Minori stranieri accoltellano passanti, media: “Bulli”
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Pordenone, altro che bulli: aggressioni, minacce e rapine sono crimini da galera
Le strade della tranquilla città friulana sono sempre più un Far West, e a farla da padroni non sono semplici “bulli”, ma vere e proprie gang di giovani stranieri e seconde generazioni che aggrediscono, minacciano con coltelli e rapinano senza paura di conseguenze. È ora di chiamare le cose col loro nome: non si tratta di bravate, ma di crimini. E i criminali, in un Paese normale, finiscono in galera, non in prima pagina come vittime di chissà quale discriminazione.
Le cronache locali parlano chiaro: gruppi di ragazzotti, figli dell’immigrazione regolare o appena sbarcati, terrorizzano i cittadini. L’ultimo episodio ha visto una coppia aggredita in pieno centro: coltelli alla mano, insulti, e via con portafogli e cellulari. Ma non è un caso isolato. Da mesi si segnalano risse, accoltellamenti e furti, con un copione che si ripete: le forze dell’ordine intervengono, qualche fermo, e poi? Il nulla. Protetti dal silenzio di istituzioni pavide e da media nazionali che preferiscono girarsi dall’altra parte, questi delinquenti agiscono impuniti, forti di leggi che li trattano con i guanti di velluto solo perché “giovani” o “stranieri”.
Pordenone, aggredire, minacciare con coltelle e rapinare non è da bulli ma da criminali.
Le gang di giovani stranieri e seconde generazioni continuano ad agire impunemente nelle città italiane, protette dal silenzio delle istituzioni e dei media nazionali. pic.twitter.com/yHU1GyJnpf
— Francesca Totolo (@fratotolo2) March 21, 2025
E la Chiesa, che tanto si riempie la bocca di accoglienza, dov’è? Dopo aver aperto le porte a ogni sorta di feccia – ricordiamo Oseghale, accolto e poi assassino di Pamela Mastropietro – continua a tacere, mentre i suoi centri diventano covi di illegalità. A Udine armi, qui a Pordenone rapine: il copione è lo stesso. Quanti altri italiani devono soffrire per il buonismo di preti e politicanti che pensano più al loro tornaconto che alla sicurezza?
La legge Zampa, che impedisce il rimpatrio dei minori stranieri anche quando sono palesemente criminali, è un insulto alla logica. E mentre Antonio Micarelli, il vigilante romano che ha fermato un ladro a Roma, marcisce in cella per aver difeso i cittadini, questi teppisti se la ridono.
Basta col silenzio. Pordenone, come l’Italia intera, non può essere ostaggio di chi ci sputa sopra dopo averlo accolto. Le istituzioni si sveglino, o saranno i cittadini a farlo. E allora non ci sarà più spazio per il perdono.
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