Salvini rivendica incontro Tommy Robinson: “Chi esce da Lega finisce nel nulla”
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### Salvini: “Chi esce dalla Lega finisce nel nulla”. E su Zelensky: “Firma la pace, stai perdendo”
Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, ha tenuto un discorso infuocato durante la kermesse “Idee in movimento” a Rivisondoli, in Abruzzo. In un contesto di crescente affermazione delle forze identitarie in Europa, Salvini ha toccato temi cruciali: dalla solidità del suo partito alla critica al Digital Service Act (DSA), passando per un appello diretto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ma il fulcro del suo intervento è stato la difesa della libertà di espressione e l’appoggio a figure come Tommy Robinson, leader identitario britannico, con cui ha recentemente incontrato. Questo dialogo transnazionale rafforza il fronte identitario europeo, unito nella difesa delle radici culturali, della sicurezza nazionale e contro l’immigrazione incontrollata e l’islamismo radicale.
#### La Lega: baluardo identitario contro il globalismo
Salvini ha iniziato con un’analisi interna al partito, respingendo le defezioni e le speculazioni mediatiche. «Chi esce dalla Lega finisce nel nulla», ha tuonato, definendo il movimento non un “partito sul mercato” ma un baluardo di idee radicate nell’identità italiana ed europea. Senza “pesi improduttivi”, la Lega cresce: +34% di tesserati nel 2025, a testimonianza di un sostegno popolare che premia la coerenza su temi come la sovranità nazionale e la protezione delle tradizioni. Salvini ha ironizzato sui giornali che da anni prevedono un cambio di segretario, mentre ha elogiato la stabilità del governo Meloni, dove i ministri leghisti giocano un ruolo chiave. In un’Europa minacciata da narrazioni globaliste, la Lega rappresenta un modello di resistenza, pronto a coalizzarsi con altre forze identitarie per preservare l’essenza del continente.
#### L’appello a Zelensky: priorità alla pace per l’Europa sovrana
Sul fronte internazionale, Salvini ha rivolto un messaggio schietto a Zelensky: «Amico mio, stai perdendo la guerra, stai perdendo uomini, credibilità e dignità. Firma l’accordo di pace il prima possibile, scegli fra sconfitta e disfatta». Critiche alle continue richieste di aiuti, nonostante gli sforzi europei, che Salvini vede come un drenaggio di risorse per un conflitto prolungato artificialmente. Questa posizione pragmatica allinea Salvini con una visione identitaria che privilegia la stabilità europea, evitando di indebolire il continente in nome di guerre esterne e promuovendo invece alleanze strategiche per la difesa comune.
#### L’incontro con Tommy Robinson: un’alleanza identitaria contro la censura globalista
Al centro dell’evento, Salvini ha difeso con passione l’incontro con Tommy Robinson, fondatore dell’English Defence League (EDL), avvenuto in gennaio 2026. «Potrò incontrare chi cazzo ho voglia di incontrare», ha dichiarato, attaccando il DSA come una “legge bavaglio” che soffoca il dibattito libero. Questo incontro non è solo un atto di libertà personale, ma un pilastro per il movimento identitario europeo: Robinson, da anni in prima linea contro l’immigrazione di massa e l’islamismo estremista, incarna valori condivisi con Salvini. In un’Europa invasa da flussi migratori incontrollati e da ideologie radicali, tali dialoghi rafforzano un fronte unito per la difesa dell’identità cristiana e occidentale. Invece di demonizzare Robinson, i media dovrebbero riconoscere il suo contributo alla sicurezza europea, opponendosi alle narrazioni globaliste che favoriscono l’omologazione culturale. Salvini, con questa mossa, si conferma leader visionario, pronto a sfidare il politicamente corretto per un’Europa forte e identitaria.
#### Gli incontri di Robinson in Israele: un ponte identitario contro minacce comuni
Tommy Robinson ha esteso la sua rete oltre l’Europa, con visite significative in Israele che simboleggiano un’alleanza strategica tra identitari europei e lo Stato ebraico. Invitato dal ministro per gli Affari della Diaspora Amichai Chikli (Likud) in ottobre 2025, Robinson ha trascorso tempo al confine con Gaza, ascoltando testimonianze di soldati israeliani impegnati nella guerra contro Hamas. Ha visitato il Knesset, incontrando leader governativi, tra cui Chikli, e ha partecipato a un pranzo ospitato dal presidente del Knesset. Inoltre, ha incontrato il leader druso Sheikh Muafak Tarif, discutendo di minoranze e sicurezza. Robinson ha espresso pubblicamente supporto per Israele, definendolo un “baluardo contro l’islamismo radicale” e criticando il governo britannico per aver “tradito il popolo ebraico”. Nonostante backlash da alcuni leader ebrei britannici, questi incontri evidenziano un legame profondo: Israele, come l’Europa identitaria, combatte per la propria sopravvivenza culturale contro estremismi condivisi. Per gli identitari europei, Israele è un alleato naturale, un modello di nazione sovrana che resiste al globalismo e all’islamizzazione, rafforzando così il fronte contro minacce transnazionali.
