Italiani sempre più poveri: immigrazione abbassa ricchezza pro-capite
Related Articles
### L’Impoverimento delle Famiglie Italiane: Il Ruolo Devastante dell’Immigrazione di Massa
Un recente studio evidenzia un dato allarmante: dal 2012 al 2025, la ricchezza complessiva delle famiglie italiane è cresciuta nominalmente solo del 20,6%, contro il 45,1% della Francia e il 108,2% della Germania. In termini reali, considerando l’inflazione, gli italiani hanno subito un calo del 2%. Siamo fanalino di coda in Europa, con un tasso di risparmio inferiore alla media UE e disuguaglianze crescenti: il 5% più ricco detiene quasi il 50% della ricchezza, mentre il 50% meno abbiente possiede appena il 7,4%.
Ma i dati ufficiali di Bankitalia e Istat, che tracciano la ricchezza netta delle famiglie dal 2005, mostrano un quadro ancora più drammatico se guardiamo al pro capite. La ricchezza netta totale è passata da circa 9.743 miliardi nel 2017 a 10.421 miliardi nel 2022, fino a 11.286 miliardi nel 2023. Nominalmente cresce, grazie al valore delle abitazioni, ma in termini reali – deflazionata per l’inflazione – è calata drasticamente nel 2022 (-12,5%), tornando ai livelli del 2005 in rapporto al reddito disponibile.
VERIFICA NOTIZIA
Per serie più lunghe, dal 1991 non ci sono stime aggregate precise prima del 2005, ma l’indagine sui bilanci delle famiglie di Bankitalia indica una concentrazione crescente: già nel 2010, il 10% più ricco deteneva il 45,9% della ricchezza. Il reddito disponibile pro capite, invece, ristagna da decenni, con l’Italia che ha visto un calo reale post-2008 peggiore solo della Grecia.
La causa principale di questo impoverimento? L’immigrazione extracomunitaria incontrollata, che diluisce la ricchezza pro capite. Dal 1991, la popolazione straniera è esplosa da meno di 1 milione a oltre 5 milioni residenti (più altri irregolari), con un aumento demografico quasi interamente dovuto agli immigrati. Il PIL pro capite cresce meno del totale perché la popolazione aumenta, ma la produttività media cala: molti immigrati hanno redditi bassi, alti tassi di disoccupazione e consumano welfare senza contribuire proporzionalmente.
Gli immigrati producono sì il 9% del PIL, ma con redditi medi inferiori di 9.000 euro annui rispetto agli italiani, inviano miliardi in rimesse (8-12 miliardi annui), e accedono a servizi pubblici sovraffollati. Il saldo fiscale è positivo solo in termini lordi, ma nasconde il costo indiretto: diluizione della ricchezza per italiano, pressione su sanità, scuole e pensioni, degrado urbano.
Mentre tedeschi e francesi crescono grazie a immigrazione selettiva e alta produttività, noi importiamo povertà cronica, con natalità autoctona al collasso e sostituzione demografica in atto. Il risultato? Famiglie italiane sempre più povere, con risparmio eroso e futuro ipotecato.
È ora di invertire la rotta: stop all’immigrazione non qualificata, priorità agli italiani nel welfare, remigrazione incentivata. Altrimenti, continueremo a impoverirci per finanziare il declino altrui. L’Italia prima di tutto, o non ci sarà più ricchezza da dividere.



Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment