SPID, il piano bipatisan per silenziare internet con la scusa della Phica

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By V agosto 29, 2025 14:11

SPID, il piano bipatisan per silenziare internet con la scusa della Phica

# Stupri a Roma Sepolti, PHICA Gonfiata: Allarme Rosso contro i Censori del Web e la Farsa del “Sessismo”!

Attenzione, italiani: mentre due donne vengono stuprate a Roma da un immigrato gambiano strafatto di crack – una 60enne aggredita in un parco a Tor Tre Teste, l’altra 44enne violentata su via Prenestina tra i rifiuti – i media e le femministe tacciono come codardi, sepolti nel loro silenzio ideologico schifoso. Perché? Perché il colpevole non è il “maschio bianco” che amano odiare, ma uno straniero che non si tocca per non urtare la narrazione del politicamente corretto. Intanto, il caso PHICA esplode come una bomba mediatica, pompato ad arte per scatenare l’isteria e spingere leggi liberticide che uccideranno la libertà di espressione online. Svegliatevi! Hanno già pronta in Senato una proposta bipartisan delirante per obbligare l’accesso a social e internet tramite SPID o CIE: addio anonimato, addio democrazia! Chi scrive volgarità o condivide foto già pubbliche di personaggi famosi sta esercitando un diritto sacrosanto, per quanto rozzo; chi invece diffonde immagini rubate, intime o di minori è un criminale da schiacciare in galera a vita. Ma i censori non distinguono: usano PHICA come pretesto per sorvegliare tutti noi, trasformandoci in bestiame digitale. È un’emergenza totale, un colpo di stato silenzioso contro la libertà!

PHICA era una cloaca online, punto. Foto rubate di donne, spesso intime e prese senza consenso, commentate con insulti da migliaia di utenti anonimi. Tra le vittime, figure pubbliche come Giorgia Meloni ed Elly Schlein, ma attenzione: qui va fatta una distinzione netta, cristallina, che i censori ignorano apposta. Chi diffonde immagini rubate – foto private hackerate, revenge porn o peggio, materiale su minori – è un delinquente schifoso, un violatore della privacy che merita pene draconiane, galera immediata e chiavi buttate via. Questi sono reati gravi, da perseguire con ferocia, e la chiusura del sito dopo centinaia di denunce è un atto dovuto. Ma chi, invece, scrive commenti volgari o diffonde foto già pubbliche di personaggi pubblici – influencer che campano di esibizionismo o politiche che postano selfie ufficiali – sta solo esprimendo un’opinione, per quanto cruda e sgradevole. È libertà di espressione pura, il pilastro di ogni democrazia! Chiamarla “sessista” – parola ridicola, svuotata di senso, usata come mazza per zittire chi dissente dal politicamente correto – è una farsa grottesca. Un insulto online? Sessista! Una battuta aspra? Sessista! Una critica volgare? Sessista, e via col ban! Ridicolo e pericoloso. Questi censori ipocriti, media e politici, gonfiano PHICA proprio per equiparare tutto, creando un’emergenza fittizia che giustifica il loro piano malefico: leggi per controllare il web, algoritmi oppressivi, sorveglianza totale.

E mentre questa macchina della censura marcia inarrestabile – con la proposta in Senato che obbligherà SPID per accedere online, distruggendo l’anonimato e rendendo ogni cittadino tracciabile come un criminale – due stupri reali a Roma vengono ignorati come spazzatura. Una 60enne aggredita in pieno giorno, una 44enne brutalizzata all’alba: dove sono le urla femministe? Dove i cortei? Dove le prime pagine dei giornali? Svaniti nel nulla, perché l’aggressore è un immigrato gambiano di 26 anni, un muratore che confessa sotto l’effetto del crack, forse un serial stupratore. Toccare questo tema? Impossibile, tabù assoluto! I media, che si riempiono la bocca di “giustizia” per un commento “sessista” virtuale, girano la testa per non “alimentare il razzismo”. Schifoso! Questo silenzio non è neutro: è complice, vigliacco, ideologico al punto da tradire le vittime. Le femministe da salotto, che marciano per un fischio in strada ma spariscono quando il colpevole è “protetto” dalla loro narrazione, non sono alleate delle donne: sono propagandiste fallite, che sacrificano il dolore reale sull’altare del buonismo ipocrita.

Uno stupro è uno stupro, dannazione! Non cambia se l’aggressore è italiano, gambiano o alieno: il terrore delle vittime resta lo stesso. Ma per questi censori e i loro alleati, la verità deve piegarsi alla narrazione. Chi proteggono davvero? Non le donne aggredite nei parchi o per strada, no: proteggono un sistema che ignora i crimini scomodi per spingere il loro agenda totalitaria. È tutto pronto, gente: leggi liberticide, palazzine Covid, identità digitale con SPID e CIE, fascicolo sanitario, distruzione dell’agroalimentare, allevamenti di insetti. Manca solo la moneta digitale legata al tuo fascicolo sanitario, e saremo bestiame intensivo al 100%, schedati, controllati, zittiti. PHICA è il detonatore: un caso gonfiato per giustificare la fine dell’anonimato online, l’architrave della democrazia. Senza anonimato, non c’è libertà di espressione – solo paura, autocensura, un regime digitale dove i censori decidono cosa puoi dire.

Allarme rosso! Opporsi ora o mai più: i censori vogliono un web imbavagliato, una società muta, dove volgarità su foto pubbliche diventano reati e immagini rubate servono da scusa per sorvegliare tutti. Condanniamo i veri criminali – i diffusori di foto intime – ma difendiamo a spada tratta chi commenta foto pubbliche, anche volgarmente: è il loro diritto! Perché prima arrestano il segaiolo ma poi arrivano a prendere il dissidente: che è il vero obiettivo di tutti i regimi.

Basta doppi standard, basta silenzio su stupri reali. Se non ci ribelliamo, la narrazione schifosa dei censori ci inghiottirà, e di questa farsa liberticida non si salverà nessuno. Svegliatevi, prima che sia troppo tardi!

SPID, il piano bipatisan per silenziare internet con la scusa della Phica ultima modifica: 2025-08-29T14:11:41+00:00 da V
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By V agosto 29, 2025 14:11
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3 Comments

  1. Ul Gigi da Viganell agosto 29, 14:41

    Mettiamoci nei panni dei pidioti: se uno va su un sito di figa è fascista perchè la gente per bene, secondo loro, va solo sui siti dei froci… ma facciamo ‘sta Rivoluzione e togliamoceli dalle balle tutti una volta per tutte, su… 😁

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  2. Sam Rosenthal agosto 29, 15:57

    Come diceva qualcuno sono sempre i soliti del gruppo editoriale noto , mai visto forse solo nel regime del paffuto north koreano , nella Urss di Lenin Stalin , e nelle teocrazie fondamemtaliste….già i nazi femministi fondamentalisti sono come quelli dell’isis voglio abbattere l’uomo

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  3. Steobaldo agosto 29, 18:46

    dalla mia frequentazione dei preti (ho fatto anche per anni il chierichetto) mi è rimasto il senso che per loro il “peccato dei peccati” fosse quello legato alla sfera erotica e sessuale ma basta leggere al Divina commedia per rendersi conto che pur ritenendolo un peccare per il Poeta ci sono colpe ben peggiori.
    Ma i preti, che per quanto stronzi non sono cretini, lo sanno bene ma su questo tasto amano insistere come su un nervo scoperto perché sanno che la sessualità è sempre lì a reclamare il suo ruolo nella vita di tutti noi.
    Poi ho mandato tutta la frociopretonzolaggine affanculo e ho vissuto molto meglio

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