Magistrati non li espellono e loro si sentono i padroni – VIDEO
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Le ”toghe rosse” si rifiutano di rimpatriare i migranti in Egitto, motivando tale decisione con il fatto che l’Egitto non è considerato un “paese sicuro”.
A Genova, città che rappresenta un microcosmo di queste dinamiche, si osserva un fenomeno che riflette le tensioni sottostanti. Dopo le otto di sera, il centro storico della città diventa territorio di controllo egiziano, dove la presenza di questi immigrati è diventata notevolmente visibile e influente. Questa situazione ha portato a episodi di violenza che hanno fatto discutere, come l’aggressione violenta a un capotreno da parte di due giovani egiziani.
L’incidente ha scosso l’opinione pubblica: un capotreno, Rosario Ventura, è stato accoltellato a Genova da un ragazzo egiziano di 21 anni, Fares Kamel Salem Alshahhat, accompagnato da una ragazza minorenne di origine nordafricana. L’atto è stato descritto come un’escalation di violenza inaudita, dove il controllo del biglietto è sfociato in un’aggressione brutale, con sputi, calci, e infine coltellate.
La domanda che emerge è: fino a che punto le politiche di non rimpatrio contribuiscono a situazioni di insicurezza? Troppo.
Ieri notte avevo commentato ma il grande fratello mi ha bloccato. Sarà mica perchè ho citato “Lavinia 666”?
Buon proseguimento, invitandovi a non massacrare la grammatica e a scrivere con la mente sgombra.