e la violenta.
Il 22 marzo, Sì schiacciante per un’Italia che protegge i suoi cittadini onesti, i carabinieri e le forze dell’ordine, non chi li prende in giro con porte girevoli. La pacchia è finita – per le toghe rosse e per chi le usa come arma contro i contribuenti e contro chi rischia la vita per difenderci! Andate a votare Sì. Tutti. Ora!


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment