Giudici scontano pena ad Alessia Pifferi: attenuanti per lapidazione dai media

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By V gennaio 12, 2026 19:15

Giudici scontano pena ad Alessia Pifferi: attenuanti per lapidazione dai media

Una mamma che lascia morire la figlia di fame mentre è in giro a spassarsela non può essere rieducato. Natura dice che andrebbe soppressa. O almeno, minimo, ottenere il massimo della pena.

**Ora siamo alle attenuanti per il “clamore mediatico”: uno schiaffo alla memoria di Diana**

È difficile contenere lo **sdegno** di fronte alle motivazioni depositate dalla Corte d’Assise d’Appello di Milano nel caso Alessia Pifferi. Dopo aver ridotto la pena dall’ergastolo a **24 anni** (sentenza di novembre 2025), i giudici arrivano a scrivere frasi che suonano come un insulto al buonsenso e alla piccola Diana, morta di stenti dopo sei giorni di abbandono assoluto.

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Leggiamo testualmente: il comportamento processuale dell’imputata **successivo** alla morte della figlia **non** esprime “accentuata capacità a delinquere”, ma è “sintonico con la deficitaria personalità” della donna. E ancora: le attenuanti generiche trovano peso anche nel **”clamore mediatico subito e, diciamo pure, sofferto”**, nella “**lapidazione verbale**” subita e nella “**metamorfosi**” provocata dal “**processo televisivo**”.

Ma stiamo scherzando?

Una bambina di un anno e mezzo lasciata sola, senza cibo né acqua adeguati, a morire lentamente di fame e sete mentre la madre si concedeva giorni di svago: questo è il fatto. Un **omicidio volontario** (confermato dai giudici), aggravato dal vincolo di sangue. Eppure, secondo questa sentenza, la donna merita clemenza perché ha **sofferto** le telecamere, i titoli dei giornali, i commenti indignati del pubblico. Come se il vero dramma non fosse la morte atroce di Diana, ma il disagio mediatico della sua assassina.

È una logica capovolta, grottesca, offensiva. Il “processo mediatico” diventa attenuante, quasi un fattore rieducativo che ha “trasformato” la quarantenne. Intanto la piccola Diana non ha avuto nessuna seconda chance, nessuna “metamorfosi”: solo silenzio, solitudine e agonia.

I giudici sottolineano la “eccezionale gravità” del fatto, ma poi scelgono una pena “non afflittiva” bensì “rieducativa”, bilanciando l’unica aggravante rimasta (il vincolo di parentela) con attenuanti generiche che – udite udite – tengono conto anche del **dolore da esposizione mediatica**.

**No, signori giudici: il dolore vero è quello di una bimba che ha invocato la mamma per giorni senza risposta.** Il resto è cinismo travestito da garantismo. Ventiquattro anni per una vita spezzata così? E per di più con lo sconto per aver “sofferto” i riflettori?

Questa sentenza non fa giustizia: la umilia. E lascia un’amarezza profonda in chiunque abbia ancora un briciolo di senso morale. Diana merita molto di più di questa pietà al contrario.

Giudici scontano pena ad Alessia Pifferi: attenuanti per lapidazione dai media ultima modifica: 2026-01-12T19:15:25+00:00 da V
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By V gennaio 12, 2026 19:15
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