Usa strangolano il Venezuela: “rimarranno senza luce se non obbediscono”
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### Gli USA Studiano un Blocco Navale per Pressare il Venezuela: Il Piano per il “Dopo Maduro” e le Minacce di Sanzioni
🇺🇸🇻🇪 US gonna hurt and starve all Venezuelans unless they abide
"The lights are literally going to go off. They're not going to be able to pay policeman or firefighters or teachers… unless they begin to cooperate with Pres. Trump"
— Lord Bebo (@MyLordBebo) January 7, 2026
**8 gennaio 2026** – In un contesto di crescenti tensioni geopolitiche, gli Stati Uniti stanno intensificando la pressione sul Venezuela post-Maduro, con piani che includono il controllo indefinito sulle vendite di petrolio venezuelano e l’applicazione di un “quarantena” sulle esportazioni di greggio. Secondo fonti ufficiali americane, questo approccio mira a garantire la cooperazione del governo ad interim di Caracas, ma critici internazionali lo definiscono un tentativo di “affamare” il paese per piegarlo agli interessi USA.
Il piano USA per il Venezuela è strutturato in tre fasi, come delineato dal Segretario di Stato Marco Rubio. La prima fase si concentra sulla stabilizzazione, con una “quarantena” sul petrolio venezuelano per prevenire esportazioni illegali e garantire che i proventi siano gestiti dagli Stati Uniti. La seconda fase prevede il recupero economico, con accesso equo per aziende americane e occidentali al mercato venezuelano, inclusa una riconciliazione politica con l’amministrazione ad interim guidata da Delcy Rodríguez, ex vicepresidente di Maduro. La terza fase è la transizione verso un governo “legittimo e pro-americano”, con amnistie e rilascio di oppositori.
Come parte di questo strategia, gli USA controlleranno “indefinitamente” le vendite di petrolio venezuelano, decidendo come utilizzare i proventi. Il Segretario all’Energia Chris Wright ha dichiarato che questo controllo partirà dalle scorte esistenti e si estenderà alla produzione futura, con il Venezuela obbligato ad acquistare prodotti USA (come beni agricoli, medicinali e attrezzature energetiche) usando tali entrate. Trump ha annunciato che Caracas consegnerà 30-50 milioni di barili di greggio agli USA per la gestione e la vendita, beneficiando “il popolo venezuelano”. Inoltre, le sanzioni saranno allentate selettivamente per facilitare il commercio di greggio venezuelano, ma solo sotto supervisione USA.
Un elemento chiave è l’embargo contro la “flotta ombra” – navi che trasportano petrolio sanzionato da Venezuela, Iran e Russia. Gli USA hanno sequestrato due petroliere: la “Marinera” (ex “Bella 1”, con bandiera russa che gli Usa ritengono falsa), intercettata nell’Atlantico settentrionale con l’assistenza britannica dopo una caccia di due settimane, e la “Sophia” nei Caraibi. Queste operazioni fanno parte di un blocco parziale per impedire alle navi sanzionate di lasciare i porti venezuelani. La Russia ha criticato i sequestri, sostenendo che la “Marinera” aveva autorizzazione temporanea russa e chiedendo il rimpatrio dell’equipaggio.
Le dichiarazioni del senatore Tom Cotton durante un’intervista su Fox News hanno acceso polemiche, evidenziando il tono aggressivo della politica USA. Cotton ha affermato: “Non possono più esportare petrolio a causa del nostro blocco navale… Le luci si spegneranno letteralmente, non potranno pagare poliziotti, vigili del fuoco o insegnanti a meno che non inizino a cooperare con il presidente Trump”. Ha aggiunto che gli USA aiuteranno a ricostruire l’industria petrolifera venezuelana sotto un governo “legittimo e pro-americano”, beneficiando le raffinerie USA progettate per il greggio pesante venezuelano.
Critici su piattaforme come X (ex Twitter) hanno definito queste mosse “terrorismo” e “neocolonialismo”. Un utente ha scritto: “È quello che fanno gli imperi malvagi: dacci il tuo petrolio o ti affamiamo”. Altri accusano gli USA di aver distrutto l’economia venezuelana attraverso sanzioni e blocchi, non il socialismo. Analisti internazionali avvertono che questo approccio potrebbe incoraggiare resistenza da parte di alleati come Russia e Cina, rischiando escalations.
Mentre Washington giustifica le azioni come necessarie per la stabilità e contro l’evasione delle sanzioni, la situazione rimane tesa. Il Venezuela, con le sue vaste riserve petrolifere, è al centro di una partita globale che potrebbe ridefinire le relazioni in America Latina. La comunità internazionale osserva con preoccupazione, temendo che la “massima pressione” USA porti a ulteriori instabilità.



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