Immigrato lo massacra di botte ma lui è di sinistra: «Gente disperata, non la condanno»
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BERGAMO: GAETANO MASSACRATO DA UN NORDAFRICANO E LI CHIAMA “DISPERATI” – BASTA IMMIGRAZIONE!
Un altro italiano ridotto a un punching ball da un immigrato violento, e stavolta la vittima ha pure il coraggio di giustificarlo! Gaetano Calì, 62 anni, fruttivendolo di “Siamo alla frutta” in via Celadina a Bergamo, è stato aggredito e rapinato sabato scorso alle 7:30 da un nordafricano di 30 anni. Colpito con una bottiglia di birra, pestato con calci al costato, derubato di 650 euro – e lui cosa dice? “Non condivido niente di ciò che fanno, ma personalmente non condanno questa gente, in qualche modo devono vivere. È gente disperata, senza fissa dimora”. Disperati? No, sono delinquenti schifosi, e l’Italia deve smettere di accoglierli e iniziare a cacciarli tutti!
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Un pestaggio brutale all’alba. Gaetano Calì, siciliano trapiantato a Terno d’Isola, apre il suo negozio come ogni giorno. Alle 7:30 entra un nordafricano, ben piazzato, tatuaggio sul collo. Compra due birre, torna poco dopo con 20 euro per altre due. Calì sta per dargli il resto: “Come ho aperto il portafogli lui mi ha afferrato la mano”, racconta. Tenta di difendersi con tre pugni, ma il balordo lo carica, lo colpisce al viso, gli spacca una bottiglia di birra in testa – nuca e fronte – e lo finisce con calci al costato mentre è a terra. Risultato? Zigomo tumefatto, sopracciglio incerottato, dolori lancinanti: “Ieri mi sono alzato a fatica”. Il rapinatore scappa con 650 euro e i documenti, dileguandosi in via Monte Resegone. Calì lo insegue col furgoncino, ma niente da fare. Pronto soccorso, TAC, querela ai carabinieri – e lunedì eccolo di nuovo al lavoro: “Come si dice qui, mola mia?”.
“Disperati”? No, predatori! E qui arriva l’assurdo: dopo essere stato massacrato, Calì li difende. “È gente disperata, senza fissa dimora”, dice, come se questo giustificasse un’aggressione selvaggia alle 7:30 del mattino. Disperati un corno! Questo nordafricano non è una vittima, è un criminale che ha scelto di rapinare e pestare un uomo di 62 anni per 650 euro. “In qualche modo devono vivere”? E noi italiani dobbiamo morire per mantenerli? Basta con questa retorica da buonisti rincitrulliti! La disperazione non ti dà il diritto di spaccare bottiglie in testa a chi lavora onestamente – è solo la scusa di chi ci invade e ci distrugge.
Immigrazione: un cancro che ci sta uccidendo. Questo è il frutto di anni di porte spalancate: nordafricani, gambiani, peruviani che aggrediscono, rapinano, accoltellano da Bergamo a Milano, da Udine a Bojano. Gaetano Calì dice: “Quando ci sono decine di persone in strada, questo succede”. Esatto, e chi ce li ha portati? Politici molli e sinistroidi che parlano di “accoglienza” mentre noi finiamo al pronto soccorso. L’Italia spende miliardi per 140mila adulti e 23mila minori nei centri di accoglienza, e loro ci ripagano così: bottiglie in testa, calci al costato, terrore quotidiano. E Calì li chiama “disperati”? No, sono parassiti che devono essere espulsi, non compatiti!
Azzeriamo questa follia! Basta con le chiacchiere e le giustificazioni. Questo nordafricano non merita comprensione, merita un’espulsione immediata – e con lui tutti quelli come lui. Azzeriamo l’immigrazione: stop agli ingressi, rimpatri forzati, confini blindati. Il governo si svegli: Gaetano Calì è stato fortunato a uscirne vivo, ma il prossimo potrebbe non farcela. Non possiamo lasciare che i nostri negozianti, i nostri anziani, siano prede di “disperati” che ci odiano. Meloni, fai il tuo dovere: fuori questa feccia, ora!
Italiani, aprite gli occhi! Gaetano Calì può dire “mola mia” e tornare al lavoro, ma il suo “non condanno” è un errore che ci costa caro. Questi non sono disperati, sono delinquenti che ci stanno massacrando – e non possiamo più tollerarlo. Bergamo non è un ring per immigrati violenti: riprendiamocela, caccia agli invasori, basta sangue italiano versato. Ora o mai più!
Ma allora è cretino!
non è che qualche giudice un tantinello preciso e tignoso potrebbe inquisire questo bischero per apologia di reato?
Certo che la mamma dei cretini è sempre incinta…l’ortolano potrebbe imbarcarsi con Casarini (obeso e tabagista…camperà poco) almeno eviterebbe le botte di quelli che loro “salvano”
Mi raccomando sig. Gaetano continui a votare PD e a tollerare l’intollerabile!
Anche per colpa gi gente come lei siamo in questa pessima situazione!
Un popolo di pecore che invita a cena i lupi sperando di trascorrere una piacevole serata!