Cinque anni per rimpatriare un molestatore di ragazzine

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By V gennaio 21, 2026 12:00

Cinque anni per rimpatriare un molestatore di ragazzine

**Padova, stupratore straniero palpeggia 17enne: per espellerlo serve il permesso delle toghe rosse, fino al Consiglio di Stato – referendum giustizia per fermare questa follia**

È l’ennesima assurdità di un sistema giudiziario che protegge i criminali stranieri e umilia le vittime italiane. Un immigrato condannato per violenza sessuale – ha palpeggiato una minorenne di 17 anni a Trieste, ricevendo una pena irrisoria di 1 anno e 4 mesi con sospensione condizionale – si vede negare il rinnovo del permesso di soggiorno dalla Questura di Padova perché “socialmente pericoloso”. Giusto, no? Invece no: lo straniero fa ricorso al TAR, che respinge, e poi addirittura al Consiglio di Stato, che solo dopo mesi conferma il diniego. “Vale la libertà della donna”, dicono i giudici supremi, ma intanto per rimandare a casa uno stupratore straniero serve l’ok della magistratura, con appelli su appelli fino al massimo livello!

Come riporta *Il Gazzettino* del 21 gennaio 2026, l’uomo – di cui non si specifica la nazionalità ma chiaramente extracomunitario – ha tentato di aggrapparsi a ogni cavillo: “fatto di lieve entità, lei aveva 17 anni”. Ma i giudici del Consiglio di Stato, sezione IV, hanno confermato: il reato è grave, lui è pericoloso, via il permesso. Peccato che per arrivare a questa ovvietà si sia dovuto scalare l’intera piramide giudiziaria, con tempi biblici, costi per i contribuenti e rischio che nel frattempo il predatore resti libero di colpire.

Questo non è un caso isolato: è il pattern schifoso di toghe rosse che sabotano espulsioni e rimpatri. Ricordate i 40 stupratori e criminali rimandati dall’Albania? I 1.811 clandestini rilasciati nel 2024? Gli aggressori tunisini che pestano un 14enne a Catania e restano liberi? O i pusher albanesi e marocchini che devastano una pizzeria a Bologna? Per espellere questi mostri serve sempre il “permesso” della magistratura, con ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato che dilatano i tempi e svuotano i CPR.

Basta con questa vergogna! Il referendum sulla giustizia del 22-23 marzo 2026 è l’arma per cancellare questa follia: separazione delle carriere tra giudici e pm, CSM a sorteggio, Alta Corte disciplinare. Votare Sì significa dire basta a un sistema che chiede “permesso” per espellere stupratori stranieri, mentre le vittime italiane attendono giustizia. Meloni ha provato con l’Albania, ma le toghe bloccano tutto. Il 22 marzo, Sì per un’Italia sicura: “La pacchia è finita” per i delinquenti, non per noi!

Cinque anni per rimpatriare un molestatore di ragazzine ultima modifica: 2026-01-21T12:00:53+00:00 da V
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