Per i giudici la vita di un italiano vale solo 21 anni

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By V gennaio 14, 2026 12:54

Per i giudici la vita di un italiano vale solo 21 anni

**Vita di un italiano di 94 anni vale solo 21 anni: badante cingalese protetto dallo Stato massacra un ex poliziotto, e le toghe rosse lo premiano**

È un insulto alla memoria di un eroe italiano, un pugno nello stomaco per ogni cittadino onesto che paga le tasse per mantenere parassiti criminali. Fabrizio Nicola Caronia, 94 anni, ex poliziotto decorato, pestato a morte dal suo badante cingalese di 31 anni – un “beneficiario di protezione internazionale” coccolato dal nostro sistema immigrazionista – e la giustizia cosa fa? Lo condanna a **soli 21 anni** per omicidio volontario. Ventuno anni per aver ridotto un anziano a un ammasso di lividi e fratture, per averlo lasciato agonizzare due mesi prima di spegnersi. Quanto vale la vita di un italiano? Evidentemente, per certe toghe rosse, meno di un caffè versato male.

Ricostruiamo l’orrore, come riportato da Il Messaggero: era il 2024, a Roma, nel quartiere Portuense. Il cingalese, assunto come badante nonostante il suo status di “protetto” (grazie alle leggi permissive ereditate dai governi PD), aggredisce l’anziano per un banale pretesto – un caffè non gradito. Calci, pugni, botte selvagge che mandano Caronia in ospedale con lesioni multiple: cranio fratturato, emorragie, polmoni perforati. L’ex poliziotto, che aveva servito lo Stato per decenni rischiando la vita contro la criminalità, muore dopo un’agonia atroce. Il figlio, mio Dio, ha dovuto assistere al declino del padre, un uomo buono con tutti, ridotto a un vegetale da un immigrato che non avrebbe mai dovuto mettere piede in Italia.

E il carnefice? Un 31enne dello Sri Lanka, entrato con la scusa della “protezione internazionale” – quel meccanismo buonista che apre le porte a chiunque, senza controlli veri, trasformando il nostro Paese in un rifugio per delinquenti. Ha confessato, sì, ma con quali scuse? “Era un uomo buono con tutti”, dice la sentenza, come se questo mitigasse la barbarie. La Corte d’Assise di Roma lo condanna per omicidio volontario, ma solo 21 anni: una pena ridicola, che con buona condotta, sconti e indulti diventerà probabilmente la metà. Uscirà sui 40 anni, pronto a ricominciare, mentre Caronia giace sottoterra e la sua famiglia piange per sempre.

Questo non è un caso isolato: è il pattern schifoso di una giustizia malata, infettata da toghe rosse che graziato immigrati a ogni piè sospinto. Ricordate la bimba di 10 anni messa incinta da un bengalese in un centro accoglienza? Cinque anni, perché “non era stupro vero”. O lo stupro di gruppo su due sorelle minorenni a Macerata, con albanesi assolti per “consenso non escluso”? Sette casi gridano vendetta, come titolava quel giornale: toghe rosse liberano stupratori stranieri che tornano a stuprare. E ora, per un omicidio efferato su un anziano indifeso, 21 anni. Dove è l’ergastolo? Dove la certezza della pena? Dove la difesa degli italiani?

Il governo Meloni ha promesso di cambiare le cose: riforma della giustizia, stop all’immigrazione selvaggia, espulsioni immediate per chi delinque. Ma finché queste toghe ideologizzate – residui del sessantotto e del politically correct – restano al potere, continueremo a vedere italiani sacrificati sull’altare del multiculturalismo fallito. Basta con la protezione internazionale usata come scudo per criminali! Basta con pene blande che umiliano le vittime! La vita di Fabrizio Caronia valeva infinitamente di più di 21 anni. Era un poliziotto, un padre, un nonno: meritava giustizia vera, non questa farsa. Svegliamoci, Italia: o cambiamo rotta, o questi mostri continueranno a massacrarci impuniti.

Per i giudici la vita di un italiano vale solo 21 anni ultima modifica: 2026-01-14T12:54:37+00:00 da V
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