Jihadisti di seconda generazione: 19 minori islamici pronti a sgozzare italiani
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**Islamizzazione dell’Italia: i “minijihadisti” già tra noi. 19 minori detenuti per terrorismo islamico, 14 sono italiani di seconda generazione**
L’allarme è lanciato e non può più essere ignorato. Mentre l’Italia continua a subire l’onda dell’immigrazione islamica incontrollata, i dati ufficiali rivelano una verità che i buonisti e i multiculturalisti vorrebbero nascondere: la radicalizzazione non colpisce solo i nuovi arrivati, ma soprattutto le seconde e terze generazioni nate e cresciute sul nostro suolo. Sono **19 gli under 18** rinchiusi nelle carceri minorili (IPM) o nelle comunità educative per reati legati al terrorismo islamico: apologia del terrorismo, reclutamento e atti preparatori. Di questi, **14 sono italiani di seconda generazione**.
Ecco il post di Francesca Totolo che ha acceso i riflettori su questa bomba a orologeria:
Sono 19 gli under 18 detenuti nelle carceri minorili o nelle comunità educative per reati legati al terrorismo islamico: tra questi, 14 sono italiani di seconda generazione.
Come in Francia anche in Italia, le seconde e terze generazioni hanno una propensione più alta alla… pic.twitter.com/YlE7yHqYbz
— Francesca Totolo (@fratotolo2) March 16, 2026
L’immagine allegata al tweet è la prima pagina dell’articolo de **Il Tempo** di lunedì 16 marzo 2026, firmato da Roberto Arditti, dal titolo inequivocabile:
**«ALLARME RADICALIZZAZIONE ISLAMICA
Minijihadisti già tra noi (E non così mini)»**
Il sottotitolo è ancora più chiaro:
**«Sono 19 gli under 18 detenuti in istituti penali per minorenni o nelle comunità educative. Reati contestati legati ad apologia del terrorismo, reclutamento o atti preparatori»**.
L’articolo descrive una realtà agghiacciante: giovani di origine maghrebina, tunisina, marocchina o mediorientale che, invece di integrarsi, si radicalizzano online, sui dark web, nei siti islamici, nelle moschee abusive o attraverso l’influenza di imam radicali. Molti vivono crisi di identità, rifiutano i valori occidentali, odiano l’Italia che li ha accolti e sognano la jihad. Il pezzo sottolinea come la radicalizzazione colpisca proprio chi è nato qui, cresciuto qui, ma si sente parte dell’ummah islamica, non della nazione italiana.
**Come in Francia, anche in Italia le seconde e terze generazioni sono le più pericolose.**
Lo abbiamo visto a Parigi, Lione, Nizza: le banlieues islamizzate, i “ragazzini” delle periferie che passano dal coltello alla strage. In Italia sta accadendo esattamente lo stesso. Le statistiche carcerarie lo confermano da anni: nei penitenziari italiani i detenuti di fede musulmana sono sovrarappresentati in modo sproporzionato rispetto alla loro quota demografica. Ora il fenomeno scende anche tra i minori: 14 su 19 “minijihadisti” sono italiani di carta, figli di immigrati che non hanno mai accettato la nostra cultura.
Questo è il vero volto dell’islamizzazione. Non è un problema di “povertà” o di “integrazione mancata” per colpa nostra. È il risultato di un islam che non si integra mai: porta con sé sharia, odio verso l’infedele, poligamia, rifiuto della laicità. Le seconde generazioni, invece di assimilarsi, diventano più estremiste dei genitori perché crescono in un ambiente saturo di propaganda salafita, moschee finanziate da Qatar e Arabia Saudita, e reti sociali che glorificano il martirio.
**L’Italia è a rischio.**
Con migliaia di irregolari che continuano ad arrivare via mare, con le moschee abusive che spuntano come funghi, con le periferie di Milano, Roma, Torino e Bologna che si trasformano in enclave islamiche, questi 19 “minijihadisti” sono solo la punta dell’iceberg. Domani saranno centinaia. E tra qualche anno, quando saranno maggiorenni e organizzati, non saranno più “mini”.
È ora di svegliarsi.
Basta con l’ius soli automatico, basta con il welfare agli stranieri, basta con le moschee radicali, basta con la pietà buonista.
Servono espulsioni immediate, revoca della cittadinanza per chi commette reati gravi, chiusura delle moschee abusive, stop all’immigrazione islamica e rimpatri di massa.
Altrimenti l’Italia di domani sarà come le banlieues francesi di oggi: territori perduti, dove la legge non è più quella dello Stato ma quella del Corano.
**L’islamizzazione avanza. I minijihadisti sono già tra noi.**
E non sono così mini.


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