Groenlandia: Trump allerta 1.500 soldati del battaglione Artico
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L’ex ufficiale dell’intelligence americana **Malcolm Nance** ha lanciato l’allarme su X (ex Twitter) il **19 gennaio 2026**, sostenendo che due battaglioni della **11th Airborne Division** dell’Esercito statunitense – circa **1.500 soldati** – siano stati posti in stato di alta allerta. Secondo le fonti citate da Nance (provenienti da Washington e dall’Alaska), la motivazione ufficiale è una possibile ridistribuzione verso il **Minnesota**, ma l’esperto considera questa versione una evidente **operazione di inganno strategico** (“strategic deception”).
La **11th Airborne Division**, soprannominata **”Arctic Angels”**, rappresenta l’unica unità d’élite dell’Esercito USA specializzata in operazioni artiche e addestrata per ambienti estremi ad alta latitudine nord. Basata principalmente in Alaska (Joint Base Elmendorf-Richardson e Fort Wainwright), è stata ricostituita negli ultimi anni con un focus preciso sulle capacità di combattimento in condizioni polari. La scelta di questa divisione – e non di unità più convenzionali per operazioni interne – appare, secondo Nance, un segnale inequivocabile di preparativi per un’azione militare nel **Grande Nord**, con **Groenlandia** come obiettivo primario.
Nance, che già da mesi (e addirittura un anno fa, secondo sue dichiarazioni) aveva indicato l’attivazione della 11th Airborne come “high confidence, unambiguous indicator” di un possibile tentativo di **seizure forzato** della Groenlandia, ha ribadito che:
– La logistica concentrata in Minnesota (Stato confinante con il Canada) potrebbe servire da trampolino per un rapido dispiegamento via rotte aeree e marittime settentrionali, evitando sorvoli diretti o spazi aerei sensibili.
– Parallelamente, unità delle **Forze Speciali statunitensi** (SOF) starebbero conducendo preparativi e mobilitazioni coperte per supportare un’operazione di forza.
Il contesto è reso ancora più teso dalle recenti dichiarazioni del Presidente **Donald Trump**, che oggi (20 gennaio 2026) ha pubblicato su Truth Social (o X) un’immagine notturna di sé stesso ritratto in stile “Mad King Donald the Last” insieme a due stretti collaboratori, accompagnata da commenti che Malcolm Nance ha definito espressione di “mental illness turned into imperialist policy”. Trump ha più volte ribadito l’interesse strategico degli USA per la Groenlandia, citando risorse minerarie, posizione artica e importanza per la difesa nazionale (inclusa la protezione del “Golden Dome” missilistico), arrivando a suggerire un controllo o annessione dell’isola danese semi-autonoma.
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Le notizie ufficiali, riportate da AP, Military.com, Washington Post e altre fonti, confermano l’ordine di “prepare-to-deploy” per i due battaglioni della 11th Airborne, legandolo però principalmente alla possibilità che Trump invochi l’**Insurrection Act** per gestire proteste e disordini in Minnesota legati alle massicce operazioni di enforcement immigratorio (con tensioni culminate in uno scontro a fuoco fatale a Minneapolis). In questo scenario, i soldati potrebbero supportare le forze dell’ordine federali in caso di escalation.
Tuttavia, la discrepanza tra la specializzazione artica della unità e il contesto domestico del Midwest ha alimentato speculazioni, rilanciate da Nance e da vari osservatori su social media. Alcuni analisti ritengono che la mossa sia prudenziale per più scenari (inclusi quelli domestici), mentre altri – tra cui lo stesso Nance – vedono un chiaro collegamento con le minacce ripetute di Trump verso la Groenlandia, che hanno già provocato reazioni da Danimarca, NATO e alleati europei (con invii di truppe aggiuntive sull’isola da parte di vari paesi).
Al momento non esiste conferma ufficiale di preparativi per un’azione militare su Groenlandia, e fonti del Pentagono descrivono la misura come “prudent planning”. Tuttavia, l’allarme di Nance – un ex analista navale con decenni di esperienza in intelligence – ha generato un’ampia eco, con dibattiti su rischi per la coesione NATO, implicazioni per l’Artide e il precedente che un alleato storico possa essere minacciato con la forza.
La situazione resta fluida: l’esposizione pubblica potrebbe, come spera Nance, indurre un dietrofront, oppure rivelarsi il preludio a sviluppi ben più gravi.


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