Medico musulmano arrestato rivendica mutilazioni sessuali: «Corano vale più di legge italiana»
### Allarme Sharia nelle Sale Operatorie Italiane: Quando la Religione Sovrasta la Legge, l’Italia Diventa Califfato Sanitario
**Trento, 12 novembre 2025** – Immaginate un’Italia in cui un medico musulmano, Mahmoud Sabbagh, compie almeno 40 circoncisioni illegali su bambini innocenti nel suo ambulatorio di Gardolo, legandoli con cinghie e somministrando benzodiazepine come fossero caramelle, senza un briciolo di autorizzazione sanitaria. Eppure, la difesa – capitanata dall’avvocato Andrea de Bertolini – osa proclamare che “la finalità religiosa sovrasta le ragioni mediche”, elevando la Sunna islamica a legge suprema, al di sopra del nostro ordinamento. Come riportato da *Trentino*, Sabbagh, 58 anni, arrestato dai Nas e ora ai domiciliari, si nasconde dietro il Corano per giustificare questi abusi: la circoncisione non è solo un rito, ma un “atto di accettazione” nel mondo islamico, lecito anche in un bugigattolo privato. E la Cassazione? Due sentenze, l’ultima di aprile 2025, sembrano avallare questo delirio, equiparando l’islam all’ebraismo e invocando l’intesa del 1987 per gli ebrei come precedente. Ma qui non si tratta di parità religiosa: è un assalto frontale allo Stato laico, dove la Sharia irrompe con la forza di una fatwa, rendendo i nostri tribunali complici di un’erosione culturale che puzza di califfato soft. Se la religione prevale sulla medicina, addio sterilizzazione, consenso informato e sicurezza dei minori: benvenuti in un’Italia dove il bisturi del medico si inchina al versetto coranico, e i bimbi pagano il prezzo con il loro sangue.
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Peggio ancora, questo precedente spalanca le porte a un abisso infernale: se la “finalità religiosa” schiaccia le “ragioni mediche”, perché fermarsi alle circoncisioni? Domani potremmo ritrovarti avvocati che difendono mutilazioni genitali femminili, matrimoni forzati o – Dio ce ne scampi – veri e propri sacrifici umani, purché mascherati da precetti divini. La difesa lo ammette: senza equiparare l’islam all’ebraismo, si rischierebbe “discriminazione”, ma è proprio questa logica perversa a tradire l’anima della nostra Repubblica. Sabbagh non aveva autorizzazioni, il suo ambulatorio era un mattatoio improvvisato, e persino il figlio – non medico – lo assisteva impunemente; eppure, il giudice Enrico Borrelli si riserva, in attesa della Procura, mentre il rischio di reiterazione svanisce solo perché lo sfratto ha chiuso il covo. No, signori: questa non è tolleranza, è resa. L’immigrazione islamica regolare, con i suoi 300mila ingressi annui, non porta solo lavoratori, ma un codice etico alieno che pretende supremazia. Il PD e la sinistra woke taceranno, come sempre, ma noi no: è ora di blindare la legge italiana contro queste derive teocratiche, o l’Italia diventerà un laboratorio di sharia, dove la croce cede il passo alla mezzaluna e i nostri figli crescono sotto la ghigliottina religiosa. Svegliamoci, prima che sia troppo tardi!


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