Nordafricano spezza dito a uomo ma è libero: giorni dopo vuole sgozzarne un altro sul treno
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**LECCO, IL SERIALE STRANIERO COLPISCE ANCORA: STESSO IMMIGRATO RECIDIVO MINACCIA CON COLTELLO SUL TRENO – ITALIANO DI 50 ANNI TERRORIZZATO, MA IL BUONISMO LO LASCIA LIBERO!**
Italia sotto attacco continuo da parte di immigrati recidivi che lo Stato continua a coccolare invece di espellere! Nel pomeriggio di domenica 11 gennaio 2026, a bordo di un treno regionale proveniente da Mandello del Lario, lo stesso individuo di origine straniera già noto alle forze dell’ordine per violenza e degrado ha aggredito un innocente italiano di circa 50 anni. Motivo? Un semplice sguardo ritenuto “sbagliato”. Il litigio è degenerato rapidamente: l’aggressore ha estratto un coltello e ha minacciato di morte la vittima, terrorizzandola per lunghi minuti. Solo l’intervento tempestivo della Polfer ha permesso l’arresto del responsabile, ma – come al solito – il danno era già fatto.
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E chi è questo mostro? Lo stesso individuo che solo **pochi giorni prima**, venerdì 8 gennaio, aveva seminato il panico in piazza della Stazione a Lecco: lancio di sanpietrini contro vetrine, danneggiamenti, aggressione a un tassista con frattura dell’alluce. Un’escalation di violenza quotidiana che i tassisti lecchesi denunciano da settimane, insieme a politici che hanno effettuato sopralluoghi nell’area, urlando al degrado incontrollato. Eppure, nonostante precedenti penali e comportamenti pericolosi, questo straniero continuava a circolare libero, pronto a minacciare con coltello un cittadino italiano sul treno – simbolo della nostra mobilità quotidiana ormai diventata zona di guerra.
Lecco è diventata un laboratorio del fallimento migratorio: immigrati recidivi, spesso irregolari o con espulsioni sulla carta ignorate, trasformano stazioni, piazze e mezzi pubblici in teatri di violenza gratuita. Minacce con coltello per uno sguardo, aggressioni a tassisti per “divertimento”, risse tra branchi: questo è il frutto dei ricongiungimenti familiari, dei decreti flussi e dell’empatia istituzionale che ci condanna. Meloni, tre anni al governo e ancora zero tolleranza zero: quando chiudi le frontiere e rimpatri questi predatori seriali?
Basta parole: serve rastrellamento militare nelle stazioni e periferie, creazione immediata di una ICE italiana per deportare in Africa senza passare dalla magistratura rossa, blocco navale totale e fine dei permessi per chi delinque. Altrimenti, il prossimo italiano minacciato con coltello su un treno potrebbe essere tuo padre, tuo fratello, tuo marito. Remigrazione forzata ora, o l’Italia diventa la loro!
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