Immigrati uccidono italiani, urlano: le stazioni sono nostre

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By V gennaio 12, 2026 14:07

Immigrati uccidono italiani, urlano: le stazioni sono nostre

### TERMINI SOTTO IL CONTROLLO DEI CRIMINALI IMMIGRATI: SFIDA APERTA ALLO STATO, EMPATIA ISTITUZIONALE CI CONDANNA A MORTE – MELONI, TRE ANNI DI LASSISMO E L’ITALIA AFFONDA NEL SANGUE!

Roma, cuore della Nazione, è diventata una terra di conquista per orde di immigrati criminali che piantano bandiera con violenza brutale, sfidando apertamente lo Stato italiano. Le aggressioni alla stazione Termini non sono “semplici” rapine o litigi: sono atti di guerra per affermare “questo territorio è nostro”, come denuncia Roberto Arditti in un’analisi che smaschera il vero intento di questi predatori. Un funzionario italiano di 57 anni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) massacrato da un commando di 7-8 belve, lasciato intubato in terapia intensiva con fratture al volto e prognosi riservata; un rider tunisino 23enne ferito un’ora dopo. E chi sono i fermati? Quattro nordafricani recidivi: tunisini ed egiziani irregolari, già espulsi sulla carta ma liberi di delinquere grazie al buonismo istituzionale che ci sta condannando tutti a morte!

Come spiega Arditti: “Non una rapina ma una sfida aperta al nostro Paese. Piantiamola una volta per tutte di cercare ‘uscite consolatorie, tipicamente avanzate con l’uso dell’espressione ‘cascata cronache giomalistiche’. Diciamolo chiaro: non è solo una rapina, un’aggressione. È molto di più. Lo dicono le telecamere di sorveglianza della stazione Termini, che non lasciano spazio a interpretazioni accomodanti. Mostrano un gruppo numeroso di assalitori che circonda un uomo solo, lo colpisce ripetutamente, lo butta a terra, lo pesta con ferocia. Quell’uomo è un funzionario di un ministero italiano, finito poche ore dopo in ospedale, prima rianimazione. Ma il punto è il messaggio politico e simbolico che quelle immagini trasmettono: la violenza, già di per sé intollerabile. Il punto è il messaggio politico e simbolico che quelle immagini trasmettono”.

È una dichiarazione di guerra: questi immigrati non rubano solo per soldi, ma per imporre il loro dominio sulle nostre stazioni, porte d’ingresso delle capitali. Termini è diventata una “terra di nessuno”, un Far West dove lo Stato italiano ha abdicato, lasciando spazio a branchi di tunisini, egiziani e altri extracomunitari che controllano il territorio con coltelli e pestaggi. E l’empatia istituzionale verso questi “rifugiati” ci sta uccidendo: giudici che scarcerano stupratori ai domiciliari, espulsioni ignorate, frontiere spalancate che importano criminali recidivi.

I nomi dei mostri: Mohamed Mansy Mahmoud Mohamed Elramady, 18enne egiziano con precedenti per rapina, ricettazione e porto d’armi, già espulso a inizio gennaio ma ancora qui a delinquere; Moslem Othmen, 20enne tunisino con fedina penale per rissa, droga e oggetti atti a offendere. E non sono soli: altri due tunisini 20enni fermati ieri per furto con strappo, con gli stessi vestiti dell’aggressione – recidivi per rapina, furto, lesioni e resistenza. In totale sei fermati per la doppia aggressione serale, più 16 stranieri identificati e spediti all’ufficio immigrazione, molti irregolari con precedenti. Tutti nordafricani, tutti habitué del degrado di Termini, dove spaccio, rapine e violenza sono la norma.

Aggiornamenti freschi: oggi vertice in prefettura per una “nuova stretta nell’area rossa” di Termini, con più controlli e task force. Ma è il solito rimedio postumo: il funzionario resta intubato, con piccola emorragia cerebrale e fratture maxillo-facciali che richiedono interventi. Il rider ferito, invece, è stabile. Le indagini della Squadra Mobile e Polfer proseguono con video e testimonianze, ma il messaggio è chiaro: questi immigrati controllano la zona, sfidano lo Stato con pestaggi gratuiti, non per rapina ma per dominio territoriale.

E non è solo Termini: l’Italia affonda nel sangue immigrato! A Ravenna, egiziano 24enne violenta minorenne all’Esp e picchia carabinieri – mandato ai domiciliari da un giudice! A Grosseto, 16enne accoltellato al volto da tunisino, rischia di perdere un occhio. A Trieste, branchi balcanici si ammazzano a coltellate mentre buonisti regalano coperte. Ascoli: nordafricano ubriaco molesta donna e pesta chi la difende. Prato: minori stranieri pestano studente cinese. Lecco: straniero brandisce coltello su treno. È un’epidemia: immigrati e seconde generazioni importano barbarie, controllano territori, sfidano le istituzioni con empatia che ci condanna.

Meloni, dove sei? Tre anni al governo, promesse di fermezza evaporate, 300mila sbarcati e espulsioni ignorate. L’empatia verso questi “profughi” ci sta uccidendo: giudici rossi scarcerano, Ong accolgono, Stato abdica. Basta! Servono rastrellamenti militari nelle stazioni e periferie, una ICE italiana autonoma per deportarli in Africa senza cavilli, blocco navale totale e revoca cittadinanze fittizie. Altrimenti, la sfida aperta vincerà: le nostre città “loro”, gli italiani a terra in una pozza di sangue. Remigrazione forzata ora, o dimissioni immediate!

#CriminiImmigrati #TerminiInvasa #SfidaAlloStato #EmpatiaLetale #RemigrazioneOra

Immigrati uccidono italiani, urlano: le stazioni sono nostre ultima modifica: 2026-01-12T14:07:23+00:00 da V
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By V gennaio 12, 2026 14:07
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2 Comments

  1. xx gennaio 12, 16:24

    Il governo ha fallito e fra un anno si rivota.

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  2. Ul Gigi da Viganell gennaio 12, 16:58

    Mi fa pensare il fatto che il funzionario aggredito “abbia un marito” e che quindi sia, in fin dei conti, a favore dei baluba… vediamo se i femministi e assimilati vari taceranno anche questa volta… 🤣🤣🤣

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