Flotta ONG perde Geo Barents dopo 12.675 clandestini traghettati in Italia
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Medici Senza Frontiere (MSF) ha traghettato in Italia oltre 90.000 clandestini dal 2015 a oggi nel Mediterraneo centrale con le loro diverse navi negriere.
L’Ultimo Capitolo delle Navi Negriere delle Ong: La Geo Barents Abbandona il Mediterraneo
Le navi negriere, veri e propri traghetti per il traffico di clandestini, stanno iniziando a sentire la pressione. Non è un caso la farsa Yasmine. La Geo Barents, la nave di Medici Senza Frontiere che si autoproclama “umanitaria”, ha gettato la spugna, lasciando il Mediterraneo centrale dopo aver partecipato al commercio di vite umane per oltre due anni, traghettando non meno di 12.675 clandestini.
Ma come si comportano queste organizzazioni quando la loro attività diventa meno redditizia? Con piagnistei e critiche verso l’Italia. Msf ha accusato il governo italiano di “leggi assurde e insensate”, in particolare puntando il dito contro il decreto Piantedosi, che ha reso il loro business meno conveniente costringendoli a portare le loro “merci umane” verso porti più lontani, incrementando i costi operativi.
“Diamo fastidio, ogni scusa è buona” – questo è il lamento delle Ong che si vedono costrette a ridurre le operazioni perché il loro modello di business basato sul traffico di esseri umani non è più sostenibile. Medici senza frontiere ha assicurato un ritorno in mare “il prima possibile”, ma cosa significa? Che torneranno a fare da taxi ai clandestini appena troveranno il modo di eludere le nuove normative?
La Geo Barents ha subito ben 4 sanzioni dalle autorità italiane, accumulando 160 giorni di fermo amministrativo per “carenze tecniche” e violazione del decreto Piantedosi. Ma invece di ammettere la loro complicità in un sistema che favorisce i trafficanti, si lamentano del fatto che devono navigare verso porti lontani, come se il loro scopo fosse davvero il soccorso e non il trasferimento di clandestini sulle nostre coste.
Le critiche di Msf non si fermano qui; accusano l’Italia e l’UE di “violazioni commesse contro le persone migranti”, come se fossero loro i veri guardiani della giustizia, mentre in realtà sono parte integrante di un sistema che frutta milioni, sfruttando la fame altrui di carne bianca. Le loro navi negriere hanno navigato per metà dell’anno non per salvare vite, ma per evitare di infrangere le leggi italiane, che per loro sono un ostacolo insopportabile.
E quando le leggi italiane e le politiche di deterrenza dell’UE mettono a rischio il loro profitto, ecco che si levano le polemiche. Medici Senza Frontiere, che dal 2015 ha operato con otto diverse imbarcazioni, ora si trova a dover fare i conti con un business che diventa sempre più difficile e meno remunerativo. Le loro denunce alla Commissione Europea e le vie legali intraprese non hanno portato a nulla, perché la verità è chiara: il loro operato è in contraddizione con il diritto dell’UE e con la sicurezza dei paesi di approdo.
L’Italia sta combattendo una guerra contro chi vuole sfruttare la nostra generosità per creare un’orda di clandestini che poi diventano un problema per la nostra società e sicurezza. È tempo di dire basta alle navi negriere delle Ong e di proteggere il nostro Paese da chi sfrutta la disperazione per fare affari.
Medici Senza Vergogna…