Stazione Bologna: un altro immigrato pronto ad uccidere

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By V gennaio 10, 2026 23:57

Stazione Bologna: un altro immigrato pronto ad uccidere

### Stazione di Bologna: Immigrati Fuori Controllo, Precedenti Penali Ignorati e Liberi di Aggredire Poliziotti Italiani

Bologna, 11 gennaio 2026 – Basta, davvero basta. La stazione centrale di Bologna è diventata un covo di immigrati delinquenti, totalmente fuori controllo, che aggrediscono, feriscono e terrorizzano chi dovrebbe proteggerci. A soli cinque giorni dall’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, pugnalato a morte da un croato balordo con una sfilza di precedenti, un altro immigrato – un tunisino di 25 anni – ha tentato di fare a pezzi due agenti della Polizia Ferroviaria. Calci, testate, percosse: un attacco selvaggio che ha mandato i poliziotti in ospedale. E indovinate? Anche questo aveva precedenti penali gravi, ma era libero come l’aria, regolare sul suolo italiano, a scorrazzare indisturbato grazie a un sistema immigratorio marcio e complice.

I fatti sono agghiaccianti. La sera del 10 gennaio, intorno alle 21:00, nell’atrio della stazione, due agenti Polfer fermano il tunisino per un controllo di routine. Lui, invece di collaborare, si rifiuta, viene portato in ufficio e lì scatena l’inferno: spintoni, urla, una testata in pieno viso a uno degli agenti (zigomo e labbro spaccati), percosse alla mano dell’altro. Solo con rinforzi e fatica lo immobilizzano.

E il profilo dell’aggressore? Un immigrato tunisino “regolare”, con un curriculum da criminale incallito: precedenti per aggressioni, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Già noto alle forze dell’ordine, già denunciato più volte, ma eccolo lì, libero di girare in Italia, di entrare in stazione e di assalire chi indossa la divisa. Perché? Perché il nostro Paese è diventato un paradiso per delinquenti stranieri: permessi facili, espulsioni che non arrivano mai, obblighi di firma che sono carta straccia. Questo tunisino non è un “rifugiato” in fuga dalla guerra, è un violento recidivo che sfrutta le maglie larghe della nostra immigrazione per continuare a delinquere.

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Non è un caso isolato, è la norma in un’Italia invasa e umiliata. Ricordate Marin Jelenic, il croato che ha sgozzato Ambrosio? Anche lui con precedenti per armi da taglio e aggressioni, noto alla Polfer, ma lasciato libero di vagare nelle stazioni fino all’omicidio. E ora questo tunisino: stessi precedenti, stessa libertà criminale. Quanti ne servono prima che qualcuno si svegli? Le stazioni italiane – Bologna in testa – sono zone franche per immigrati irregolari o “regolari” che importano solo violenza, spaccio e caos. Poliziotti aggrediti, capotreni uccisi, cittadini terrorizzati: tutto per colpa di politiche suicide che aprono le porte a chiunque, senza controlli, senza espulsioni.

I sindacati di polizia (Sap e Siulp) hanno ragione a urlare: “Condizioni inaccettabili”, “rischi elevati”, “misure fallimentari”. Ma non basta chiedere più agenti o tornelli: quelli servono a tamponare, non a curare. Il cancro è l’immigrazione incontrollata. Servono confini blindati, espulsioni immediate per ogni reato – anche il primo –, revoca di ogni permesso per chi delinque. Basta con l’accoglienza a pioggia che riempie le nostre città di “balordi” stranieri pronti a colpire. Questi immigrati con precedenti non dovrebbero nemmeno mettere piede in Italia, figuriamoci restarci liberi dopo aver aggredito.

Politici, sveglia: gli italiani sono stanchi di pagare con il sangue il prezzo della vostra ipocrisia. La stazione di Bologna non è un melting pot, è un mattatoio. Fermate l’invasione, espellete i criminali, o la prossima aggressione – o omicidio – sarà sulla vostra coscienza. Tolleranza zero: fuori gli immigrati delinquenti, subito!

Stazione Bologna: un altro immigrato pronto ad uccidere ultima modifica: 2026-01-10T23:57:49+00:00 da V
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