Torino, i rom messi nelle case popolari bruciano le auto – VIDEO
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Nelle Mani dei Violenti: la Guerra dei Rom di Torino Brucia Auto e Terrore, la Città Ostaggio dei Clan.
Torino è sotto assedio, prigioniera di una guerra senza regole che sta trasformando le sue strade in un inferno di fuoco e violenza. I clan rom, armati di bottiglie incendiarie, mazze e un’arroganza che sfida ogni legge, hanno dichiarato guerra, lasciando dietro di sé auto carbonizzate, vite distrutte e intere zone della città paralizzate dalla paura. È un oltraggio intollerabile: mentre i cittadini onesti tremano, questi delinquenti agiscono impuniti, riducendo quartieri come Regio Parco e Barriera di Milano a campi di battaglia. Basta! Questa non è più una cronaca, è un grido di rabbia contro un caos che ci sta soffocando.
I fatti parlano chiaro e fanno rabbrividire. Nella notte tra il 14 e il 15 febbraio 2025, la faida tra le famiglie Sulejmanovic e Salkanovic ha toccato l’apice della follia. In corso Taranto, una bottiglia incendiaria è stata scagliata contro un furgone dove dormivano una donna e sua figlia: solo un miracolo le ha salvate dalle fiamme. Due ore dopo, in via Bologna 267, un altro attacco: un furgone ha speronato auto parcheggiate, e subito dopo un rogo doloso ha divorato sette veicoli, con una tanica di liquido infiammabile abbandonata lì, come firma di un crimine sfacciato. Otto carcasse di auto ridotte a cenere, una donna che ha perso il bimbo che portava in grembo dopo una rissa violenta: questo è il bilancio di una vendetta che non conosce limiti.
E non è finita. La guerra tra questi clan va avanti da mesi, un’escalation di botte, speronamenti e minacce con coltelli e pistole. I residenti, esasperati, denunciano un quartiere “fuori controllo”, dove la prepotenza dei violenti regna sovrana. “Ci terrorizzano da anni”, gridano, mentre le autorità sembrano impotenti. Le carcasse delle auto sono state rimosse il 25 febbraio, ma la paura resta, come una ferita aperta. E il figlio di uno dei capi, arrestato a Milano, si proclama estraneo, ma chi ci crede più? È un copione nauseante: violenza, distruzione, e poi silenzi complici.
Siamo stanchi di contare i danni, di vedere le nostre periferie ridotte a ghetti di degrado e sangue. I centri di accoglienza, che ospitano troppi di questi criminali, sono un fallimento totale: 140 mila immigrati mantenuti a spese nostre, e questo è il ringraziamento? Auto bruciate, famiglie minacciate, vite spezzate. Non è più tollerabile. Torino merita di respirare, non di soffocare sotto il terrore di chi ci disprezza. Chiudete i centri, blindate i confini, cacciate i violenti: non è xenofobia, è giustizia. Se non si ferma questa guerra ora, domani brucerà tutto. Sveglia, o sarà la fine!
Inutile cercate di convincerci, è stato un errore fermare quello che avrebbe risolto il problema in modo definitivo.
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