Maranza:”È colpa vostra che ci avete fatto entrare senza documenti”

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By V gennaio 23, 2026 00:16

Maranza:”È colpa vostra che ci avete fatto entrare senza documenti”

**”È colpa vostra che ci avete fatto entrare”: i maranza a Dritto e Rovescio ribaltano la vittima e accusano l’Italia**

Nella puntata di ieri di *Dritto e Rovescio*, il programma di Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio, è andata in scena una sequenza che ha lasciato molti spettatori sconcertati: giovani di origine nordafricana, spesso definiti “maranza” nel dibattito pubblico, hanno giustificato le loro condotte criminali (rapine, aggressioni, spaccio, violenze) con una frase che suona come una beffa: **”È colpa vostra che ci avete fatto entrare senza documenti e senza insegnarci la lingua”**.

L’argomentazione, riportata in studio e ripresa anche sui social da chi ha seguito la trasmissione, è tanto semplice quanto inquietante: invece di assumersi responsabilità personali, gli intervistati scaricano sull’Italia e sugli italiani la colpa dei loro reati. Non è un caso isolato: è il paradigma di una narrazione che si sta diffondendo tra alcuni ambienti di seconda generazione immigrata, cresciuta in Italia ma senza alcun senso di appartenenza o gratitudine.

Il meccanismo psicologico è chiaro: si passa dalla posizione di vittima (“siamo poveri immigrati emarginati”) a quella di accusatore (“siete voi che avete sbagliato ad accoglierci male”). In questo ribaltamento perverso, chi delinque non è più responsabile dei propri atti, ma diventa il prodotto “colpevole” di una società che non avrebbe saputo integrarlo. Il messaggio implicito è devastante: se l’Italia viene derubata, aggredita o violentata, la colpa è dell’Italia.

Questa retorica non è solo arrogante: è pericolosa. Trasforma il delinquente in imputato morale della vittima, legittima la violenza come “conseguenza inevitabile” di un’accoglienza mal gestita e scarica sull’ospite il peso di ogni crimine. È la negazione totale del principio basilare di ogni convivenza civile: chi arriva in un Paese deve rispettare le sue leggi, la sua lingua, i suoi costumi. Se non lo fa, non è colpa della nazione ospitante: è responsabilità di chi sceglie di delinquere.

Eppure, in troppi ambienti progressisti e buonisti si continua a ripetere che “bisogna capire le cause sociali”, “dare più opportunità”, “non giudicare”. Risultato? Le vittime – italiane o immigrate regolari – vengono lasciate sole, mentre chi commette reati si sente moralmente autorizzato a farlo perché “l’Italia non ci ha integrati”.

La frase pronunciata in trasmissione non è una boutade: è il sintomo di una frattura culturale profonda. Quando un giovane cresciuto in Italia arriva a dire “è colpa vostra che mi avete fatto entrare”, sta dichiarando guerra aperta all’idea stessa di nazione ospitante. Non c’è più integrazione possibile: c’è solo ostilità.

La risposta non può essere un altro ciclo di “dialogo” o “educazione interculturale”. Deve essere chiara e senza ambiguità:

– **remigrazione** per chi delinque, anche se nato qui
– revoca della cittadinanza acquisita se usata come scudo per commettere reati
– stop definitivo ai ricongiungimenti familiari indiscriminati
– rimpatrio immediato dei minori stranieri non accompagnati che commettono crimini gravi

Chi si oppone a queste misure, invocando “diritti umani” o “integrazione impossibile”, non difende i deboli: difende il diritto di delinquere impunemente. E questo non è umanesimo: è complicità.

L’Italia non è obbligata a ospitare chi la odia e la deruba. È ora di scegliere da che parte stare: con le vittime o con chi le deride dicendo “è colpa vostra”.

Maranza:”È colpa vostra che ci avete fatto entrare senza documenti” ultima modifica: 2026-01-23T00:16:10+00:00 da V
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