Stupratori, rapinatori e spacciatori: ecco i 40 clandestini riportati dall’Albania
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Stupratori, rapinatori e spacciatori: ecco i 40 clandestini selezionati per il centro di detenzione in Albania e rimandati indietro dai magistrati con la scusa dei Paesi sicuri.
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— Francesca Totolo (@fratotolo2) January 19, 2026
**Toghe rosse all’opera: 40 feccia tra stupratori, assassini e pusher rimandati in Italia dall’Albania, liberi di delinquere grazie ai giudici politicizzati**
È l’ennesimo schiaffo in faccia agli italiani onesti, l’ennesima prova che la giustizia in questo Paese è ostaggio di una casta ideologizzata che preferisce proteggere criminali stranieri piuttosto che i cittadini. Come denuncia Roberto Arditti su *Il Tempo* del 19 gennaio 2026, in un esclusivo intitolato “Assassini, pusher e stupratori: ecco la feccia che le toghe rosse ci hanno rispedito dall’Albania”, 40 immigrati clandestini – selezionati per essere trasferiti nei centri di detenzione in Albania – sono stati “rimandati indietro” come pacchi difettosi. Non per errore burocratico, ma per un mix letale: magistrati politicizzati, ingorgo normativo e pressione della sinistra che ragiona sull’immigrazione clandestina in palese contrasto con l’interesse nazionale.
Questi non sono poveri disperati: sono recidivi pericolosi, con curricula criminali da far rabbrividire. Provenienti da CPR di Torino (2), Roma (4), Milano (6), Gorizia (3), Caltanissetta (4), Palazzo San Gervasio (6), Bari (9) e Brindisi (6), le loro nazionalità urlano allarme: 13 marocchini, 8 pakistani, 6 algerini, 6 bengalesi, 4 tunisini, un nigeriano, un moldavo e un georgiano. I reati? Un campionario dell’orrore: violenze sessuali (inclusi stupri su minori e pornografia infantile), omicidi tentati, rapine aggravate, spaccio di droga, lesioni aggravate, porto abusivo di armi, stalking, minacce, furti, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale. Molti con decine di condanne alle spalle, eppure liberi di girare per le nostre strade grazie a giudici che negano il trattenimento con scuse come “mancanza di presupposti” o “violazione dei diritti umani”.
Guardiamo i casi specifici, per capire la gravità:
– **Da Torino:** M.A. (algerino), recidivo con furti, rapine, lesioni e false generalità; M.H. (pakistano), violenze domestiche, maltrattamenti e minacce di morte.
– **Da Milano:** M.J. (pakistano), condannato per pornografia minorile, adescamento e violenza sessuale; M.A. (bengalese), atti osceni vicino a minori e violenza sessuale; S.B. (tunisino), minacce, atti persecutori e rapina.
– **Da Caltanissetta:** S.A. (bengalese), violenza domestica ed evasione.
– **Da Bari:** H.S. (tunisino), indagato per tentato omicidio; M.T. (marocchino), violenza sessuale e sequestro; T.M. (nigeriano), riciclaggio e truffa.
– **Da Brindisi:** J.I. (pakistano), furto e tentata estorsione; B.A. (marocchino), stupro in famiglia e stalking.
– **Da Palazzo San Gervasio:** H.A. (marocchino), lesioni e rissa; F.K. (algerino), spaccio e resistenza.
– **Da Roma:** I.A. (pakistano), violenza sessuale su minori; W.Y. (algerino), traffico di droga; V.S. (moldavo), stalking e documenti falsi.
– **Da Gorizia:** L.R. (algerino), oltre 20 condanne per reati contro il patrimonio.
Questi mostri, con precedenti da serial killer o pedofili, sono stati rispediti in Italia perché le toghe rosse – quelle stesse che assolvono stupratori per “consenso non escluso” o danno 5 anni a chi mette incinta una bimba di 10 anni – hanno sabotato l’accordo con l’Albania. Un’intesa voluta dal governo Meloni per alleggerire i CPR italiani e accelerare i rimpatri, ma osteggiata da una sinistra che vede nell’immigrazione selvaggia un dogma ideologico.
Arditti non usa mezzi termini: “Basta ipocrisie, basta scuse. Buttare fuori dall’Italia questa gentaglia è cosa buona e giusta. Opporsi al pieno utilizzo dei centri in Albania significa volere il male dell’Italia.” Ha ragione da vendere: questa è una vergogna che grida vendetta, un atto eversivo contro il popolo italiano, che paga le tasse per mantenere questi parassiti criminali mentre vede le sue strade insicure e le sue figlie a rischio.
E il referendum sulla giustizia del 22-23 marzo? È l’occasione per cancellare questa feccia giudiziaria. Separazione delle carriere, CSM a sorteggio, Alta Corte disciplinare: votare Sì significa dire basta a toghe rosse che liberano 1.811 clandestini in un anno, che graziato immigrati per reati efferati, che perseguitano chi si difende in casa propria. “La pacchia è finita”, come diceva Salvini: ma finché queste toghe restano al potere, la pacchia continua per i delinquenti stranieri. Svegliamoci, Italia: il 22 marzo, Sì alla riforma Nordio-Meloni, per una giustizia che protegga gli italiani, non i loro aguzzini!


per me se non si arriva allo scontro fra istituzioni qui coi metoducci della nana sguattera bionda non se ne esce. Il giudice ordina il ritorno in Italia? E il ministero ordina alle forze dell’ordine di non obbedire. Possibile che l’ultima parola spetti ai giudici? magari poi sta gentaglia rientra lo stesso ma intanto si comincia un braccio di ferro e poi si vede dove si va a finire. E comunque quando questi soggetti sono di nuovo sul territorio nazionale si mettono dove devono stare ovvero in carcere.
Però voglio vedere cosa fanno i giudici se per caso si trovano loro in strada e beccano questi soggetti.
Siamo alla follia…
Speriamo che i giudici si trovino in strada con questi elementi .mi piacerebbe vedere come va a finire. Spero male per i giudici.