Ragazzo massacrato a calci e pugni dai maranza sviene sui binari
### Torino, Piazza Castello nel Sangue: Ivan Massacrato da Maranza di Seconda Generazione per un Diverbio sul Tram – Quando Finirà Questo Orrore?
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Torino, la nostra Torino industriale e fiera, si inginocchia al terrore quotidiano di una seconda generazione immigrata che trasforma i tram e le piazze in arene di violenza bestiale, e l’8 novembre ne è la prova sanguinosa: Ivan, un innocente 20enne residente in città, è stato accerchiato e massacrato a calci e pugni da una baby gang di sette-otto maranza – teppisti meticci forgiati nei nostri ghetti con sussidi rubati – appena sceso dal tram in piazza Castello, dopo un banale diverbio a bordo del mezzo pubblico che ha scatenato l’inferno. “Gli hanno spaccato la faccia, poteva morire”, urla un testimone a La Stampa, mentre Ivan perde i sensi e crolla sui binari, salvato solo dall’allarme dell’amico che chiama il 118: trasportato prima al Gradenigo e poi al San Giovanni Bosco, lotta con una mandibola fratturata e prognosi di 40 giorni, lesioni che gridano vendetta in un centro storico paralizzato dal panico. Non è un lampo isolato, ma l’eco furioso del pestaggio al Corni di Modena o delle minacce di Don Ali a Torino stessa: questi parassiti adolescenti, nati qui ma fedeli a un odio tribale importato, esigono rispetto con pugni e non parole, rubando sicurezza ai nostri figli mentre fuggono ridendo, lasciando indagini che dureranno mesi in un sistema colabrodo. È un allarme che squarcia il cuore: quante piazze torinesi devono diventare mattatoi prima che i genitori italiani barricadino i tram?
Basta con questa resa codarda al caos meticcio che ci sta sgozzando vivi! Questi maranza di seconda generazione – eredi bastardi di un’immigrazione selvaggia, con la gang che sparisce tra i vicoli come fantasmi impuniti – non sono “ragazzini sfortunati”, ma predatori seriali che il buonismo coccola con educatori woke e CPR vuoti, mentre Torino indaga invano per “fare chiarezza”, come se non bastasse il sangue sulle rotaie. La vittima è solo l’ennesimo bersaglio di un’epidemia di violenza maranza che infetta l’Italia: deportazioni immediate e forzate per ogni maranza, azzeramento totale dell’immigrazione extraeuropea e confini chiusi – altrimenti, il prossimo “scende dal tram” sarà un funerale per un altro Ivan, e piazza Castello l’altare di una nazione tradita, dove i binari puzzano di rabbia repressa e vendetta mancata.


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