Suo figlio massacrato dai migranti mentre torna a casa: “Siamo profughi a casa nostra”
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Italia al collasso: l’immigrazione selvaggia trasforma le nostre città in giungle di violenza
Un altro episodio di brutale violenza scuote l’Italia, questa volta a Giulianova, dove un ragazzo di 17 anni è stato aggredito e pestato senza motivo mentre tornava a casa in bicicletta nella notte di sabato 29 marzo 2025. Il giovane, reduce da una festa di compleanno, ha deciso di attraversare il parco Cerasari per abbreviare il tragitto, ma quella scelta si è trasformata in un incubo: due individui, descritti come stranieri di carnagione scura, lo hanno inseguito, fatto cadere e colpito con un pugno in faccia, lasciandolo insanguinato e terrorizzato. Ricoverato d’urgenza, i medici hanno riscontrato fratture al naso e allo zigomo, labbra spaccate, la perdita di un dente e un danno biologico permanente, con una prognosi di 30 giorni. Un’aggressione gratuita che si aggiunge a una lista sempre più lunga di crimini che stanno soffocando il Paese.
L’allarme: l’immigrazione incontrollata sta distruggendo l’Italia

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Non possiamo più tacere: l’Italia è sotto attacco, e il nemico è un’immigrazione selvaggia che ha trasformato le nostre città in zone di guerra. Da Milano a Giulianova, da nord a sud, la cronaca è un bollettino di sangue e paura. Rapine, accoltellamenti, pestaggi: ogni giorno gli italiani vivono nel terrore, mentre le autorità sembrano impotenti di fronte a un’ondata di criminalità spesso legata a stranieri senza controllo. A Giulianova, i due aggressori del 17enne, descritti come giovani di origine presumibilmente araba, hanno agito con una ferocia gratuita, parlando tra loro in una lingua incomprensibile. È l’ennesima prova di un’integrazione fallita, di un sistema che ha aperto le porte a chiunque senza garantire sicurezza ai cittadini.
Le nostre strade non sono più sicure. Parchi pubblici come Cerasari, privi di videosorveglianza e lasciati aperti di notte nonostante i divieti, sono diventati terreno di caccia per bande di delinquenti. A Giulianova, lo spaccio di droga in pieno centro e le aggressioni sono ormai routine, mentre a Teramo migliaia di extracomunitari vagano senza controllo. È una deriva inarrestabile: l’immigrazione di massa, priva di filtri e regole, sta sgretolando il tessuto sociale delle nostre comunità. Gli italiani, come denuncia la famiglia del ragazzo aggredito, si sentono “profughi nella propria terra”. E come dar loro torto? Lo Stato ha abdicato al suo ruolo, lasciando i cittadini in balia di chi non ha rispetto per la legge né per la vita altrui.
È ora di dire basta. Servono misure drastiche: chiusura delle frontiere, espulsioni immediate per chi delinque, e un ritorno alla sovranità nazionale che metta al primo posto la sicurezza degli italiani. Le promesse delle forze dell’ordine di indagare non bastano più: vogliamo fatti, arresti, giustizia. Se non si interviene subito, il prossimo pugno, il prossimo coltello, potrebbero lasciare un segno ancora più tragico. L’Italia non può diventare una terra di conquista: svegliamoci, prima che sia troppo tardi.
Lettera aperta agli organi d’informazione
Sabato notte, 29 Marzo 2025, mio figlio di 17 anni, dopo una festa di compleanno presso un noto ristorante di Giulianova Paese, nel mentre faceva ritorno a casa con la sua bicicletta decideva di abbreviare il percorso passando per il parco Cerasari attraversandolo in direzione nord-sud.
Giunto vicino al cancello lato sud si girava ad osservare due individui fermi nei pressi, i quali, senza nessun motivo, lo rincorrevano ed uno di essi lo strattonava per una spalla facendolo cadere rovinosamente a terra. Non pago del gesto l’individuo infieriva sul ragazzo indifeso sferrandogli un pugno in faccia. I due si allontanavano sbeffeggiandolo e deridendolo.
Rialzandosi e con il volto insanguinato faceva velocemente ritorno a casa e visibilmente scosso ci informava dell’accaduto; e di lì subito la corsa presso il pronto soccorso dell’ospedale di Giulianova dove veniva immediatamente soccorso e visitato dai medici, che constatavano uno zigomo ferito, naso rotto, labbra spaccate e la perdita di un dente oltre a dolori sulla spalla, al ginocchio e sulle mani e con il volto tumefatto. Ne usciva con una prognosi di trenta giorni. La violenza del pugno ha addirittura rotto l’osso del dente causandogli un danno biologico permanente.
Recatici al parco intorno alle sei del mattino noi famigliari constatavamo che nonostante i cartelli che indicano le ore di chiusura i cancelli erano tutti aperti e che non esistono impianti di video sorveglianza, di questi tempi cosa davvero strana.
Successivamente ci recavamo nella caserma dei carabinieri di Giulianova per sporgere denuncia. Come raccontato dal ragazzo i due soggetti, dall’apparente età tra i diciotto e i ventiquattro anni, di carnagione scura, vestiti con abiti scuri e di altezza media, hanno parlato tra loro in una lingua incomprensibile, presumibilmente araba. Il più violento dei due indossava uno scaldacollo l’altro un cappello di lana.
Si fa quindi appello agli amministratori cittadini per l’installazione di video camere e per ripristinare gli orari di chiusura notturna. Le forze politiche devono prendere atto che negli ultimi sei mesi la cittadina è stata invasa da extra comunitari come mai accaduto prima, così come a Teramo dove ormai sono in migliaia. A Giulianova Paese ormai si fa spaccio di droga sotto gli occhi di tutti in piazza della Libertà e si aggrediscono ignari passanti nel vicino parco in questione.
Si spera inoltre che come promesso dalle forze dell’ordine ci sia un’indagine accurata sull’accaduto per assicurare i delinquenti alla giustizia. Potrebbero reiterare il reato e se sono degli stanziali non credo sia difficile prenderli. Le indicazioni gli sono state fornite, ora hanno il dovere di agire. Noi giuliesi siamo diventati profughi in terra natia.
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