Stupra e tortura ragazza per ore: “Scusate, sono tanto pentito”
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**Perugia, afgano “inserito” stupra e tortura ragazza per ore: ora chiede scusa, ma le toghe rosse lo terranno qui? – Referendum giustizia per espellerlo subito**
È l’ennesimo orrore importato che macchia l’Italia dell’immigrazione incontrollata e di una giustizia che coccola i predatori stranieri. Giaghi Khushal Kahn, 46enne afgano arrivato in Italia 15 anni fa come “rifugiato integrato” (secondo il suo avvocato, “inserito nel tessuto sociale”), ha sequestrato, picchiato e violentato per ore una ragazza orientale con la falsa promessa di un posto di lavoro in un centro. Un atto mostruoso, premeditato, che ha lasciato la vittima traumatizzata a vita.
Ora, al processo a Perugia, il cameriere afgano si presenta “pentito” e chiede scusa, come se bastasse un “mi dispiace” per cancellare ore di tortura. L’udienza è stata rinviata, ma lui – secondo *TGR Umbria* del 20 gennaio 2026 – è pronto a implorare clemenza davanti al giudice. “Parole sincere”, titola il servizio Rai, quasi a umanizzare un mostro che ha usato violenza brutale su una giovane indifesa.
Perugia, ha sequestrato, picchiato e violentato per ore una ragazza orientale con la falsa promessa di un posto di lavoro
A processo, il 46enne afgano cameriere Giaghi Khushal Kahn ora chiede scusa.
Era arrivato in Italia 15 anni fa e, secondo il suo avvocato, era inserito nel… pic.twitter.com/NtOO6eihOB
— Francesca Totolo (@fratotolo2) January 21, 2026
Questo non è un caso isolato: è il pattern schifoso di afgani, tunisini, bengalesi che arrivano, delinquono e restano grazie a toghe rosse che negano espulsioni con scuse come “Paesi non sicuri” o “integrazione”. Ricordate il bengalese che “mette incinta” una bimba di 10 anni a Collio e prende 5 anni perché “non violenza”? O i 40 stupratori rimandati dall’Albania? Per espellere questi criminali serve il “permesso” della magistratura, fino al Consiglio di Stato!
Basta con questa vergogna! Il referendum sulla giustizia del 22-23 marzo 2026 è l’arma per cancellare questa impunità: separazione delle carriere, CSM a sorteggio, Alta Corte disciplinare. Votare Sì significa dire basta a giudici che tengono in Italia stupratori afgani mentre le vittime soffrono. Meloni ha provato con l’Albania, ma le toghe sabotano. Il 22 marzo, Sì per un’Italia sicura: espulsione immediata per questi mostri, “La pacchia deve finire”!


Ma se ai baluba afgani le donne fanno schifo… si fosse inculato un ragazzino possibilmente biondo sarebbe stato normale ma adesso montano pure le ragazze? Non c’è più religione, allora… 😉