Club Alpino Italiano (CAI) diventa moschea per un giorno: islamici celebrano il ramadan
Related Articles
Una gara a chi tradisca prima.
Monza: Il CAI Ospita la Festa del Ramadan – Un Tradimento degli Scopi Statutari e un Passo Verso l’Islamizzazione!
Monza sta per essere teatro di un evento che rappresenta un oltraggio alla nostra cultura e un pericoloso passo verso l’islamizzazione dell’Italia. Domenica 30 marzo 2025, negli spazi della sede della sezione di Monza del Club Alpino Italiano (CAI) in via Rosmini, si terrà una celebrazione per la fine del Ramadan, il mese sacro dell’Islam. L’appuntamento, fissato per le 9, vedrà la partecipazione di moltissimi fedeli musulmani da Monza e dal territorio, con la presenza del sindaco Paolo Pilotto e di alcuni assessori, invitati all’evento.

VERIFICA NOTIZIA
Ma il CAI, un’istituzione nata per promuovere l’alpinismo e la tutela delle montagne, non ha tra i suoi scopi statutari quello di trasformarsi in una moschea! Questo evento non è un gesto di “inclusione”, ma un’umiliazione per i valori italiani e un segnale inquietante di come l’Islam stia occupando i nostri spazi, con la complicità delle istituzioni. Dobbiamo fermare questa deriva, prima che l’Italia diventi un califfato!
Il CAI Tradisce la Sua Missione: Non È una Moschea!
Il Club Alpino Italiano ha una missione chiara, definita nel suo statuto: promuovere l’alpinismo, incentivare lo studio delle montagne, tutelare l’ambiente montano, offrire formazione per la sicurezza, gestire rifugi e sentieri, e diffondere la cultura della montagna. Tra questi scopi, consultabili sul sito ufficiale www.cai.it, non c’è traccia di ospitare celebrazioni religiose islamiche! La sede del CAI di Monza, un luogo dedicato alla passione per la montagna e alla tutela della natura, non può essere trasformata in uno spazio per la festa del Ramadan. È un tradimento degli scopi statutari e un affronto ai soci del CAI, che si vedono sottrarre un luogo simbolo per far spazio a una religione che non si integra, ma si impone. La presenza del sindaco Pilotto e degli assessori, che parteciperanno all’evento, è un ulteriore schiaffo: le istituzioni locali, invece di difendere la nostra identità, si genufliggono all’Islam.
L’Islam Occupa i Nostri Spazi: Monza Sotto Assedio
La festa del Ramadan al CAI di Monza non è un evento isolato, ma parte di un processo di islamizzazione che sta travolgendo l’Italia. A Milano, piazza Duca d’Aosta è stata occupata per l’ifṭār con il patrocinio di Palazzo Marino; a Mestre, i parchi di San Giuliano e Piraghetto sono stati concessi per l’Eid al-Fitr; a Firenze, 30.000 musulmani pregano ogni sera in 500. A Padova, in via Turazza, una moschea abusiva terrorizza i residenti, bloccando le strade con preghiere e minacce di morte. A Monfalcone, un partito islamico guidato da Bou Konate promuove niqab e sharia, mentre a Cremona due ragazze cristiane sono state picchiate per aver mangiato durante il Ramadan. L’Islam non cerca dialogo, ma dominio, e il CAI di Monza, ospitando questa festa, si rende complice di un’occupazione culturale che sta cancellando la nostra identità.
La Sharia Avanza: Violenza e Oppressione Ovunque
L’islamizzazione non si limita agli spazi pubblici: sta invadendo ogni aspetto della nostra vita. A Brescia, Balwinder Singh, consigliere comunale di centrodestra, è stato smascherato come un padre padrone che ha inflitto anni di violenze alle figlie per costringerle a vivere secondo tradizioni oppressive, arrivando a lodare l’omicidio di Saman Abbas. A Modena, una studentessa è stata picchiata per aver rifiutato il velo; a Bologna, una quattordicenne è stata rasata a zero dai genitori per lo stesso motivo. A Roma, un immigrato arabo ha minacciato un italiano urlando: “Io non sono come te, sono arabo!” Le scuole italiane si piegano al Ramadan: a Pioltello, chiudono per l’Eid al-Fitr; a Firenze, al Marco Polo, un’aula è stata trasformata in una sala di preghiera musulmana; a Savona, il preside ha chiesto di evitare “abiti disinvolti” per non offendere la sensibilità islamica. È un’umiliazione: l’Islam sta imponendo la sharia, e le nostre istituzioni, come il CAI e il Comune di Monza, si sottomettono.
Vietiamo le Celebrazioni Islamiche: Riprendiamoci i Nostri Spazi!
Non possiamo più tollerare questa deriva. In nome della nostra Costituzione, che garantisce la laicità dello Stato, dobbiamo vietare le celebrazioni islamiche su suolo pubblico e in spazi come il CAI, che non hanno nulla a che fare con l’Islam. La sede di Monza deve tornare a essere un luogo per promuovere l’alpinismo e la cultura della montagna, non una moschea. L’immigrazione islamica regolare deve essere azzerata, le moschee abusive chiuse e chi non si integra espulso. Le scuole devono smettere di celebrare il Ramadan e tornare a insegnare i valori cristiani; le piazze devono ospitare processioni cristiane, non ifṭār. Monza non può diventare un califfato, e l’Italia non può piegarsi alla sharia. Sveglia, italiani: riprendiamoci i nostri spazi, la nostra cultura, la nostra identità, prima che sia troppo tardi!
Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment