Pentagono: priorità è difesa confini da assalto immigrati
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Piantedosi chiami l’italiano Greg Bovino per farsi spiegare come si tratta con i clandestini.
**Pentagono: “Difesa del territorio nazionale prima di tutto!”**
Nuova dottrina shock: sigillare i confini, respingere l’invasione e rimpatriare gli illegali. L’America torna a pensare a sé stessa
Il Pentagono ha appena scaraventato sul tavolo la nuova **Strategia di Difesa Nazionale** e il messaggio è chiarissimo, senza giri di parole: **l’America prima di tutto**. Basta con le priorità al ribasso, basta con gli impegni sparsi in giro per il mondo mentre il proprio territorio viene lasciato indifeso. La difesa del suolo statunitense è diventata **priorità assoluta**, addirittura sopra la deterrenza alla Cina nell’Indo-Pacifico.
Nel documento si legge nero su bianco che l’**emisfero occidentale** – quindi tutto il backyard americano, dal Canada giù fino al Sudamerica – è stato “**trascurato**” dalle amministrazioni precedenti, quelle che hanno preferito inseguire guerre lontane e ideologie globaliste piuttosto che proteggere i cittadini a casa propria. E non si tratta di isolazionismo, come qualcuno si affretta a strillare: è semplicemente **buon senso patriottico**. Gli Stati Uniti non si ritirano dal mondo, ma pretendono di farlo da una posizione di forza, partendo dalla sicurezza interna.
**“Chiudere i confini, respingere ogni forma di invasione ed espellere gli immigrati illegali”**: queste non sono più solo promesse elettorali di Trump, ma linee guida ufficiali che il Pentagono sta trasformando in dottrina militare. Il segretario alla Difesa ha ricevuto mandato diretto dalla Casa Bianca per studiare opzioni concrete, comprese quelle che coinvolgono le forze armate per garantire che l’**invasione silenziosa** dal sud venga fermata una volta per tutte.
E non finisce qui. La strategia insiste su altri pilastri fondamentali:
– **Deterrenza dura** contro la Cina nell’Indo-Pacifico, ma attraverso la **forza reale** e non con chiacchiere e summit inconcludenti
– **Maggiore condivisione degli oneri** con gli alleati: basta con gli americani che pagano per tutti, anche Canada e Messico devono fare la loro parte per difendere l’emisfero
– **Rafforzamento immediato** della base industriale della difesa USA, per non dipendere più da catene di approvvigionamento straniere in caso di crisi
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Mentre l’Europa continua a litigare su quote e migranti, spendendo miliardi in aiuti all’Ucraina e ospitando chiunque arrivi via mare, gli Stati Uniti fanno inversione a U e dicono: **prima noi**. La Russia? Diventata una “minaccia persistente ma gestibile”. La Cina resta un rivale da contenere, ma non più l’ossessione numero uno. Il nemico principale, per il Pentagono di oggi, è chi minaccia la sovranità americana **dal di dentro** e **ai confini**.
Un cambio di paradigma totale rispetto agli ultimi decenni. Niente più “nation building” in paesi lontani, niente più sacrifici unilaterali per alleati che poi si lamentano. L’America torna a difendere i propri interessi, il proprio popolo, il proprio territorio. E lo fa con la forza, con la determinazione e – finalmente – con la **priorità assoluta** al bene dei cittadini statunitensi.
In un mondo dove l’Italia affonda sotto il peso di sbarchi quotidiani e l’Europa si arrende al multiculturalismo forzato, Washington lancia un segnale fortissimo: **chi vuole l’America grande deve prima mettere al sicuro casa propria**.
E voi, ve lo immaginavate un Pentagono che mette al primo posto i confini invece delle basi in Medio Oriente?
Ecco, ora è ufficiale.
**America First** non è più uno slogan: è dottrina di difesa nazionale.


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