Tre bambine di 12 anni picchiate dai compagni nordafricani mentre vanno a scuola
Related Articles
A Bologna, nella Bolognina – quartiere simbolo del fallimento dell’integrazione – un branco di quattro “ragazzini” italiani di seconda generazione ha aggredito brutalmente tre ragazzine di 12 anni alla fermata del bus “Sacro Cuore” in via Matteotti, mentre andavano a scuola. Una di loro è stata sollevata in aria e scaraventata contro una vetrata, lasciando una ciocca di capelli sul posto fino al pomeriggio. I testimoni: “Tipici maranza, delinquenti di seconda generazione”. L’ennesima prova che la “seconda generazione” non si integra: porta solo violenza e odio verso gli italiani.
L’episodio è avvenuto intorno alle 8 del mattino del 20 gennaio 2026, in piena ora di punta, tra cantieri e traffico. Le tre piccole studentesse delle medie, zaino in spalla, aspettavano amiche per salire sull’autobus verso scuola quando il gruppo – quattro giovani di 17-18 anni – si è avvicinato con fare minaccioso. Hanno iniziato con un “Cos’hai da guardare?”, poi è partita la furia: calci, pugni, spintoni. Una vittima è stata presa di peso e lanciata contro la porta vetrata di un condominio, finendo a terra. Le ragazzine hanno provato a difendersi gridando “Non abbiamo iniziato noi, ci hanno chiesto qualcosa e abbiamo detto di no”, ma il branco ha infierito senza pietà.
Testimoni (una negoziante e un passante) sono intervenuti afferrandoli per le giacche, rischiando a loro volta. Quando è stato minacciato l’arrivo delle forze dell’ordine, i quattro sono fuggiti verso la periferia, probabilmente imboccando la zona di Corticella dove frequentano un istituto superiore. Le vittime, terrorizzate, sono scappate prima dell’arrivo dei carabinieri – chiamati ma non arrivati in tempo. Nessun arresto immediato, ma le telecamere della zona potrebbero aver immortalato tutto.
Il dettaglio più inquietante? I testimoni li descrivono come “tipici ‘maranza’, italiani di seconda generazione”. Nati o cresciuti qui, con cittadinanza italiana, ma con mentalità e violenza importate dai Paesi d’origine dei genitori. Non sono “poveri immigrati emarginati”: sono figli di un sistema che ha regalato permessi e cittadinanza senza integrazione reale, producendo baby gang violente che odiano l’Italia e aggrediscono le nostre figlie.
VERIFICA NOTIZIA
La Bolognina è da anni un laboratorio del disastro multiculturale: risse etniche, rapine, pestaggi quotidiani. E ora minorenni italiane di 12 anni vengono scaraventate contro vetrate all’alba, mentre vanno a scuola. Il capogruppo Lega Matteo Di Benedetto: “Segna il punto di non ritorno. La sicurezza dei nostri ragazzi non è più garantita”. Ha ragione: non è più tollerabile.
Questi “italiani di seconda generazione” non sono vittime del razzismo: sono i carnefici. Cresciuti con welfare italiano, scuole italiane, sanità italiana – ma scelgono la violenza tribale. Marocchini, algerini, tunisini di genitori: le statistiche parlano chiaro. Stranieri e loro discendenti sovrarappresentati nei reati giovanili: rapine, aggressioni, baby gang. Tasso criminale multiplo rispetto agli italiani autoctoni.
Basta con le scuse del “contesto sociale” o “emarginazione”. La soluzione è una: **remigrazione forzata anche per i figli dei delinquenti**. Revocare cittadinanze acquisite, espellere famiglie intere se i minori delinquono, chiudere i rubinetti dei ricongiungimenti. Altrimenti, le nostre piazze e fermate bus diventeranno mattatoi per le nostre figlie.
Italia prima di tutto – non possiamo più permettere che i nostri bambini paghino il prezzo della “seconda generazione” fallita. Rimandiamoli da dove sono venuti i loro genitori, prima che sia irreversibile!


Let me tell You a sad story ! There are no comments yet, but You can be first one to comment this article.
Write a comment