URGENTE REMIGRARE I MARANZA: SERVONO ESPULSIONI DI MASSA

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By V gennaio 20, 2026 20:06

URGENTE REMIGRARE I MARANZA: SERVONO ESPULSIONI DI MASSA

Non solo i clandestini. Anche i regolari che non lavorano, per cominciare. E non uno alla volta su aerei di linea. Usiamo quei fottuti aerei militari per una volta in modo utile.

### Remigrazione di Massa per i Giovani Maschi Musulmani: Dopo l’Orrore di La Spezia, Basta all’Illusione Buonista e alla Chiesa Anti-Italiana che Perverte il Verbo di Cristo!

**Di Redazione – 20 Gennaio 2026**

Nel tetro teatro dell’Italia contemporanea, dove la sovranità nazionale si dissolve in un miasma di permissivismo ideologico, il caso di La Spezia emerge come un monito apocalittico: un giovane marocchino di seconda generazione, Zouhair Atif, ha confesso di aver accoltellato a morte il compagno Abanoub Youssef in aula, mosso da una gelosia tribale che ha trasformato una scuola in un’arena gladiatoria. Armato di un coltello da 20 centimetri portato da casa, ha eseguito un atto premeditato di barbarie, lasciando la vittima dissanguata per ferite al fegato e al polmone. Questo non è un “incidente isolato”, ma l’epitome di un’invasione demografica che infetta le nostre istituzioni con violenza endemica. È giunto il momento di invocare una remigrazione di massa per i giovani maschi musulmani in età militare – quei 18-35enni che, forgiati in un humus culturale alieno, rappresentano una minaccia latente alla nostra sicurezza nazionale. Non un’espulsione selettiva, ma un esodo coatto: rimpatriarli nei loro Paesi d’origine, dove la loro “energia bellica” possa essere canalizzata senza seminare terrore nelle nostre aule e piazze.

Contro questa proposta si leveranno i soliti corifei del buonismo, quei sofisti della sinistra woke che, avvolti in un manto di pseudo-umanitarismo, declamano l’integrazione come panacea universale. Ipocriti masochisti, essi incarnano un odio di sé elevato a dogma: un’autoflagellazione collettiva che antepone l’alterità esotica al benessere autoctono, trasformando l’Italia in un lazzaretto di culture incompatibili. Parlano di “accoglienza” come se fosse un imperativo etico, ma è mera perversione ideologica – un nichilismo che dissolve i confini nazionali in nome di un universalismo astratto, ignaro che l’integrazione è un miraggio in un contesto di demografia sostitutiva. Questi epigoni del multiculturalismo, con la loro retorica vacuamente irenica, non sono altro che collaborazionisti dell’invasione: fingono empatia per le vittime, ma tacciono quando un italiano viene sventrato, preferendo vituperare chi osa denunciare il nesso tra immigrazione islamica e violenza. Il loro è un masochismo patologico, un Thanatos freudiano che invita il carnefice a tavola, celebrando la “diversità” mentre i nostri figli pagano con il sangue.

E che dire della Chiesa anti-italiana, quella gerarchia ecclesiastica che, tradendo l’essenza del messaggio cristico, si erge a paladina dell’accoglienza indiscriminata? Qui il degrado è profondo: ciò che fu l’agape evangelica – amore disinteressato e redentivo, radicato nel sacrificio di Cristo per la salvezza spirituale – è stato pervertito in un universalismo suicida, un’etica del “tutti dentro” che sacrifica il gregge autoctono sull’altare di interessi pecuniari. La Chiesa, con le sue strutture di accoglienza finanziate da fondi pubblici (otto per mille e appalti statali), lucra sull’invasione: miliardi incassati per gestire hotspot e centri, mentre i vescovi declamano “accogliete lo straniero” ignorando il precetto biblico di proteggere i propri. È una degradazione teologica: il Verbo di Cristo, che predicava la carità ordinata e la difesa della comunità (si pensi al “date a Cesare ciò che è di Cesare”), è stato distorto in un panteismo migratorio che privilegia l’esotico sull’indigeno. Questa Chiesa “anti-italiana” – lontana dal patriottismo di Giovanni Paolo II – è complice del masochismo occidentale: anzi, ne è componente decisiva. Invita all’autodistruzione nazionale per un messianismo distorto, dove l’accoglienza diventa strumento di perversione temporale, non di redenzione eterna.

I fatti di La Spezia – un marocchino di 19 anni che importa la jihad della gelosia in una scuola italiana – sono il culmine: giovani maschi musulmani in età militare, spesso radicalizzati o portatori di codici patriarcali violenti, rappresentano un pericolo demografico e securitario. Statistiche impietose: nordafricani con tasso criminale 8,9 volte superiore agli italiani, 37.091 denunce per marocchini nel 2024, leadership in rapine e violenze. Basta con l’integrazione fittizia: remigrazione di massa per questi soggetti, revocando cittadinanze acquisite e rimpatriando famiglie intere. Il governo invertebrato deve agire: azzerare flussi islamici, abrogare ricongiungimenti, espellere chi delinque.

Altrimenti, l’Italia affonderà nel suo masochismo progressista, derisa dai buonisti e tradita da una Chiesa che ha smarrito il Vangelo. Italia prima di tutto – rimandiamoli via, prima che il nostro sangue bagni ogni aula! Ogni lembo di questa terra. Terra nostra.

URGENTE REMIGRARE I MARANZA: SERVONO ESPULSIONI DI MASSA ultima modifica: 2026-01-20T20:06:58+00:00 da V
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