Fermato un altro maranza con il coltello in classe

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By V gennaio 21, 2026 16:51

Fermato un altro maranza con il coltello in classe

**Ancora un Coltello da 15 cm in Classe: Minorenne Fermato in Bassa Friulana. Dopo La Spezia, l’Emergenza Lame nelle Scuole è Fuori Controllo – Basta Importare Questi Ragazzi!**

Friuli-Venezia Giulia, 21 gennaio 2026 – Non è passato nemmeno una settimana dal delitto di La Spezia, e già un altro coltello da 15 cm viene sequestrato in una scuola italiana. Questa volta è successo in un istituto della Bassa Friulana: i carabinieri sono entrati direttamente in classe, su segnalazione del preside, e hanno trovato l’arma da taglio nascosta addosso a un minore. Il ragazzo è stato identificato, il coltello sequestrato, e ora le indagini valutano le responsabilità penali.

Il fatto è avvenuto nei giorni successivi alla tragedia di La Spezia, dove Zouhair Atif, 19enne marocchino di seconda generazione, ha sgozzato il compagno Abanoub Youssef con un coltello da 20 cm. Il preside, notando il comportamento sospetto e ricevuta la segnalazione, ha chiamato immediatamente i carabinieri del Comando di Udine. Gli agenti sono entrati in aula, hanno perquisito il ragazzo e hanno sequestrato il coltello. Il minore è stato accompagnato in caserma per l’identificazione e le formalità del caso. Le responsabilità penali sono ancora al vaglio: possesso ingiustificato di arma da taglio in luogo pubblico (la scuola) e potenziale pericolo per l’incolumità altrui.

Ma il vero problema non è il coltello: è chi lo porta. Dopo La Spezia, dopo Brescia (banda di tunisini armati), dopo Trieste (maranza marocchini che minacciano “vi aspettiamo coi coltelli”), dopo Bastia Umbra (accetta usata come mazza), ora anche nella Bassa Friulana un minorenne si presenta in classe con una lama da 15 cm. Non è casuale: è l’effetto di un’immigrazione di ripopolamento che ha riempito le scuole di ragazzi di origine africana, nordafricana e balcanica – cresciuti qui ma non integrati, spesso con coltelli in tasca come norma culturale.

Le scuole italiane sono diventate zone a rischio: oltre 930.000 alunni stranieri, molti di seconda generazione, e troppi casi di armi bianche. Il coltello non entra da solo: lo portano loro. E mentre la sinistra continua a blaterare di “esclusione” e “bisogno di integrazione”, la realtà è che questi ragazzi portano armi perché vengono da ambienti dove la violenza è quotidiana, e noi li abbiamo fatti entrare a migliaia con ricongiungimenti familiari automatici.

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Basta cerotti: non servono più metal detector o divieti sui coltelli (Tajani docet). Serve fermarli alla frontiera.

**Le nostre richieste immediate al governo:**

1. **Azzeramento totale dei ricongiungimenti familiari da paesi africani e islamici**
Basta importare interi clan che generano ragazzi con coltelli in tasca.

2. **Espulsione immediata di minori stranieri con armi o precedenti**
Coltello in classe? Via con la famiglia – non possono restare qui.

3. **Revoca automatica della cittadinanza per reati con armi**
Anche se “italiani sulla carta”, se portano coltelli vanno rimpatriati.

4. **Perquisizioni sistematiche nelle scuole ad alta concentrazione straniera**
Metal detector e controlli quotidiani – prima che sia troppo tardi.

5. **Remigrazione preventiva**
Chi mostra segnali di pericolosità (coltelli, minacce, satanismo come Atif)? Rimpatrio forzato.

Italiani, un altro coltello in classe, un altro ragazzo straniero armato. Non è “integrazione fallita”: è invasione riuscita.
Fermiamoli ora – alle frontiere, non nelle aule.

#ColtelloInClasse #StopRicongiungimenti #MaranzaArmati #RimpatriSubito #ItaliaPrima #BassaFriulanaSottoAssedio #SecondaGenerazionePericolo

Fermato un altro maranza con il coltello in classe ultima modifica: 2026-01-21T16:51:11+00:00 da V
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By V gennaio 21, 2026 16:51
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