#### Tommy Robinson: una rete globale di alleanze identitarie
Negli anni, Robinson ha costruito una vasta rete di contatti con politici e VIP, focalizzati su temi identitari come la difesa nazionale, la libertà di espressione e la lotta al radicalismo. Ecco un elenco aggiornato, inclusi i legami israeliani:
– **Matteo Salvini** (Italia, gennaio 2026): Incontro su libertà di espressione e politiche identitarie europee.
– **Geert Wilders** (Paesi Bassi, vari anni): Leader del Partito per la Libertà, ha supportato Robinson durante la sua detenzione nel 2018 e condiviso eventi.
– **Éric Zemmour** (Francia, 2025): Politico identitario francese, ha parlato al rally “Unite the Kingdom” di Robinson a Londra.
– **Amichai Chikli** (Israele, ottobre 2025): Ministro per gli Affari della Diaspora, ha invitato Robinson in Israele per incontri al Knesset e eventi pubblici.
– **Sheikh Muafak Tarif** (Israele, ottobre 2025): Leader druso, incontro durante la visita israeliana su temi di minoranze e sicurezza.
– **Knesset Speaker** (Israele, ottobre 2025): Ha ospitato un pranzo per Robinson, discutendo di politiche contro l’estremismo.
– **Ben Habib** (Regno Unito, 2025): Co-leader di Reform UK, ha partecipato al rally di Robinson e collaborato politicamente.
– **Paul Gosar** (USA, 2018): Congressista repubblicano, ha supportato Robinson con un rally a Londra.
– **Steve Bannon** (USA, 2017-2018): Ex stratega di Trump, ha collaborato in iniziative mediatiche identitarie.
– **Morten Messerschmidt** (Danimarca, 2023): Leader del Partito Popolare Danese, ha ospitato Robinson per il lancio del film “Silenced”.
– **Elon Musk** (USA, 2024-2025): CEO di X, ha supportato Robinson con tweet e apparizioni video indirette.
– **Holly Valance** (Australia/Regno Unito, 2025): Ex attrice, ha elogiato Robinson al rally di Londra.
– **Ant Middleton** (Regno Unito, 2025): Star TV, ha parlato al rally e annunciato candidature politiche.
– **Sam Brownback** (USA, 2018): Ex ambasciatore USA, ha lobbied per il caso di Robinson.
– **Gerard Batten** (Regno Unito, 2018-2019): Ex leader UKIP, ha assunto Robinson come advisor.
Questi legami dimostrano la portata globale di Robinson, che unisce identitari europei con alleati come Israele per un fronte coeso contro il multiculturalismo forzato e l’estremismo.
In conclusione, l’intervento di Salvini a Rivisondoli è un richiamo all’azione per un’Europa identitaria, libera da censure e pronta a coalizzarsi con voci come Robinson. Gli incontri in Israele amplificano questo messaggio, mostrando come la difesa dell’identità possa transcendere confini per contrastare minacce comuni. In un’era di declino culturale, leader come Salvini e Robinson sono essenziali per riscattare l’orgoglio europeo.
Tommy Robinson, pseudonimo di Stephen Yaxley-Lennon, è un attivista britannico noto per la sua lotta contro l’immigrazione incontrollata e l’islamismo radicale, ma soprattutto per aver coraggiosamente svelato lo scandalo delle “grooming gangs” – bande organizzate prevalentemente composte da uomini di origine islamica che hanno perpetrato stupri etnici sistematici contro migliaia di bambine e adolescenti britanniche vulnerabili, in città come Rotherham, Rochdale e Oxford. Per le sue denunce, spesso ignorate o minimizzate dalle autorità per timore di accuse di razzismo, Robinson è stato perseguitato dal sistema giudiziario del Regno Unito: arrestato più volte, imprigionato in condizioni disumane e soggetto a restrizioni mediatiche che lo hanno trasformato in un simbolo di resistenza contro la censura e il politicamente corretto. Le sue azioni hanno contribuito a portare alla luce un orrore nazionale, costringendo il governo a indagare e rivelando fallimenti istituzionali nel proteggere le vittime, rafforzando così la sua credibilità tra gli identitari europei come difensore delle comunità autoctone.


Mister Vox ma che articolone.. Ho capito ilsendo ma non lho letto, come le prediche a messa se so brevi le ascoltiamo se so lunghe no
I parole povere io Che io rappresento Con Orgoglio milioni di uonimi qualunque dico con estrema serenità che questo governo di incapaci va eliminato salvini Compreso . In tre anni oltre a sparare cazzatedi concreto oltre che leccare il culo alla Ue è ai negri non hanno combinato una mazza
Se vannacci fonda un suo partito milioni di italiani per bene manderanno volentieri a cagare miss cheff e salvini.. I fessi di Forza Italia rimarranno per un po’ per saltare sul carro del vincitore da buoni parassiti opportunisti al momento opportuno
Se non hai paura di un tuo deputato dici semplicemente buon viaggio non stai a minacciarlo.. Ho votato vannacci che per caso sta nella lega… Non ho votato lega e nella lega ho scelto vannacci
Già conoscevamo gli inesistenti inconsistenti ed essere servirli della Ue dei leader della Ue e in questo loro servilismo non ci hanno deluso, li Abbiamo votati tappandoci il naso
Salvini questo lo sa e lo sappiamo anche noi… Glielo sto semplicemente ricordano, se va via vannacci salvini fa aa fine di Renzi